Se "6DOIT" e "SFAM" erano capolavori (soprattutto il secondo) con "Train of thought" i Dream Theater purtroppo cadono nella "trappola" del metal. Da tanto avevo il presentimento che prima o poi tirassero fuori un cd troppo movimentato come questo e assolutamente non è del loro stile.
Abituati a melodie dolci e prog come "Finally free" o "Losing time" il quintetto americano ci spara alcune tracce veramente senza anima con troppi assoli di Petrucci e ritmi alti.. ma alla fine non tutto è da buttare... ma andiamo con ordine...
"As I Am" è la prima traccia.... niente... non dice nulla.. purtroppo in questo pezzo non riesco a trovare un'emozione.. è la tipica canzonetta che apre un cd.. un'introduzione ripresa dal finale di 6 degrees e poi si parte con un ritmo incalzante e privo di grandi melodie. Segue "This Dyng Soul": buio.... ma non del tutto.. un buon ritornello e un bellissimo cambio di ritmo nel mezzo danno un tocco in più a questa traccia. Con "Endless Sacrifice" finalmente si finisce di sbadigliare e si risente qualche discreto suond da veri Dream... è più tranquilla delle precedenti e alla fine la si può anche apprezzare senza però emozionarsi più di tanto. Arrivati ad "Honor Thy Father" purtroppo si ricade nel metal più duro.... inizio senz'anima.. si riprende nel pezzo centrale strumentale dove si sentono Portnoy e Petrucci davvero in forma ma si rimane a bassi livelli.... dopo una prima parte veramente deludente da qui il cd cambia faccia: finalmente viene fuori un pò di progressive e delle melodie orecchiabili che ci fanno ben sperare.
Con "Vacant" sento i veri Dream Theater: davvero bellissima e toccante.. malinconica e anche struggente, con un La Brie bravissimo nell'interpretazione (con la sua voce quasi "affaticata" che si accompagna benissimo alla melodia di fondo..) e l'aggiunta del violoncello (che dà quel tocco in più che un fan del prog come me ama...) si crea una traccia davvero bella ed a tratti anche dark. Peccato che sia stata registrata male.. all'inizio se si fa attenzione si sentono dei "rumori" nel sottofondo che rovinano l'atmosfera creata dal piano.. (ma solo io li sento???? Nessuno ne ha mai parlato...). Adesso è il momento di "Stream Of Consciousness", è secondo me uno dei pezzi strumentali più belli fatti dai Dream e riprende la melodia di "Vacant", peccato per qualche "virtuosismo" di troppo... cioè tutti e 4 i componenti fanno il loro assolo.. uno dietro l'altro: inizia Portnoy e seguono in sequenza Petrucci, Rudess, e Myung... veramente esagerati in questo caso... stilisticamente perfetti ma li trovo troppo distaccati rispetto alla melodia dominante.. a parte questo trovo "Stream Of Consciousness" un pezzo davvero ben fatto soprattutto ha un finale molto coinvolgente e sicuramente è da applausi la prova di Myung che ritengo l'anima di questa traccia (finalmente!! dopo esser stato "invisibile" per molto tempo....). Ed infine "In The Name Of God".. apprezzabile il ritornello ma per il resto rimane noiosa e sopratutto pesante... troppo lunga.
Si chiude cosi "Train of thought", mi aspettavo davvero di più.. troppo metal e troppo movimentato.. non è nel loro stile.. sicuramente hanno voluto accontentare qualche metallaro deluso per poi creare un numero più alto di fan.. ma credo che non ne hanno bisogno.. il PROG-metal dei Dream Theater è lontano anni luce da tutte le schifezze che si sentono in giro... parlando dei singoli: davvero da apprezzare Myung e Rudess molto bravi nelle ultime traccie e un Petrucci scatenato (anche troppo..) in tutto il cd. Quest'opera può piacere ma sicuramente possono fare molto e ripeto MOLTO meglio.
""Stream of Consciousness": 11 minuti di pura musica che entrano prepotentemente nella storia dei Dream Theater."
"In the Name of God è la vetrina ideale per tutti i componenti della band, perfetta e tecnicamente perfetta."
Il teatro dei sogni è ormai vecchio.
Gli assoli di Petrucci sono velocissimi sì ma privi di pathos.
È semplicemente fantastico, hanno nuovamente mostrato di essere degli extraterrestri!
Il mio idolo, il mio esempio... Petrucci emoziona, lascia a bocca aperta, "gasa".
Io non capisco cosa hanno nella testa certe persone ... ma ai fan veterani che hanno quasi rinnegato la band.
Stream Of Consciousness ritenuta da me la traccia più bella dell’intero album.
L’ultima fatica targata Dream Theater rappresenta una parentesi musicale controversa e di difficile identificazione.
Se questo è il flusso di coscienza dei cinque americani che dieci anni fa portarono in auge il prog metal, allora siamo veramente alla frutta.