Manic Street Preachers Postcards From A Young Man
Voto:
@vitols,pinkholler: spesso e volentieri i cazzi nostri s'appiccicano alla musica & vice-versa. nel caso specifico dei manics la cosa è ancora più azzeccata, perchè raccontano più un mood piuttosto che fare un discorso musicale fatto e finito, motivo per cui proprio non mi piacciono. parere mio. invece è molto bella la recensione.
Killing Joke Absolute Dissent
Voto:
@alfredo: sarà che quando me li han passati m'aspettavo tutt'altro. bello l'esordio, (anche se non ci sento i pere ubu, cosa che viene sbandierata a destra e a manca) gli altri vanno spesso in territori industrial, dove c'è troppa gente che ai killing joke gli fa le scarpe. comunque questo me lo sento volentieri :)
Low Things We Lost in the Fire
Voto:
dei C$C tutto (ep compresi) meno l'ultimo "release". anche i firewater niente male, soprattutto il primo. poi visto che si aggiunge, vi siete dimenticati i mercury rev :)
Low Things We Lost in the Fire
Voto:
@azzo: direi si i rem, (ma nei '90? allora forse no) ma i qotsa proprio no, dai. molto bella la recensione
Colour Haze Ewige Blumenkraft
Voto:
mah. questo non l'ho sentito, su quello che avevo c'era una spirale in copertina, una cosa del genere; musica da capelloni. comunque la recensione per me è da uno, è molto un "e quindi?".
Killing Joke Absolute Dissent
Voto:
non riesco a capire se mi piacciano o meno, l'omonimo del 2003 aveva buone cose, ma suoni nel complesso un po' plasticosi. hosannas è parecchio monotono, (cosa che a tratti paradossalmente coinvolge, a tratti invece annoia) ma la recensione comunque m'ha incuriosito.
Stanley Kubrick Full Metal Jacket
Voto:
mi pare che il film sia più universale, a livello tematico, della semplice denuncia sulla guerra in vietnam. per me è un capolavoro
Joel & Ethan Coen Blood Simple
Voto:
ok, grazie :)
Joel & Ethan Coen Blood Simple
Voto:
ohibò, pensavo fosse di poco anteriore a fargo.. mi vedo prima questo poi "crocevia della morte", uno dietro l'altro
Joel & Ethan Coen Blood Simple
Voto:
lo vedrò sicuramente, di che anno è? bella la recensione