Stoney

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Marco Travaglio Promemoria 2 - Anfiteatro Romano di Cagliari 26.08.10
Voto:
@Cornell. «Travaglio è un personaggio mediatico di spessore, si faccia avanti se vuole cambiare le carte in tavola. Il mio voto sicuramente ce l'avrebbe.» Uno dei problemi dell'Italia è che nessuno sembra capire l'elementare differenza fra politici e giornalisti. Travaglio è un giornalista, ed è legittimo che faccia il giornalista e guadagni (anche tanto, dov'è il problema?) facendo il suo mestiere; ma che si metta a fare il politico non vedo che senso abbia. Evidentemente siamo convinti che politico possa essere chiunque trovi il mezzuccio facile, la formuletta mediatico-pubblicitaria per accalappiare l'attenzione di un pubblico fatto per il 90% di scimmioni addormentati: legalitarismo, federalismo, antiberlusconismo, e tutti gli altri "-ismi" fatti di concetti totem buoni solo per chi crede che la realtà sia semplice e non meriti troppe analisi o spiegazioni.
Roberto Saviano La parola contro la Camorra
Voto:
Axel, se dovessimo smettere di fare tutto ciò che porta soldi alla mafia non dovremmo nemmeno più uscire di casa. Senza parlare del fatto che ci sono azioni perfettamente legali che danneggiano migliaia di individui, come ad esempio dare soldi alle multinazionali che devastano la foresta amazzonica. Ma è meglio sparare sentenze anti-anti-conformiste per fare il fico.
Roberto Saviano La parola contro la Camorra
Voto:
Al di là della violenza verbale di IlMigliore, non mi sento di dirgli che abbia poi così tanto torto. Per Paolafrancesca: il discorso di Fede non c'entra una cippa con quello che sta dicendo IlMigliore.
Roberto Saviano La parola contro la Camorra
Voto:
Una società come la immagini tu, fondata su valori di legalità e ordine sociale, al centro della quale ci sia il Singolo, in cui sia sanzionato chiunque violi la legge, è utopica non meno del comunismo teorico. Per garantire la libertà del singolo "la legge" non basta, questo è il punto su cui sorvoli sempre. Al di là del fatto che tocca ben definire cosa poi si intenda in effetti per Libertà e Legalità, che sono concetti vasti e suscettibili di interpretazione, quella che tu delinei sarebbe una società che imporrebbe a colpi di sanzioni un ordine ritenuto "giusto" e "migliore", finendo per uniformare tutti gli individui a un pensiero unico e a un unico stile di vita in nome della "libertà". Cioè, per affermare la libertà sarebbe costretta a negarla, tradendo proprio il principio di individualità che era stato inizialmente postulato. E non importa quanto in maniera "soft" lo faccia, se coi manganelli o tramite la propaganda mediatica, si tratterebbe comunque di una società totalitarista negli intenti, anche se dovesse nascere dalle migliori intenzioni.
Bertrand Russell The ABC of Relativity (L'ABC della Relatività)
Voto:
In realtà Odifreddi si infervora nel tentativo di far "svegliare" la gente su una cosa importante: che le scoperte matematiche e scientifiche hanno implicazioni concrete anche nell'etica, nella teologia, e quindi nel modo di porsi nei confronti della vita e del mondo. Invece, purtroppo, nel sentire comune, la matematica è poco più che un'accozzaglia di regolette incomprensibili e noiose campate in aria, nonché la quintessenza della freddezza razionale da cui è bene fuggire. Non mi stupisce che sia così, in un mondo dove il 90% della gente ha della matematica una conoscenza a dir poco primitiva, che inorridisce di fronte a un'equazione di primo grado o di fronte a un fisico che spiega fesserie come la differenza fra massa e peso - dico per dire. Pur vivendo in un'epoca di successi scientifici, la distanza fra essi e la maggioranza della popolazione è infinita. La gente permette alla scienza di farsi influenzare solo tramite la sua applicazione tecnologica, che è l'implicazione più blanda, mentre lascia fuori dalla porta tutto ciò che riguarda il vero entrare nel merito delle questioni, accettare punti di vista nuovi e rivoluzionari, creare uno strato culturale diffuso che influenzi concretamente il modo di concepire il mondo e la vita umana.
Ligabue Arrivederci, mostro
Voto:
@Killerjoe, commento 49. Se uno di mestiere fa il cantante, prima o poi almeno una la azzecca. Sinceramente, riconoscergli il merito di un paio di testi scritti bene (che se ci tieni lo ammetto: sono bei testi), non vedo come possa salvarlo da tutto il resto. Uno può anche divertirsi con le sue canzoni, ci mancherebbe, ma come si fa a dargli uno spessore superiore a questo? Come si fa a non rendersi conto che se certi personaggi non avessero intorno una macchina che martella - controvoglia - le orecchie di ogni singolo essere umano in questo paese per mesi e mesi con i loro pezzi più orecchiabili nessuno se li filerebbe? Come si fa a parlare di "rock" e di "poesia"? Molti dicono di avercela con quei fessacchiotti che si ascoltano Ligabue convinti di ascoltare vero "rock", io invece dico che mi fanno paura quelli che si rendono benissimo conto di tutto il meccanismo che ho descritto prima, e consapevolmente se ne rendono partecipi, con il pretesto "io non sono come gli altri: io so scegliere di testa mia". E scelgono la pappa pronta.
Negrita Helldorado
Voto:
Prendersela con i Negrita per il declino della musica italiana mi sembra un po' troppo. Se non esistessero Vasco e Ligabue potrei capirvi, se in TV non ci fossero ancora show presentati da Gianni Morandi e Mollica non facesse servizi in cui definisce "rock" Adriano Celentano forse vi darei ragione. Ma i Negrita hanno sempre fatto un onestissimo rock, e la virata verso sonorità latino-americane, che ha spiazzato anche me, all'inizio, a mio avviso ha un senso. Se fate caso ai testi (ma evidentemente siete troppo snob per abbassarvi a tanto: o i musicisti parlano finto-intellettuale come quegli emeriti ignoranti dei Baustelle oppure non vale la pena a prescindere. Perché per avere senso un testo deve avercelo scritto sotto a caratteri cubitali, deve presentarsi il cantante con la giacca e l'occhialino, sennò è troppo difficile), c'è una sottile e costante critica alla società italiana, paragonata in tutto e per tutto a quella dei paesi sudamericani: dire che stiamo diventando per cultura come il Cile e la Colombia, insomma, non sarà una vetta di espressività, ma francamente non mi sembra nemmeno che meriti una condanna così feroce. È sicuramente molto più interessante di quello che dicono tanti altri artistoni decisamente più blasonati.
Death Symbolic
Death Symbolic
16 mag 10
Voto:
Recensione abominevole.