Copertina di Donovan A Gift From a Flower to a Garden
luludia

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Per amanti del folk anni '60, appassionati di musica poetica e atmosfere oniriche, cultori di artisti come donovan e musica acustica di qualità.
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LA RECENSIONE

Se accordi il passo al soffio del respiro, cammini leggero e nemmeno tocchi l'erba. Poi, in un attimo senza peso, l'occhio scorge una goccia di rugiada nascosta nel silenzio. Questa è una sensazione quasi Donovan. Ma per far si che lo sia davvero occorre aggiungere un minimo di vento. Le cose vagano, fluttuano, stanno in aria...e noi con loro.

Non è “il cantuccio d'ombra” di Giovannino se non talvolta, se non di quando in quando. Piuttosto sono i sentieri azzurri dell'Arturo o magari il suo andare trasognato . E questo senza per forza essere poeti o, se si, solo un pochino.

Aveva ragione l'amico/nemico Zimmerman che un giorno disse “Ma sto tizio chi è, Charlot?”. Certo ai baffetti occorre sostituire un incendio di capelli, ma sorriso e grazia quelli rimangono. Troppo poco per i nostri tempi, roba per rimbambiti anni 60? Forse. Ma guardate che anche i pazzi è da quelle parti che vorrebbero dimorare. Il buon Vincent, ad esempio: “fuori si lavora alla disperata, è una lotta, ma poi ai tuoi colori aggiungi quel che hai di grazia e di sorriso”.

Poi, si, per arrivare a Donovan, bisogna risciacquare in abbondante acqua. Donovan è semplice ed esser semplici è la cosa più difficile del mondo. E se i più nel risciacquo annegano lui rimane a galla. Non parliamo poi dell'esser luminosi, la troppa luce acceca, scioglie le ali. Ma quando la luce canta della luce e il soggetto sparisce nell'oggetto che vuoi mai dire? Tocchi il cielo con un dito e basta.

Che qui parliamo di canzoni fatte della stessa sostanza di ciò che raccontano. Con tutto che è “stranamente strano ma in fondo abbastanza normale”, nel senso che essere fuori dal mondo è semplice come bere un bicchier d'acqua. Ti svegli e apri la finestra, tutto qui.

Ti senti stupido, sorridi per nulla e ti commuovi per meno e il fatto peggiore è che ci credi. Esiste la poesia, esiste il fatto che potremmo persino vivere. Il regalo del fiore al giardino è semplicemente l'esserci

Trascendenza voce e chitarra, gas leggero e il giusto filino di incongruo per un folk pop celestiale dove Syd è ancora felice...

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Riassunto del Bot

La recensione esalta la leggerezza e la poesia dell'album di Donovan, sottolineando la sua unicità nel panorama folk anni '60. L'autore coglie la semplicità come valore raro e prezioso, capace di evocare atmosfere sospese e trasognate. Tra riferimenti a personalità artistiche e citazioni evocative, il disco viene definito un viaggio luminoso e delicato tra voce e chitarra. Una celebrazione della musica come esperienza sensoriale e spirituale.

Tracce testi video

01   Song of the Naturalist's Wife (02:47)

02   The Enchanted Gypsy (03:21)

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03   Voyage Into the Golden Screen (03:15)

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05   The Mandolin Man and His Secret (03:35)

06   Lay of the Last Tinker (01:49)

07   The Tinker and the Crab (02:55)

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08   Window With Schawl (A Portrait) (03:02)

09   The Lullaby of Spring (03:27)

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11   Starfish-On-The-Toast (02:45)

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12   Epistle to Derroll (05:44)

Donovan

Donovan (nome completo Philip Donovan Leitch) è un cantautore scozzese emerso a metà anni '60, noto per un percorso che dalle radici folk arriva a pop e psichedelia, con successive svolte rock/glam e sperimentazioni (anche elettroniche).
24 Recensioni

Altre recensioni

Di  Fagen85

 Donovan trova la sua risposta in questo disco; all’epoca considerato uno dei suoi lavori più riusciti.

 È l’unico disco che unisce e riconcilia le due anime del cantautore scozzese, il menestrello malinconico e il rocker psichedelico.