gbrunoro

DeRango : 1,15
DeEtà™ : 7231 giorni • Qui dal 22 agosto 2006
Francis Ford Coppola Apocalypse Now
Voto:
Questo è un film sull'uomo, non sulla guerra. Il viaggio lungo il fiume è una metafora del viaggio alla ricerca di se stessi. La guerra qui è solo un pretesto. Film immenso, recensione da compitino delle medie.
883 La Donna, Il Sogno & Il Grande Incubo
Voto:
Max Pezzali rappresenta per gli anni '90 quello che la coppia Battisti/Mogol ha rappresentato per i '70. Nessuno ha saputo cantare una generazione che tutt'ora non si riesce bene a catalogare in maniera così chirurgica. Ma è chiaro che di questo sarà evidente a tutti soltanto tra qualche anno, come spesso capita con i geni della sua levatura. Tutta la superficialità con cui viene criticato dai tanti contemporanei con la puzza sotto il naso (che, tra l'altro, intasano la community di Debaser) non fa che confermare questa mia tesi. Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
883 La Donna, Il Sogno & Il Grande Incubo
Voto:
Max Pezzali rappresenta per gli anni '90 quello che la coppia Battisti/Mogol ha rappresentato per i '70. Nessuno ha saputo cantare una generazione che tutt'ora non si riesce bene a catalogare in maniera così chirurgica. Ma è chiaro che di questo sarà evidente a tutti soltanto tra qualche anno, come spesso capita con i geni della sua levatura. Tutta la superficialità con cui viene criticato dai tanti contemporanei con la puzza sotto il naso (che, tra l'altro, intasano la community di Debaser) non fa che confermare questa mia tesi. Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
Hunter S. Thompson Paura e disgusto a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas)
Voto:
Ok, messaggio recepito! Comunque ti posso assicurare di una cosa, sono tutto tranne che serio, sia nella vita che nel lavoro, anzi, condivido in pieno tutto il discorso sull'ironia (e soprattutto sull'autoironia). ciao!
Hunter S. Thompson Paura e disgusto a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas)
Voto:
Guarda che c'è un equivoco: io parlo di piani di lettura molteplici, certo, ma questo non giustifica "tutti" i piani di lettura. Poi un punto di vista può essere condivisibile o meno, chiaro, ma ci sono giudizi che posso capire anche se non li condivido e giudizi che invece ritengo errati. Per questo ho detto di apprezzare la tua recensione senza però condividerla, e ho cercato di spiegarne il perché. La supponenza di cui parlavo non si riferiva tanto alla risposta in sé, ma al commento in cui sorvolavi ironicamente su un mio commento, tutto qui. Sincermanete non mi sembra di essere stato supponente nei tuoi confronti, se no ti avrei liquidato con un commento sprezzante senza perdere tempo ad argomentare le mie idee. Tutto qui.
Hunter S. Thompson Paura e disgusto a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas)
Voto:
Thompson non si è affatto sparato perché è statp rieletto Bush, ufficialmente si é sparato perché aveva un tumore inguaribile al cervello. Dico ufficialmente perché non è neppure ben chiaro che si sia sparato, se vogliamo dirla tutta. Mi dispiace notare un po' di supponenza nella parole di Supersoul: non capisco perché prima fai una recensione a mio avviso superficiale, e poi a chi te lo fa notare rispondi anche con supponenza. Qui si tratta di due interpretazioni di fondo diverse, tutto qui, è inutile voler a tutti costi sembrare il primo della classe. Quando dico che la figura di Thompson è molto più complessa di quanto possa sembrare non voglio dire che lo è perché è statunitense, perché la complessità esiste anche ad Abbiategrasso, a Brusegana o a Kiev in egual misura, dipende dalle persone e non dai posti. E qui riveli il tuo limite, nel dar per scontate cose che non sono affatto scontate. Quando parli di verità che non esiste più ti sbagli, perché il presupposto è che la verità come viene comunemente intesa non è mai esistita, è questo l'equivoco di fondo che porta a tante storture interpretative su questo testo. Essere "veri" non è assolutamente un valore per Thompson, che non né più né meno vero dei mostri che incontra. E' partendo dal presupposto che la verità non è mai esistita che il sogno americano muore per rinascere: muore nel particolarismo degli anni '60 (che Thompson giudica, giustamente credo, un fallimento dal punto di vista idelogico) per rinascere in un senso più universale, che tiene finalmente conto dell'uomo e di tutti i suoi macroscopici errori, le sue storture. Il sogno americano è intrinseco all'uomo, è un concetto che va al di là della geografia e che connota l'uomo in quanto tale, per questo non potrà mai morire. Quello che è morto è il sogno americano che voleva trovare la positività a tutti i costi, che voleve l'uomo "buono e felice", che era quasi una versione comica del già ridicolo mito dle buon selvaggio.
Hunter S. Thompson Paura e disgusto a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas)
Voto:
tralasciando i deliri di anticomunista credo che la figura di Duke (e di riflesso quella di hst, anche se in questo caso credo sia un errore sovrapporre troppo l'autore con il personaggio) è molto più complessa di quanto possa sembrare, come molto più complessa è la riflesione sul sogno americano che, ripeto, non è visto in maniera assolutamente negativa come mi sembra abbia detto supersoul. i piani di lettura sono molteplici (e questo è uno dei grandi pregi del libro). vorrei capire cosa intendi con "l'unico ad essere vero".
Hunter S. Thompson Paura e disgusto a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas)
Voto:
Apprezzo la tua recensione, il voto è basso perchè non conordo sull'interpretazione che dai al libro di Thomspon. Per motivi di praticità copincollo il giudizio che ho già espresso su Anobii: "Testo fondamentale per capire cos'erano e cosa sono diventati gli Stati Uniti e, di conseguenza, buona parte del resto del mondo. Le invenzioni stilistiche si sprecano: Thompson colpisce duro, allo stomaco, con una serie di riflessioni talmente lucide e ciniche da lasciare il lettore senza fiato. Il sogno americano, il grande sogno americano, si trasforma a poco a poco in un incubo: ma non importa, quello che conta è continuare a sognare."
In sostanza non credo che per Thompson il sogno americano finisca a Las Vegas anzi, è Las Vegas il sogno americano. La morte dell'american dream viene analizzata (e dichiarata) nel passo in cui si parla di bob dylan (ora non riesco ad essere più preciso). Credo che questo libro in fondo sia l'araba fenice del sogno americano: è qui che muore per rinascere definitivamente e diventare immortale, nonostante se stesso.
La mia impressione è che il tuo giudizio di fondo provenga da un'errata valutazione della figura stessa di Thompson che, per usare le tue parole, non è affatto l'unico ad essere vero (né nel libro né nella vita). Dipende poi da che senso dai alla parola vero in questo contesto. Thompson è sempre rimasto americano dalla testa ai piedi, militarista convinto, sostenitore di tutte (o quasi) le guerre fatta dagli Stati Uniti negli ultimi 50anni, un vero coacervo di genialità e contraddizioni, ecco perché la tua lettura mi sembra viziata da un antiamericanismo superficiale di fondo (scusa il gioco di parole) che è sempre stato alieno a Thompson.
Bee Hive Kiss me Licia e i Bee Hive
Voto:
Disco quasi fondamentale. Rece troppo lunga, piena di vuoto e autocompiaciuta.
Eddie Murphy Raw (Nudo e crudo)
Voto:
@Poletti
Pazzesco, sono andato a dare un'occhiata al Morandini per vedere cosa dice di Nudo e Crudo e cosa trovo? le stesse cazzate che hai scritto tu su Benigni e la volgarità.... ora io capisco scopiazzare, ma arrivare a questi livelli no dai... ah, tra l'altro anche il Morandini c'ha capito poco di questo capolavoro, ma per lo meno ha espresso un giudizio personale (anche se dubito che l'abbia visto)