Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Nikolo Kotzev Nikolo Kotzev's Nostradamus
Voto:
Ma io non metto in dubbio che l'autore di questo disco sia una brava persona che ha lavorato alacremente, né tantomeno penso che abbia fatto una tale mole di lavoro senza cognizione di causa. So benissimo che per fare un disco ci vuole lavoro e dedizione. E non penso neanche che tu sia uno sbarbatello che "viene con poco", semplicemente che hai recensito un disco facendoti prendere dall'entusiasmo. Non è un crimine eh... siamo lontani da faziosità o abomini fanatici di dreamtheateriana memoria hehehe :DD Però per giudicare un lavoro non serve solo guardare l'impegno, ma anche il risultato. E semplicemente il risultato qui è un disco uguale a altri 8000 che in passato hanno sviluppato lo stesso concetto e la stessa formula, magari con arrangiamenti differenti e con le orchestre formate da 4 elementi invece di 40, ma con la stessa sostanza. Non è un'accusa, non è puntare il dito, è semplicemente una constatazione. E mi dispiace, ma mettere insieme un cast di persone e arrangiare 35 strumenti, di per sé, non sono cose che richiedono genialità; impegno, forse, mestiere, ma genialità proprio no. Insomma, la differenza fra "bravo" e "genio" è bella grossa, ecco. Così come quella fra "valido" e "geniale": ci passa di mezzo un universo. Sono bacchettone? Sì, in musica sì, è un mio difetto. Senza rancore... Ciao.
Nikolo Kotzev Nikolo Kotzev's Nostradamus
Voto:
Capisco (a fatica, in verità) che questa roba vi esalti, però la parola "geniale", cazzo, usatela con un po' di cognizione di causa. Ce lo fate 'sto favore? È chiedere troppo? No, perché sta diventando di diritto la parola più abusata dell'epoca moderna, ormai qualsiasi cagata è geniale. I pezzi linkati in particolare non hanno nulla di geniale. Questo è il tipico disco che mette insieme i soliti barocchismi classicheggianti, cantato epico, melodie aperte, assoli cazzuti, e poi il tema storico-mitologico-mistico ovviamente tutto inquadrato dentro genere rock, categoria progressive. Perché chiaro, il prog-rock è la musica classica de' noantri del terzo millennio. Cos'altro dire? Ah, sì: "che palle".
Tenacious D The Pick Of Destiny
Voto:
Fuck her gently...
Gonçalo Pereira @g_spot
Voto:
Per me personalmente il problema non è mai stato il numero di note al secondo, ma a cosa servano quelle note. Questo chitarrista è molto espressivo, a onor del vero, e sebbene proponga strutture già sentite e già sperimentate almeno ci mette molto del suo, cosa che moltissimi altri dimenticano completamente di fare. Insomma, non provo il classico astio che proverei di fronte all'ennesimo clone di Steve Vai di turno, ma nemmeno grido al miracolo. Un chitarrista onesto. Se fossero tutti così il 90% delle critiche e dell'"odio" nei confronti dei chitarristi solisti non esisterebbero nemmeno, almeno da parte mia.
Osho Il Libro del Risveglio
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"prendi ad esempio come hanno ridotto i Beatles, originariamente dei bravi ragazzi di Liverpool che hanno cominciato a sgretolarsi come gruppo andando in India, fumando sostanze illecite, predicando l'amore universale invece che migliorare la propria tecnica musicale alla luce degli standards di fine anni '70, sposandosi con le varie Yoko Ono, sciogliendosi e privandoci del loro pop nel corso degli anni successivi." No tu non puoi essere vero, tu sei un esperimento genetico uscito male... cazzo, cazzo, cazzo quanto sto ridendo... dio mio...
Osho Il Libro del Risveglio
Voto:
Concordo con l'opinione di The Punisher al commento n. 5. È chiaro che chi si tuffa in questo genere di letture lo fa perché è in cerca di qualcosa che gli manca, e che un lavoro o una semplice trombata non può dargli, e sinceramente non mi sento proprio di biasimarlo. Chiaramente poi c'è gente che pensa che la società ti metta a disposizione tutto quello che ti serve sotto forma di successo e figa, e tu te lo debba prendere al volo senza fare domande. Sono punti di vista, uno deriva da un'indagine, da un atteggiamento indagatorio su sé stessi, l'altro dal campare così come viene senza pensarci troppo. Personalmente preferisco le persone con problemi, che sono molto più interessanti.
Airys Vivo amo esco
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"Il sospetto di un'operazione di mercato". Il SOSPETTO. Hahahahahahaha...
Tyr By The Light Of The Northern Star
Voto:
Eh sì quello lo so, ma lì capisco pure perché... qui invece mi sfugge.
Tyr By The Light Of The Northern Star
Voto:
Hehehe ok ma il mio nick non c'entra niente con lo stoner :D Premesso questo, io non credo che nel campo del metal le sperimentazioni sono poco diffuse, anzi, sono almeno 20 anni che è tutto un fiorire di gruppi che mischiano il metal con il jazz, il progressive, l'elettronica, i canti popolari nordici, la musica medievale, gli stornelli romani, la mazurca e la musica classica. Mi sa che l'unico cocktail non ancora provato è metal con Gigi d'Alessio e poi siamo a posto. Questo secondo me è dovuto al mal interpretato dogma del "dover innovare" a tutti i costi, secondo cui per fare qualcosa di nuovo basta mescolare due ingredienti a caso semplicemente perché prima non l'ha fatto nessuno. Il fatto che pochi, pochissimi gruppi siano riusciti a fare qualcosa di interessante usando questa "ricetta" la dice lunga. Secondo me non importa che genere fai, se sia metal, jazz, elettronica, blues o musica popolare sarda, l'importante è che tu abbia fantasia e voglia di suonare. Sempre secondo me, questi Ephel Duath (nome rubatissimo al Signore degli Anelli, non ho capito perché) si arrampicano sugli specchi ostentando ricercatezza o originalità quando invece i loro pezzi sono una sequela di scappatoie una dietro l'altra. Momenti ostinati di violenza percussiva e chitarristica costruiti senza preoccuparsi che possano avere un'evoluzione, tanto di botto prima o poi piomberà il pezzo jazzato a ciel sereno come un "deus ex machina" a mettere a posto le cose, e viceversa. Nemmeno i pezzi jazzati hanno un'evoluzione che non sia il ritorno brutale e repentino della cacofonia distorta. Dopo 5 minuti hai già capito come andrà avanti tutto il resto del disco. Poi boh, forse mi sbaglio... gli darò un'altra ascoltata.
Nirvana In Utero
Voto:
Infatti è così. Ma come succede sempre in questi fenomeni dalla elevata risonanza mediatica il pubblico quasi mai capisce né vuole capire il messaggio di fondo, e nemmeno si pone il problema se ci sia o meno. Al pubblico basta avere l'eroe dal faccino pulito su cui proiettare il proprio desiderio di protagonismo, purtroppo. L'era della comunicazione? Mah...