Voto:
A suo tempo mi era capitato di leggere la discussione, ma mi erano fumate un po' le palle e avevo preferito non intervenire. Ora sono in grado di dire la mia. Citerò un po' tutti e nessuno se la prenda a male, non c'è cattiveria. Ora so che la valenza di un gruppo si confronta sulla base... delle canzoni? No, no. Del percorso musicale? Macché! Della coerenza? Men che meno. Dei fan. Ecco, siccome quel gruppo ha fan di merda, lo stesso gruppo diventa automaticamente merdoso perché... se li cerca. Mi immagino Capovilla, con il lanternino e la sigaretta, ad accalappiare stupidi quindicenni usciti dall'incubatrice degli Arctic Monkeys. Quanto sono rimasto indietro! Ignorantia mea. Abbiamo rivoluzionato il rock: more power to fans! Poi vengo a scoprire che, quasi un anno dopo, prima incensato e strabenedetto dai più, ora "A Sangue Freddo" diventa pattume. E perché? Perché è <<banale da cima a fondo, con tanto di "pagherete caro, pagherete tutto">>. Il primo è invece valutato <<un discone colossale>>, soprattutto negli apici di "tutto ok, tutto ok, c'è la guerra ma è tutto ok". Molto interessante. E paradossale. Questo si chiama, a casa mia, attaccamento morboso agli idoli della propria giovinezza: post-core americano a manetta e poco più. Chiaro che quel "poco più" rende ugualmente l'Impero un disco da isola deserta, ma quando si decide per una svolta sostanziosa nei numeri, allora... apriti cielo. Più lo spettro di influenze si allarga più sembra peggio. E' lo stesso ragionamento che fanno gli indie-kid da voi tanto odiati. Parliamo di non amare i compromessi, ma su quali basi "A Sangue Freddo", di preciso, si piega? Qualche lirica è debole: è vero, perché c'è anche molto meno citazionismo, ed altrettanta teatralità. Musicalmente? A parte la title-track, cosa è davvero "commerciale" (che ridere)? Quindi se degli stupidi si avvicinano al gruppo con l'invasamento di chi ha scoperto il vello d'oro è colpa del gruppo? Critiche che sarebbero piovute comunque se il secondo disco fosse stato una fotocopia del primo. Riassumendo il tutto, si torna al vecchio, triste discorso del "vendono quindi nisba": io mi auguro non solo che vendano sempre di più, giacché se lo meritano dopo tutta questa gavetta, ma che entrino nel cuore di sempre più persone e scalzino un po' di draghi, che sarebbe ora. Nessuno se lo meriterebbe più di loro. Poi entra in gioco l'invidia personale, ma allora lo si deve premettere. Questione visibilità: che ridere, ancora. Il TDO va in tv, e allora? Quanti sanno che gli One Dimensional Man nel 2004 hanno registrato concerti per Rock Tv? Che 4 anni prima comparivano su MTV? E adesso il Teatro diventa, però, un mostro. Infine la formazione: meglio Ragno Favero, dite? Spero che abbiate visto un concerto con il precedente nucleo. Capovilla che incespicava sul palco completamente andato e strumentisti incapaci di ingranare una-nota-una prima di venti minuti di rodaggio e stecche (quando andava bene), compreso il nostro caro bassista. Manzan e Mantelli saranno forse più in ombra ma, c'è da dire, non sbagliano un cazzo. Il Capo ha tagliato con gli ettolitri di birra e regge un concerto dall'inizio alla fine, anche vocalmente. Poi se a voi fa comodo spendere 10 € o più per un live in cui l'inizio è poco più di una jam rumorista indistinguibile ma passionale, io vi rispondo cazzi vostri, la passione dalle nuove canzoni esce fuori come e più di prima. Solo che di mezzo, adesso, rispetto a prima, ci sono i soldini, che ogni tanto annebbiano il giudizio. Ho intervistato Pierpaolo quattro volte e ammetto che questi commenti, così severi verso di lui e verso il gruppo, se a lui non fregano niente a me hanno amareggiato un po': è, prima di tutto, scarsa considerazione personale che non può reggere il confronto con la pura e semplice scusa di "svolta malriuscita". Aldilà di One Dimensional Man e Imperi Delle Tenebre vari.