Bisius

DeRango : 2,26
DeEtà™ : 7220 giorni • Qui dal 4 settembre 2006
Vangelis L'Apocalypse Des Animaux
Voto:
Dunque: il disco lo conosco molto da vicino, in quanto è stato usato (sotto consiglio della regista) per lo spettacolo teatrale della nostra scuola l'anno scorso. Sinceramente, senza offesa alcuna, mai e poi mai lo comprerei, per una serie di motivi: 1) La New Age è a mio avviso uno dei generi più controversi che siano mai esistiti nella storia delle musica, poichè è un gigantesco calderone che cerca di far venir fuori la pozione giusta al momento giusto (ma non sempre riesce, e quando non riesce sono cazzi molto amari) 2) Vangelis, senza dubbio, ha imbroccato la pozione giusta, ma il suo modo di suonare la natura spesso disorienta anche le orecchie più sensibili e gli esperti più acclamati. Indubbiamente ci vuole molto più di un ascolto per cominciare a sentire il benefico influsso sprigionato dal musicista: comunque sia, trovo che questo tipo di musica, per quanto stratificata, complessa e nello stesso tempo cristallina (come ha detto ilfantasticovegetale, "tocca le corde dell'anima"), sia un po' troppo interiore e come tale un po' troppo privata, uno scrigno prezioso e fragile che viene aperto sotto gli occhi di tutti. Ma, non essendo il mio genere e avendo ascoltato solo questo cd, posso anche sbagliarmi. Voi che ne dite? P.S. Recensione da appassionata che conserva, comunque sia, una propria obiettività e, come tale, è da cinque.
Camille Le Fil
Camille Le Fil
30 ott 06
Voto:
Bravissimo Punisher, l'ho scoperta da pochissimo (meno di una settimana) e devo dire che la tua recensione rispecchia pienamente i caratteri del disco. Comesempredopotutto.
The Roots Illadelph Halflife
Voto:
Allora: la black non è assolutamente il mio genere. Come hai detto e sottolineato giustamente tu, i rapper pompati a suon di steroidi e circondati da donne seminude mi hanno ormai dato il voltastomaco. Ammetto anche di non essere affatto un esperto. Ma questo gruppo ultimamente mi ha incuriosito per la sua prolificità notevole (correggetemi se sbaglio, ma mi pare abbiano fatto sette album in dodici anni, di cui l'ultimo uscito poche settimane fa) e per le atmosfere comunque sempre raffinate nella loro rudezza. Veramente incredibile il modo in cui riescono a convivere senza problemi il rap comune con il blues e il jazz. Magari, per Natale, entrando da Ricordi, cambierò direzione, e invece di dirigermi verso lo scaffale dedicato all'alternative e al metal sceglierò di puntare su quello vicino dell'r'n'b. Devo dire che la tua recensione (oltre ad essere ottimamente scritta) mi ha incuriosito parecchio, vediamo che si può fare. Alla prossima. Requiem.
Sepultura Roots
Sepultura Roots
30 ott 06
Voto:
La recensione non è male ma a mio avviso è un pochino striminzita.
Coroner Grin
Coroner Grin
30 ott 06
Voto:
Sono davvero sempre d'obbligo le parole? L'uomo è stato creato libero di agire, parlante e soprattutto pensante. Io non ho parole.
The Kooks Naive
The Kooks Naive
30 ott 06
Voto:
Andando per similitudini, ti potrei decisamente paragonare ad una colonia di batteri: in crescita esponenziale. Molto melassoso (persino più di me, ed è tutto dire) il finale "debaseriani vi amo"...
Duncan James Can't Stop A River
Voto:
Dopo il grande successo ottenuto in Italia con il primo singolo "Sooner Or Later"... tu dici? Non lo ha cagato proprio nessuno. Comunque sia... nell'anno 1234 l'elettronica stava progressivamente scomparendo per lasciare il posto all'innovativa tecnica musicale che tanto successo portò poi al rinascimentale autore e compositore (nonchè poeta e croupier) Den Harrow. Un giovanotto di umili origini, proveniente dalla bassa Padania, cresciuto a pane, botte e Borghezio, si ribellò a questa scena musicale in decadenza, portando con il suo banjo una ventata di orientalità che era venuta decisamente meno con la fine della Rivoluzione Francese. Stiamo ovviamente parlando di Duncan James. Il suo duecentotrentaquattresimo disco è ora in vendita nelle migliori salumerie: con 15 ¤ vi potrete gustare queste canzoni memorabili, dagli imperiosi stacchi metal (frutto di ripetuti ascolti di Al Bano e Romina Power), accompagnando il tutto con una fiorentina al sangue di quelle belle grosse.
Charlotte Gainsbourg 5:55
Voto:
P.S. Però, ragazzi, lasciatemene qualcuna anche per me... la stavo elaborando anch'io... pazienza.
Charlotte Gainsbourg 5:55
Voto:
Avevo sentito parlare della scandalosa "Lemon Incest" e così ho provato ad avvicinarmi a questa Charlotte Gainsbourg. Il disco non mi dispiace per niente, la sua voce sussurrata è molto suggestiva a mio parere (anche se a lungo andare provoca effetti collaterali quali colpi di sonno), l'unica grande pecca di questo disco è, come hai scritto tu, la collaborazione con gli Air, che non fanno altro che autocelebrarsi per tutto il tempo. Scandaloso anche il fatto che ogni membro che ha composto questo disco tenta di elevarsi in raffinità un gradino in più del compagno. Va bene la buona musica, però il troppo stroppia. La recensione... è da vero esperto, in quanto descrivi molto bene le melodie e i ritmi, oltre a dare un'idea complessivamente esaustiva di 5:55. Molto bravo.
A Perfect Circle aMOTION
Voto:
Diciamo che conosco un paio di gruppi... moltiplicato cinquanta...