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DeRango : 0,86
DeEtà™ : 7212 giorni • Qui dal 11 settembre 2006
Alice In Chains Alice In Chains
Voto:
Layne è stato messo un pò in disparte in questo album perchè i suoi problemi con l'eroina l'avevano debilitato non poco fisicamente. Ciò è spiegato dalle numerose sovraincisioni vocali che vedono spesso coinvolto il buon Cantrell. Recensione banale. Il ritornello di Grind allegro?! Mah, dove e quando non lo so.
Puddle Of Mudd Famous
Voto:
Ri-iniziare a stupire? Mah, non so quando mai abbiano stupito. Di loro ho sentito solo Come Clean, che ascoltai a suo tempo e già non mi entusiasmò più di tanto, chissà adesso se fanno sempre quella roba. Mi ricordo che in Come Clean c'erano dei pezzi in cui Scantlin faceva spudoratamente il verso a Cobain, a tratti mi sembrava di ascoltare In Utero. Non a caso la canzone che apprezzavo di più era Control, quella che con i Nirvana aveva meno a che fare. Il 1994 non era piena grunge-era, semmai il grunge stava cominciando a perdere colpi. Di ciò non se ne può fare una colpa ai Puddle Of Mudd, che nel 94 erano giovanissimi e per i quali la passione per il rock di Seattle sembra tuttora sincera, ma non sono comunque e non sono mai stati trascendentali. Hanno fatto qualche canzone carina ma in fin dei conti una copia sbiadita di una qualsiasi grunge band un pò lo sono.
King Crimson In The Wake Of Poseidon
Voto:
Io invece trovo che Le Orme siano più simili ai Van Der Graaf, mentre la PFM è più vicina ai Gentle Giant, oltre che ai Crimson. Non è un caso che i testi inglesi di Felona e Sorona li abbia scritti Peter Hammill e poi si prenda La Porta Chiusa: ci sono delle parti copiate di sana pianta da Man-Erg. Quanto alla recensione, quoto la gran parte dei commenti: un'insipida accozzaglia di paroloni e frasi che vorrebbero essere ad effetto, ma che in realtà non stupiscono affatto. Album notevole, peccato per la somiglianza a volte un pò eccessiva all'insuperabile esordio (la title-track è uguale ad Epitaph).
Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
Voto:
Ma quante cazzate spari!
The Rolling Stones Sticky Fingers
Voto:
Faccio parte del 20%. Beggar's Banquet, Let It Bleed, l'album in questione... Bastano questi tre album per surclassare l'intera discografia dei Beatles. Ovviamente ragiono anch'io de gustibus, sta di fatto che le cose che mi piacciono dei Beatles si contano su dulle dita delle mani, e qualcuna avanza. Dei Rolling Stones invece no. Può anche aver rotto le palle la diatriba Scarafaggi-Pietre Rotolanti, ma dico comunque la mia e quoto i secondi, forever.
Incubus Light Grenades
Voto:
@senmayan: davvero non hai mai capito l'accostamento Incubus-Red Hot? Lungi dal dire che sono una copia dei peperoncini, ma gli Incubus si sono sempre ispirati a loro e secondo me si sente. Hilikus ad esempio, una delle loro prime canzoni, non ti dice niente a riguardo? Piuttosto io non capisco il confronto con i tokio hotel (da notare che ho scritto il loro nome in minuscolo, in segno di non rispetto). A dire il vero a me anche Love Hurts ricorda i Red Hot, ma quelli degli ultimi tempi, quelli più sdolcinati e privi di mordente.
Incubus Light Grenades
Voto:
Per fare media, il disco è da 2,5. Comunque impara ad usare la punteggiatura
Incubus Light Grenades
Voto:
"congeniato"??? Comunque neanche io sono tanto entusiasta dei nuovi Incubus. Per carità, non sgradevoli, però sono così patinati, talvolta anche melensi. A volte sembra di sentire i Red Hot degli ultimi tempi
Christina Aguilera Christina Aguilera
Voto:
@s4doll Oddio, definire la sua "gran voce" è troppo (secondo me)! Una voce discreta, metti anche buona, ma se la si definisce "grande" allora che dire di Beyoncé o Alicia Keys? Due cantanti che stilisticamente non mi piacciono, ma che possono a pien diritto avvalersi di tale complimento. Quoto parte dei commenti: se utilizzasse il suo potenziale verrebbe fuori qualcosa di quanto meno rispettabile. Però resta una puttana, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche artistico, essendo così votata al trash, ai soldi facili e ai rotocalchi.
R.E.M. Reveal
R.E.M. Reveal
21 dic 07
Voto:
La rece è partita bene, peccato per il track by track, una tecnica che ho utilizzato anch'io in passato me che mi sono accorto essere pesante e spesso inutile. Non male ad ogni modo. Peter Buck disse di questo album: " lo consider uno dei nostri migliori lavori. Molto ricco, al limite dell'eccesso, con archi, chitarre sovraincise e un sacco di arrangiamenti. Superlusso". Mah, contenti loro... Io quasi quasi preferisco il successivo, niente di che, ma almeno non così sovrarrangiato e orchestrato al limite dello stucchevole!