Il termine "postura" è entrato ormai nel linguaggio corrente. Tuttavia non sempre gli viene attribuito lo stesso significato: il più delle volte con postura si identifica la posizione che si assume nella stazione eretta, altre volte ci si riferisce a posizioni corporee specifiche come lo stare seduti in ufficio davanti alla scrivania, sul divano davanti alla televisione o in sella alla propria bicicletta.
In realtà il concetto di postura è molto complesso e tale complessità deriva dal fatto che, dal punto di vista motorio, ogni essere vivente deve essere in grado di adattarsi all'ambiente in cui si trova per svolgere al meglio la propria attività sia statica che dinamica.
Tale adattamento richiede la possibilità di cogliere ciò che succede nell'ambiente stesso e conseguentemente, di assumere le posizioni più consone alla situazione e alle proprie esigenze di comportamento, ciascuna delle quali contraddistinta da particolari rapporti tra i diversi segmenti corporei.
Il concetto di postura, quindi, non si riferisce ad una condizione statica, rigida e prevalentemente strutturale. Si identifica, invece, con il concetto più generale di equilibrio inteso come "ottimizzazione" del rapporto tra soggetto e ambiente circostante, cioè quella condizione in cui il soggetto stesso assume una postura o una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale, in quel determinato momento e per i programmi motori previsti.
Dal punto di vista biologico, una funzione così importante non può essere affidata ad un solo organo o apparato ma richiede un intero sistema (il Sistema Tonico-Posturale) cioè un insieme di strutture comunicanti e di processi cui è affidato il compito di:
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lottare contro la gravità
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opporsi alle forze esterne
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situarci nello spazio-tempo strutturato che ci circonda
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permettere l'equilibrio nel movimento, guidarlo e rinforzarlo.
Per realizzare questo exploit l'organismo utilizza differenti risorse:
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gli organi che ci posizionano in relazione all'ambiente che ci circonda (tatto, visione, udito)
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quelli che posizionano le differenti parti del corpo in rapporto all'insieme, in una posizione prestabilita (propriocezione)
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i centri superiori che integrano i selettori di strategia, i processi cognitivi e rielaborano i dati ricevuti dalle due fonti precedenti.
L'IMPORTANZA DELL'APPARATO MASTICATORIO NELLA POSTURA
Oltre ai fattori elencati, un numero sempre crescente di lavori scientifici tende ad analizzare il ruolo dell'apparato masticatorio nell'ottenimento del miglior equilibrio posturale.
L'apparato masticatorio entra in gioco in numerose funzioni come respirazione, fonazione, masticazione e deglutizione. Queste sono funzioni estremamente complesse e possono, in vario modo, influenzare l'equilibrio corporeo generale a causa dei rapporti anatomici e funzionali con le strutture deputate al controllo della postura.
Che sia un apparato di grande complessità è testimoniato dal fatto che un terzo di tutti i circuiti cerebrali deputati alla elaborazioni delle istruzioni per la periferia, vengono utilizzati per la gestione di queste funzioni che sono tutte, in vario modo, collegate all'apparato dentale.
Durante la masticazione e la deglutizione, infatti, la mandibola sale e cerca il contatto con i denti superiori. L'occlusione che ne deriva, permette alla lingua di sviluppare la sua funzione e sospingere saliva e/o bolo alimentare verso l'esofago. Tale movimento viene ripetuto circa 2000 volte nelle 24 ore!
In presenza di una cattiva occlusione (causata da problemi dentali, di conformazione della mandibola o del mascellare, o dell'articolazione temporo-mandibolare), ogni volta che deglutiamo, si determina un'alterazione della posizione della mandibola nei tre piani dello spazio, la quale a sua volta, produce un lavoro anomalo di tutti i muscoli ad essa collegati, dai muscoli che