Marco Carta Ti rincontrerò
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quoto galakordi.
Marracash Marracash
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beh, allora ben venga questo qui piuttosto che altri, visto che è proprio la mancanza di valori il problema di certe realtà, ghetti si, ma ideologici. sono intervenuto quando ho visto fare un parallelo tra realizzazione economica e realizzazione personale, che spesso viaggian di pari passo per il ragazzo magari meno smaliziato. e un po' quello che ha detto resugno, che mi ha lasciato perplesso, cioè quando dice "Ci importa solo di due cose. I soldi e essere rispettati tra la gente che vi fa paura." ovvero sognare ciò che forse sta a base addirittura di una certa situazione, e farlo con ignorante orgoglio". Ancora saluti, penso comunque che prima o poi questo marracash me lo tireranno fuori mio cugino o suoi conoscenti ;)
Marracash Marracash
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io non ho parlato di finto ribelle, ma di ribelle senza causa. le mie erano considerazioni, e non nello specifico su questo o quel personaggio, perchè ovviamente non parlerei con cognizione di causa, essendo io ignorante in materia. parlavo di questo ritorno al "tribalismo" predicato da certi testi, e della presa che hanno sui giovani, tipo "quanto è figo vivere nel ghetto, la vita di strada". sembra autocelebrazione di una realtà permeata di ignoranza e che merita rispetto non certo per il timore che suscita il bullo di quartiere, (in gergo "fare brutto")ma al massimo appunto come denuncia di realtà di degrado urbano e sociale.(cosa che già facevano i velvet underground..) ma le "amare verità" di cui tu parli, sarebbero un sostanziale riconoscimento dei problemi, problemi che diventerebbe poi possibile non dare per inevitabili e ineluttabili. altrimenti è solo ridicola speculazione su realtà si presenti, (non credo in misura così massiccia) ma addirittura che si autocompiacciono in situazioni (culturalmente) miserabili. e bada che non parlo di marracash nello specifico.
Tricarico Tricarico
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recensione bella bella.lui non mi convince, anche a me dopo sanremo pare un pelino costruito.. saluti
Marco Carta Ti rincontrerò
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ecco gli opeth, per quelli che non li conoscevano, che a confronto sono le mothers of invention..
Marco Carta Ti rincontrerò
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l'ho sentito ed è qualcosa di vergognoso. davvero. mi sono sentito in imbarazzo.
Marracash Marracash
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in generale ho scritto malissimo, qui sopra, ma penso sia chiaro.
Marracash Marracash
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*il ghetto non esista, non esisti
Marracash Marracash
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Ciao resugno, il tuo post precedente m'ha molto colpito perchè con mio cugino parlavo proprio dell'integrità artistica, o quantomeno credibilità "da strada" del rap/hip hop italiano. per quanto posso essere d'accordo con certi discorsi su commerciabilità e sull'astio che nutri nei confronti di certi aspiranti "critici benpensanti" qui su deb, sul fatto che chi vive quella realtà se ne infischi di etichette e speculazioni "dall'alto", volevo comunque fare qualche considerazione. anch'io sono di quarto oggiaro, e la realtà di cui parli mi è completamente estranea. io penso che il ghetto in italia non esisti, o perlomeno non quello che intendete tu/voi, ma un ghetto più ampio, ideologico, culturale, che colpisce le aree più povere come le più ricche. penso che aldilà di quanto uno guadagni, degli stenti e delle difficoltà, debba fare delle scelte. quella del ragazzo di periferia che si aliena dalla società creandosi un clan dov'è amato e rispettato, oltrepiù cercando di dare dignità assoluta alla cosa, è una realtà di degrado ideologico, di sostanziale impotenza rispetto alla realtà e di sostanziale riduzione del campo d'azione individuale. della serie scegliere e amare il ghetto. aldilà di considerazioni del valore artistico di tale musica, di cui a dire il vero non mi interesso più di tanto, certi testi dei club dogo e di altri di cui non ricordo il nome, mi fanno sorridere. sai l'antica teoria del complotto per cui il governo preferisce la sostanziale immobilità nell'iniziativa giovanile, per cui preferisce la massa povera e ignorante per motivi "amministrativi"? ecco, una ribellione del tipo precedentemente descritto la trovo francamente ridicola, perchè a conti fatti consiste nel costituire una cellula "indipendentemente subordinata" allo stato stesso, che ne critica i sistemi, ma li accetta comunque come inevitabili. il ribelle senza causa che non è nulla all'infuori del proprio territorio. Il fatto che questo modello sia sempre più comune anche tra i giovanissimi delle periferie non fa che farmi pensare che in futuro il "movimento giovanile" sarà pari a quello di toni ieri con la francia, e la prospettiva è quantomeno spaventosa. saluti
J-Ax Di sana pianta
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