Copertina di Donald Fagen Morph the Chat
The Punisher

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Per appassionati di jazz fusion, fan di donald fagen e steely dan, ascoltatori critici alla ricerca di una recensione ironica e dettagliata
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LA RECENSIONE

CATS'N'COOL. "E mo' cosa cazzo me invento adesso?!" sembra dire il nostro Donald Duck in copertina assorto con le mani in mano, sulla sedia nello studio che fu del nonno. "Ecchecazzo. . . in 13 anni manco un'idea. . . ma come cazzo è possibile, socmèl" (tutti sanno delle origini modenesi del nostro che faceva Faggiano di cognome da cui il soprannome "Fagèn"). Niente da fare, imbroccato il celebre "Steely Dan Cool Sound" con il compagno di merende Walter Becker sul finire degli anni 70 e dopo il successo travolgente di "The Nightfly" dell'82 (!!) il nostro ebbe un piccolo sussulto con "kamakiriad" del '93, praticamente ignorato da tutti, perfino da lui stesso (celebre la sua conferenza stampa con il passamontagna e con la voce falsificata) ma poi. . . nulla! A parte un paio di reunion col suo vecchio compare a firma Steely Dan, di lui si erano perse le tracce. Cosa cazzo avrà fatto in questi 13 anni?!? Avrà rinnovato il suo stile? Si sarà sputtanato tutti soldi accumulati? Si sarà dato all'ippica? Avrà prodotto nuove leve? Ha forse fatto la furbata di Paul Simon che si è paraculato il sound di Eno per rinfrescare canzoni nate già vecchie e stanche?MACCHEE E E!!!Il brizzolato Faggiano se ne esce con un disco. . . udite udite. . . PRATICAMENTE identico alle solite cose di sempre!!!Se questo non è genio ditemi voi cos'è!! Sentire questo "Morph the Chat" è come riascoltare un "The Night fly-down", ossia lo stesso disco ma senza la novità, il brio e l'originalità di allora (cazzo, parliamo di quasi 25 anni fa!!!). Non a caso The NightFly "dette il La" a quella orda di compilation lunge-jazz-cool-sticazz-style che tanto ebbero fortuna negli anni a seguire. . . e vabeh. . . tanto di cappello. . . ma quello che ci si chiede adesso è. . . E ADESSO?! EMBÈ?!?! E QUINDI?!?! E soprattutto: MA PERCHÈ?!?!Insomma: COME SE NULLA FOSSE CAMBIATO. Come se 25 anni di evoluzioni musicali non fossero serviti a un cazzo e il mondo fosse fermo a 25 anni fa. Come se girassi ancora col mangianastri Geloso per sentire musica frusciante dalle vecchie bobine o circolassi con la testa a cresta punk col pearcing OGGI che son passati quasi vent'anni! Completamente A N A C R O N I S T I C O. Brani mosci e soffusi col solito suono di Rodhes piano (ormai un must, come il brano "Morph The Cat") col ritmo funky-jazz-rock-fusion, con le solite chitarrine a ricamare col solito trafiletto jazzato ("H-Gang") e le solite doppie voci ben armonizzate ("What I do"). . . insomma. . . tutto perfettino . . . tutto paurosamente già sentito. . . tutto prevedibile e scontato peggio di una corsa in bagno con la colite: sai sempre cosa ti aspetta un minuto dopo!!Al 4° brano vorrei mollare tutto e fracassare lo stereo ma 1) mi rendo conto che lui non c'entra un cazzo, poveretto, in tutto ciò 2) sono lievemente masochista e bocconi così prelibati è da folli lasciarseli sfuggire!Quando si arriva a "The Great Pagoda Of Fun" (giuro. . . non è una mia invenzione: si chiama proprio così!!) vorrei staccarmi le palle a morsi ma non ho nemmeno denti per piangere (?!). Niente. . . Pattume e prevedibilità a manetta. . . sound carino, per carità, ma le canzoni sono tutte brutalmente monotematiche e uguali a se stesse con un arrangiamento fatto con lo stesso stampino arrugginito dei biscotti di mia nonna Anaclea. Il brano 7 titola "The Night Belongs To Mona" che dalle parti venete sembra un invito di buon auspicio per i fissati del soave "carpaccio femminile". . . niente da fare. CAZZO, so che mi ripeto e non vorrei farlo ma è la solita pippona trita e ritrita peggio di una grattachecca tritata col TurboGirmi a velocità 9. Non se ne può più. . . metto il cd a volume 2 e mi leggo l'ultimo liberculo di Paulo Cohelo e lascio che gli ultimi due brani facciano il resto. E infatti, nemmeno il tempo di leggere le 7 parole del titolo "Sono supino su un prato a fluttuar le esalazioni del mio Sè Interiore" che crollo addormentato secco sull'amaca del terrazzo. Mi venissero a parlare di Dormiben, Sempersonn o Camomille varie. . . io il mio metodo naturale per dormire l'ho trovato eccome: due o tre brani di questo CD, scelti a random eee. . . risultati SICURI al 99% (l'1% è di quelli a cui 'sto disco piace per davvero - e non sto? scherzando). Yeaaaaahwwwl. . . 'nanotte!*)nonsomministrarealdisottodei30anni- seguireattentamenteleavvertenzeeledosiconsigliatenellaconfezione-tenereallalargaglidalleorecchieamantidimusicaoriginaleemaiscontataedalledonneincinte.

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Riassunto del Bot

La recensione critica Morph the Chat di Donald Fagen, evidenziando la piacevole ma stantia riscoperta del celebre sound degli anni '80. L'album risulta prevedibile, monotono e anacronistico, senza sostanziali innovazioni dopo 13 anni di silenzio. Nonostante la tecnica e il suono curato, manca il brio e la freschezza che caratterizzava le opere precedenti, risultando una scelta sicura ma poco ispirata.

Donald Fagen

Donald Fagen è un cantautore, tastierista e produttore statunitense, co-fondatore degli Steely Dan con Walter Becker. In carriera solista ha pubblicato gli album The Nightfly (1982), Kamakiriad (1993), Morph the Cat (2006) e Sunken Condos (2012), noti per la fusione di jazz, pop e soul e per la meticolosa produzione.
10 Recensioni