Mandrappa Bannato

DeRango : 0,06
DeEtà™ : 6937 giorni • Qui dal 12 giugno 2007
Natalie Merchant Leave Your Sleep
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Dermatobia hominis, è l'unica specie nota di Oestridae che parassita l'uomo (insieme a molte altre specie, inclusi altri primati[1]). È conosciuto anche come torsalo o American warble fly,[1] nonostante gli insetti nominati "warble fly" appartengano al genere Hypoderma e non Dermatobia e sono parassiti delle mucche e dei cervi.
Le uova di Dermatobia sono veicolate da quaranta diverse specie di vettori, per lo più varietà di zanzare e mosche, ma anche zecche;[2] la femmina cattura la zanzara per poi attaccarci le sue uova, infine la rilascia. Le uova sfruttano il morso dell'insetto per penetrare nella pelle, o semplicemente si lasciano cadere sul futuro ospite. le larve si sviluppano nel tessuto sottocutaneo, e dopo circa otto settimane, escono fuori per alloggiarsi nel terreno ed impuparsi per un'altra settimana. Gli adulti sono insetti piccoli e grigi assomiglianti ad una mosca.
Questa specie è nativa del Messico e del Centro America, sebbene non raggiungano il numero di individui (o non sono abbastanza dannosi) per essere considerati animali nocivi. La larva può sopravvivere nelle otto settimane di sviluppo solo se non ci sono infezioni, perciò è raro per il paziente infettarsi, ammesso che una cattiva o parziale rimozione del parassita non ne scateni una. È probabile che la larva produca una sostanza antibiotica al fine di difendersi dalle infezioni durante il suo ciclo di nutrimento e di crescita.
Michael Chapman Rainmaker
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Attento lao a qualcuno non stai simpatico , probabilmente tutti questi fake sono una unica persona che ha un chiodo fisso : screditare lao tze. Ma che je fai ai fakes !!! Rubacuori !!!
Roxette Travelling
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chiiii???????
Cheryl A Million Lights
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SEI UN PIPPARUOLO ! VERGOGNATI !
Tiziano Ferro L'amore è una cosa semplice
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dici che codesta mosica ti trasmette qualcosa....io non capisco , la sua voce , l'intonazione , il modo di cantare è veramente irritante....quindi perciò VAFFANCULOOO !!!
Neil Young Americana
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RAGAZZI ATTENTI AL CALDO
Ma il caldo può causare tristezza e malinconia? La domanda è legittima visto che secondo le
statistiche primavera ed estate sono le stagioni a maggiore rischio suicidio e che negli ultimi anni durante i mesi estivi sono triplicati i casi di malattie mentali segnalati nei Pronto soccorso italiani. La cosa smentisce, però, alcune credenze comuni che vogliono depressione e suicidio legati ad autunno e inverno. Le ragioni? Isolamento, solitudine e gran caldo sembrerebbero quelle più importanti. Ragioni fisiche, perciò, ma anche psicologiche.
L'inquinante ansiogeno
Cominciando dalle ragioni fisiche l'afa, soprattutto negli anziani ma non solo, colpisce le cellule cerebrali e altera i livelli di minerali come magnesio e potassio provocando ipertensione ed episodi di aritmia e insufficienza cardiaca. In più l'aspetto fisico dell'arrivo dell'estate comporta diversi aspetti: aumenta la temperatura, aumenta la quota di inquinanti a livello del suolo, aumenta la carica di allergeni. Questi ultimi introducono a uno studio piuttosto recente, che ha mostrato come le persone affette da manifestazioni allergiche: rinocongiuntivite, asma e altre, presentino più spesso della popolazione generale dei tratti ansiosi. In base ai dati dello studio, il 19% di un gruppo di pazienti risultava positivo a un questionario specifico per valutare la presenza di depressione e/o ansia (si ricordi che molto spesso i due disturbi si presentano insieme). Oltretutto il 43% di questi allergici depressi non aveva mai ricevuto trattamenti specifici. In particolare sembrano essere le donne a manifestare l'associazione, soprattutto se presentano asma e se i sintomi sono tali da interferire con le normali occupazioni. Secondo le statistiche, del resto, le due forme di depressione più comuni (distimia e depressione maggiore) si manifestano nelle donne. Sempre sul piano fisico va poi tenuto presente l'effetto dirompente che le elevate temperature, soprattutto notturne, hanno sul sonno. In questo caso si ha spesso un circolo vizioso: la sindrome ansioso-depressiva provoca insonnia; quest'ultima viene rinforzata dal caldo e a sua volta esaspera l'ansia.
Dolores Keane The Best Of
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Per comprendere bene il ciclo vitale di questo parassita, è bene partire seguendo alcuni passi fondamentali che prima di tutto ci portano alla forma adulta del cestode (3-5 mt lunghezza), cioè alla forma in grado di replicarsi ed emettere uova, la quale è albergata a livello intestinale nell'uomo parassitato. In questo distretto corporeo, il parassita si nutre assumendo per osmosi le sostanze nutritive presenti nel lume enterico. Questo cestode rilascia nell'intestino dalle 3 alle 4 proglottidi (segmenti gravidici), le quali sono espulse all'esterno con le feci dall'uomo infetto. Ogni proglottide è in grado di contenere fino a 250.000 uova, che possono resistere nell'ambiente per alcuni mesi. Il ciclo prevede la presenza di un ospite intermedio, ovvero di un ospite che faccia sviluppare le forme larvali del cestode, che in questo caso è rappresentato dai maiali. I suini infatti si infettano assumendo cibo contaminato da materiale fecale contenente uova, o comunque ingerendo uova del cestode escrete insieme a feci di uomo infetto che abbiano contaminato l'ambiente e che siano venute al cospetto del suino.

Le uova, una volta ingerite dal suino (ospite intermedio), si schiudono liberando un'oncosfera, ovvero la forma larvale prematura, che attraverso il circolo ematico raggiunge i muscoli (soprattutto masticatori), la lingua ed il cuore dell'animale, sviluppandosi nella forma larvale secondaria, che è il cisticerco. Il cisticerco può resistere vitale anche per alcuni anni in questi distretti corporei del suino. Il ciclo si conclude quando un uomo ingerisce queste larve contenute nella carne di maiale infetta non sufficientemente cotta o addirittura cruda (nel caso sia cotta bene, le larve muoiono): il parassita, giunto nell'intestino umano, si àncora, e come su detto cresce per ricominciare da capo il ciclo. Questa è la caratteristica biologica della T. solium; ma raramente l'uomo può contaminarsi ingerendo le uova (di solito non infettanti per la specie umana) e non con le larve come previsto dal ciclo vitale. In questo caso, è l'uomo stesso a comportarsi da ospite intermedio sviluppando i cisticerchi all'interno di muscoli, lingua, e nelle forme più patologiche nel cervello. Nell'uomo le larve, raramente, possono dunque causare serie sequele se si localizzano nel cervello, dando origine alla neurocisticercosi.

Il ciclo vitale del parassita si completa, come nell'infezione da verme solitario, quando l'uomo ingerisce carne di maiale non cotta contenente cisticerchi. Le cisti si estroflettono e attaccano l'intestino tenue con i loro scolici.

Sebbene l'uomo normalmente è da considerarsi ospite definitivo, mangiando carne infetta, allevando vermi solitari adulti nell'intestino e con il passaggio di uova attraverso le feci, a volte un cisticerco (o una larva chiamata anche "verme vescicolare") può svilupparsi nell'uomo e con tali comportamenti diventare ospite intermedio. Ciò accade se le uova raggiungono lo stomaco, generalmente a causa di mani sporche, ma anche per vomito. I cisticerchi spesso possono annidarsi nel sistema nervoso centrale, in cui possono causare gravi problemi neurologici come l'epilessia e perfino la morte. La presenza di cisticerchi nel corpo di una persona è chiamata cisticercosi.
Combat 84 Orders Of The Day
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ahahahah dai che con OTTO due risate te le fai :))))
The Cranberries Roses
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Per diarrea cronica s'intende una scarica alvina superiore alle tre volte al giorno, con feci sfatte o addirittura acquose, spesso associata a dolori spasmodici a livello dell'intestino. La diarrea cronica si manifesta in presenza dei seguenti disturbi dell’apparato digerente: l’intestino tenue e l’intestino crasso assorbono l’acqua e le sostanze nutritive in misura insufficiente, il più delle volte a causa di infezioni o intolleranze alimentari, facendo sì che all'interno dell'intestino siano presenti troppi liquidi. In altri casi, per effetto di alcune patologie, è lo stesso intestino a produrre liquidi in eccesso, determinando lo stesso genere di problema. Altre volte ancora, la diarrea cronica può essere associata a disturbi di peristalsi intestinale, che determinano un transito troppo veloce delle feci nell’apparato digerente, con conseguente malassorbimento e diarrea. Come ampiamente dimostrato, il disallineamento dell’Atlante provoca spesso la compressione del nervo vago, il più importante nervo parasimpatico. Si tratta di un nervo che interviene nel processo digestivo, regolando la secrezione di acido gastrico e controllando il movimento intestinale. Sia un eccesso di acido gastrico, sia una peristalsi incontrollata possono essere all’origine della diarrea cronica. Dal momento che il disallineamento dell’Atlante comporta un’irritazione costante del nervo vago, la diarrea cronica si manifesta in questo caso associata alla cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile.