Molte cose si possono dire di Tori Amos, che negli ultimi anni i suoi lavori in studio sono stati meno brillanti, che si e' uniformata ad un sound piu' legato al cantautorato classico femminile americano, che evita scientificamente certe acrobazie tipiche dell'inizio carriera etc. etc.
In tutto questo un fondo di verita' sicuramente c'e' pero' vista al Teatro Ventaglio ieri sera l'impressione e' stata tutt'altro di quella di un'artista con poco da dire...
Due ore secche di concerto, con pochissime e brevi pause (la piu' lunga durante l'esecuzione da parte del gruppo della versione di "Professional Widow Remix" mentre lei effettuava il cambio d'abito), scenografia d'atmosfera ma non invadente, i fidi Evans e Chamberlain rispettivamente a basso e batteria e il misterioso Mac Alladin alla chitarra nei pezzi proposti dall' ultimo album "American Doll Posse"... e lei suadente e pirotecnica ad alternarsi tra pianoforte, tastiera elettrica e wurlitzer (spesso suonati anche contemporaneamente).
E la sua voce, piu' che mai in forma, a realizzare incantevoli vocalizzi ipnotizzanti.
Il repertorio proposto e' stato vario ,il nuovo album e' stato ovviamente il piu' rappresentato ma non in modo cosi' evidente ,con sole 7 canzoni (su 23 dell'opera) proposte, bellissimo l'esordio con "Teenage Hustling" e veramente d'impatto "Code Red" e "Beauty of Speed".
Per il resto tranne "Strange Little Girls" e "Scarlet's Walk", tutti gli album son stati citati, da "Little Earthquakes" fino a "The Beekeeper".
I momenti migliori per me sono state le bellissime "Siren", "Honey", "Seaside" "Spring Haze" ,la commovente "Putting the Damage On" (a questo proposito ancora mi stupisco di quanto invecchiando le canzoni di "Boys for Pele" migliorino) e ovviamente il meraviglioso finale con "Precious Things" e "Hey Jupiter".
Piccola sorpresa per me anche l'esecuzione di "Liquid Diamonds".
Un concerto vario, carico di emozioni, dove lei si e' presentata travestita da Pip (uno dei personaggi dominanti di "American Doll Posse") per poi ritrasformarsi in Tori, con la senzazione presente ovunque di trovarsi davanti ad una vera Diva (nel senso stretto del termine) ma pronta anche per una sola sera a scendere a livello dei suoi ammiratori che ieri sera erano tutti quanti rapiti in adorazione...
Semplicemente puro ed emozionante, poco altro da dire...
la Scaletta:
Prima parte (Pip):
Teenage Hustling (American Doll Posse)
Bliss (To Venus and Back)
Fat Slut (A.D.P.)
Smokey Joe (A.D.P.)
Body and Soul (A.D.P.)
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Prof essional Widow (Van Helden Remix) (Professional Widow E.P.)
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Second a parte (Tori):
Big Wheel (A.D.P.)
Siren (Great Expectations O.S.T.)
Liquid Diamonds (From the Choirgirl Hotel)
Cornflake Girl (Under the Pink)
Honey (Hey Jupiter E.P.)
God (U.t.P.)
Tori da Sola:
Dark Times (Improvvisazione)
China (Little Earthquakes)
Seaside (Scarlet Hidden Treasures E.P.)
Ritorna la Band:
Putting the Damage On (Boys for Pele)
Spring Haze (T.V.a.B.)
Code Red (A.D.P.)
Primo Bis:
Precious Things (L.E.)
General Joy (The Beekeeper)
Secondo Bis:
Space Dog (U.t.P.)
Hey Jupiter (B.f.P.)