cptgaio

DeRango : 5,23
DeEtà™ : 7174 giorni • Qui dal 19 ottobre 2006
Christopher Cain The Principal - Una Classe Violenta
Voto:
Vero, caruccio con momenti anche abbastanza "violenti" tra le altre cose.
Uli Edel Christiane F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino
Voto:
Quindi sicuramente narra vicende che riguardano la generazione prima della mia (ma alla fin fine la mia generazione "l'età delle spade" l'ha vissuta in pieno eccome quindi i fatti narrati vanno ben oltre il lasso temporale raccontato: già la generazione dopo, '81-92, l'eroina in vena l'ha "vista" già meno) ma le prime persone a leggerlo sono state quelle di quella successiva (cioè la mia, e scusa la ripetizione :-D).
Adam Smith The Chemical Brothers - Don't Think
Voto:
Sono anni che sto trascurando i fratellini ma ora sta cosa qua mi ha abbastanza incuriosito. Credo che andrò a vederlo.
Uli Edel Christiane F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino
Voto:
Qualche giorno fa discutevamo con un'amica sul libro (soprattutto sulla pessima versione italiana che ancora gira), di quanto sia stato presente (e diciamo pure importante) nelle vite dei ragazzi di un certo tipo di generazione (che poi è la mia) e di quanto il film, sa pure abbattendo certe "violenze" presenti e abbondando di ingenuità palesi, ne sia stato degno corollario. Credo che certe opere debbano essere valutate con parametri diversi rispetto alla media: da qui il voto. Recensione all'altezza, as usual :-D Ps. Peccato per certi commenti: brutto periodo per Debaser questo.
Lana Del Rey Born To Die
Voto:
Non la conoscevo, incuriosito dalla tua recensione sono andato ad ascoltarmi qualcosa sul tubo. Interessante, procurerò. Grazie.
Sophie Ellis-Bextor Make A Scene
Voto:
Mmm, discheto piacevole che merita un 3 solo per la stima che nutro per lei (Y)(Y)(Y)(Y)(Y). Tu bravo as usual.
Tori Amos Night Of Hunters
Voto:
La recensione non la voto perchè l'ho già votata (anche se era un voto a prescindere come spiegato nel commento 21 ed infatti ora non metterei più di un 2) sul disco che devo dire: un'operazione ambiziosa e in molti tratti addirittura pretenziosa (ma lei è così: non si è mai accontentata, ha sfornato 12 album uno diverso dall'altro, spesso mettendo alla prova la "pazienza" anche dei suoi più accaniti fan, allontanando da se ogni volta le plaggerie della critica che infatti da un certo punto in poi ha cominciato a bersagliarla in modo anche abbastanza miope) ma resta il fatto che in pochi avrebbero saputo confrontarsi con il topic che aleggia nel disco e lei comunque riesce a mettere quel non so che di splendidamente "amosiano" che porta i suoi fan (almeno non quelli persi nei meandri della critica "preventiva" e dei luoghi comuni, per non parlare di quelli con le fette di prosciutto alla orecchie :-D) ad apprezzarla anche nei suoi dischi oggettivamente più "deboli". Detto questo spiace vedere tanta superficialità nei commenti e non ho paura di dire che credo fermamente che in pochi nascano dall'ascolto effettivo del disco ma da un lato conferma certe peculiarità di lei che non tutti possono o riescono ad apprezzare (discorso snob ma noi EWF lo siamo un po'). Poi se si vuole parlare di botox parliamone pure ma insisto sul discorso che son cose che esulano abbastanza da quello che dovrebbe veramente importare (soprattutto se penso a certa critica, ma anche a molti pecoroni debaseriani, pronta ad esaltare ogni nuova scoreggia di PJ Harvey per esempio, quella si in crisi creativa da almeno 12 anni). Sul discorso "importanza" la Amos è stata tra le maggiori (e forse la maggiore) cantautrice della sua generazione e una delle più coraggiose sperimentarici art-pop di sempre conferma ne sono i 4 capolavori degli anni '90. Poi dipende di cosa si vuole parlare: credo sia impossibile confrontare tutto lo scibile musicale novantino e scegliere ciò che è stato più importante: ogni genere ha prodotto i suoi picchi. Io so solo che guardandomi attorno sono abbastanza sicuro di non aver " perso tempo" in quegli anni e di aver apprezzato le cose che a mio modo di vedere eran maggiormente contingenti ma son discorsi persoali, fin troppo per meritare approfondimenti.