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DeRango : 1,15
DeEtà™ : 7119 giorni • Qui dal 13 dicembre 2006
Fabrizio De André Canzoni
Voto:
Votamento.
Fabrizio De André Canzoni
Voto:
Ottimo disco per essere di transizione. Comodo per recuperare i vecchi classici e per contenere le traduzioni a mio avviso riuscite, su tutte "Morire per delle Idee".
Fabrizio De André Tutti morimmo a stento
Voto:
Comunque Poletti non sta bene.
Fabrizio De André Tutti morimmo a stento
Voto:
Lasciate stare le dichiarazioni e lasciate stare i forum dai quali ho sentito dire le peggiori cavolate... sono altre le fonti informative da cui attingere secondo me. Comunque il complimento fatto da Faber al Degre lo conoscevo anch'io, è verissimo. Solo che, fino a prova contraria, neanche Faber possedeva la fiaccola della verità. Inoltre disse questo quando la carriera del Degre era neppure iniziata. Insomma, è vero che non si può sempre essere d'accordo con la stragrande maggioranza della critica e del popolo, ma almeno De André dai. Comunque sia è inutile fare paragoni tra questi due artisti, entrambi grandi. Noi tutti sappiamo che l'oggettività in musica non esiste. Solo che non posso condividere le critiche che ho letto anch'io su quei forum, secondo le quali Faber dovrebbe tutto ad altre persone. Maddai, leggiamoci qualcosa prima di ascoltare i pareri della gente. Il disco è una delle pagine più poetiche della storia della musica italiana, gli innesti "barocchi" dell'arrangiamento non sono che una godibile peculiarità. La poesia espressa da questo concept non ha eguali. Basti citare il Cantico dei Drogati, Inverno, La Leggenda del Natale... Pedante? E il Dark? E la classica? Opinioni.
Fabrizio De André Rimini
Voto:
Avventura a Durango è un pezzo a cui tengo particolarmente, mi mette allegria come pochi. La preferisco addirittura a quella di Dylan. Come si dice? De gustibus :-). Il libro di Romana lo consiglio comunque a tutti gli amanti di Faber, è scritto con criterio e cognizione.
Fabrizio De André Tutti morimmo a stento
Voto:
Ciò che penso del disco, è che si tratti del terzo capolavoro, appena sotto La Buona Novella e Creuza De Ma.
Fabrizio De André Tutti morimmo a stento
Voto:
Ti invito comunque a leggere qualche biografia su De André, per farti un'idea più chiara di ciò che s'intende per "lavoro a quattro mani" quando si parla di lui, e mi scuso per i "sentimenti di inferiorità" sui quali ero puramente ironico. Come dice Dying Sun i due artisti in questione sono grandissimi e piuttosto diversi. Che De André abbia saputo attingere dalle fonti più disparate e così anche dai musicisti, è cosa nota. E forse a molti sfugge che la sua grandezza è da cogliere anche in questo. Nell'inventiva, nella selezione, nella direzione musicale e nei testi sempre eccellenti sui quali l'impronta più nitida resta la sua, a partire dalle idee dai quali nascevano e dalla poetica che assumevano. Detto questo, io che amo sia De Gregori e De André non posso negare una netta superiorità ideologica, poetica e musicale nei dischi di quest'ultimo. Per questo c'è ovviamente da ringraziare anche i suoi collaboratori, ma dire che De André sia stato poco ispirato, mi si perdoni l'affermazione, è un po' una bestemmia. Infine, il collaborare con gli altri io lo chiamo, più che insicurezza, perfezionismo. E ben venga il perfezionismo, quando si da vita a una discografia eccellente e irripetibile come questa del mai troppo compianto Faber. Opinioni restano.
Fabrizio De André Rimini
Voto:
Oh, dicesi opinioni, non c'è bisogno di abbassare gradualmente il voto. Personalmente, prima di dire "questo lo ha scritto con De Gregori" o "questo lo ha scritto con (l'ottimo, a mio avviso) Bubola" ascolto il disco in questione. Vado controcorrente e dico che Rimini è superiore, soprattutto negli arrangiamenti, a Vol. 8. Le cadute di tono nei testi sinceramente non le vedo, anzi, sono tutti molto profondi, più di quello che possa sembrare inizialmente. Comunque, opinioni restano. Riporto un passaggio dove Faber spiega la decisione del napoletano in "avventura a Durango", dal libro "Smisurate Preghiere" di C. G. Romana: "Perché, certe cose scritte in rima, che in Dylan funzionano splendidamente, non possono essere trasferite pari pari in italiano, senza sacrificare i significati e l'eleganza fonetica. Dunque, è vero che tradurre è un po' tradire: ma è meglio tradire la forma che i contenuti. Ovvero, modificare la forma quanto basta per salvare, il più possibile, i contenuti. Così, nei passaggi in cui Dylan fa parlare il suo protagonista in spagnolo, noi abbiamo ritenuto di tradurre lo spagnolo in napoletano, con un azzardo linguistico che però restituisce, mi pare, l'atmosfera dell'originale: 'nun chiagne Maddalena', anziché 'no llores mi querida'. Tradurre alla lettera, 'non piangere mia cara', sarebbe stato pochissimo emozionante". Io, da napoletano ed amante del mio dialetto (quindi forse sono di parte), sono d'accordo con lui.
Fabrizio De André Tutti morimmo a stento
Voto:
Saranno i complessi di inferiorità di un fan di De Gregori? Scherzi a parte, non ci son cazzi.
U2 Live In San Siro 2005 (bootleg)
Voto:
Ginnasiale di merda.