Il_Paolo

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Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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ah, Romeo1985 - sull'onda dei classici - solleva con questa recensione non secondarie tematiche che avrebbero effettivamente meritato altro sviluppo: in cosa consiste un buon manuale, come sviluppare l'esposizione a fini didattici senza perdere di vista il carattere problematico della scienza? In secondo luogo: come inquadrare il "processo di Bologna" (sarebbe il passaggio al 3+2 e l'attribuzione dei crediti) nell'evoluzione dell'università europea? Peccato che le polemiche di cui sopra siano andate in altra direzione, perchè la pagina sarebbe stata altrimenti epocale. Universalmente Vostro, Il_Paolo
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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@Fidia: il bravo avvocato legge bene le carte ed i documenti, reagendo di conseguenza. Ebbene, se tu avessi letto la frase <<...Fidia risponde con un paralogismo non degno dei modelli classici a cui si ispira: mi liquida infatti come un "idiota" (alla Dostoievskji?) e ribatte con la classica "ricovenzionale" che non c'entra nulla con la mia riflessione>> avresti effettivamente colto come io non abbia mai parlato di riconvenzionale in termini di "domanda". A prescindere dalla sua qualificazione, si tratta comunque di argomento inammissibile e/o infondato. Eccezionalmente Tuo, Il_Paolo
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Caro Bartle, alcune recensioni hanno dato il via a dibattiti interessanti con gli utenti che citi ed altri: senza i quali, in effetti, sarebbe rimasto poco o nulla della mia attività, è un dato alla luce del sole. Altre recensioni (fra cui appunto "Rimini Rimini") erano cazzeggio puro, ma il gioco era talmente scoperto e ovvio da non trarre in inganno, nè prendere in giro, nessuno (a meno che non si creda davvero che il sito sia frequentato da fessi; il che non è soprattutto in quesi casi). Dunque, non ho preso in giro chi prendeva sul serio quello che andava preso sul serio, nè chi leggeva "Rimini Rimini": era a mio parere un doppio gioco a cui tutti partecipavano consapevoli, nelle varie declinazioni e prospettive possibili. In tutto questo può dar fastidio ad alcuni che, specie nelle ultime settimane, qualche utente si sia accodato a quel tipo di recensioni per replicarne temi e contenuti ed innervosendo alcuni degli utenti del sito, anche perchè un gioco del genere poteva durare, come in effetti è durato dal mio punto, di vista, poche settimane. Ma delle azioni altrui non mi sento responsabile, essendo comunque io l'ultimo ad opporsi alla loro condotta. Responsabilmente Tuo, Il_Paolo PS: la Carrà era DAVVERO misteriosa.
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Gustavo, tu quoque! Sempre saluti alla mamma. Quanto ai dibattiti: belle cose furono scritte in calce a Banana Joe (temi: la politica e la sinistra), Romina e Albano (temi: amore, talenti sprecati, ipertesto, Borges), Fred Bongusto (temi: la decadenza, il decadentismo), Nicola di Bari (temi: la lontanza, il distacco). Il resto fu cazzeggio puro, ma c'è davvero qualcosa di male? Alla fine bastava non parteciparvi... Debaser offre questo ed altro. Cordialmente Tuo, Il_Paolo PS: comunque, se qualcuno al mondo digiterà mai "Kim Gordon + menopausa" verrà indirizzato qui e non ad uno studio medico o ad una ditta di medicinali alternativi, o al sito di un guru newyorkese sul ringiovanimento femminile. Superiamo pure Ondarock! Alternativamente Vostro, Il_Paolo
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Grazie Bartle, se riesci procurati anche i libri recensiti dal mio "originale" nel 2008. Ti scriverò in privato.
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Sì, ma così fai un processo alle intenzioni. A mio parere <<scambiarsi opinioni, condividere pareri, conoscere persone e confrontarsi con esse>> è possibile anche partendo da quella che chiamiamo convenzionalmente "merda": dipende dal rapporto e dal dibattito che nasce dal recensore e dai commentatori, e qui, ovviamente, entra in gioco il buon senso.
Fabio Fazio - Che Tempo Che Fa Roberto Saviano 25 Marzo 2009
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Grazie Commissario! Preciso: piuttosto che un'intervista a Saviano (che pur stimo) mi sarebbe piaciuto un bello speciale di due ore impostato, anche alla presenza dell'autore, su indagini relative allo sviluppo delle intuizioni dello scrittore stesso (in primis: economia sommersa ed economia reale), vedendo quanto il libro, ormai "datato", possa dare abbrivio ad una nuova generazione di cittadini attivi, cronisti attivi, giornalisti ed inquirenti attivi, che facciano sentire il nostro meno "solo". Si tenga presente che è proprio moltplicando gli strumenti di indagine, il numero delle persone fattivamente interessate alla vicenda, che Saviano cesserebbe di essere l'unico, il solo, e dunque anche il soggetto esposto. Spero vi ricordiate di Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino: trasmissioni tivvù, interviste a più non posso, deificazione in vita, accompagnata dall'arretramento del resto della società e delle istituizioni man mano che aumentava la loro esposizione al rischio, facendo sì che rimanessere gli unici ad occuparsi di certe cose, e che fossero anche facilmente esposti a ritorsione. Con questo non dico che la trasmissione di Fazio non andasse fatta, dico semplicemente che è la solita baracconata all'italiana. Faziosamente Vostro, Il_Paolo
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Il commento di Fidia conferma, per l'appunto, quanto scritto nel precedente post: lo splendore dell'ipertesto debaseriano. Procediamo con ordine: Romeo1985 scrive una recensione innocua su un libro di analisi matematica, che può essere letta, non letta, letta e commentata etc. Fino al suo intervento, questa recensione risultava di poco conto, nella sostanza interessante solo per gli addetti ai lavori o per gli affezionati al nostro giovane recensore. Interviene Fidia, in maniera polemica e non acutamente motivata, sollevando una sorta di spirito censoreo, per il fatto che Romeo1985 non abbia ad esempio recensito testi di diversa vaglia (che si intende per vaglia? Perchè non scrive lui invece di dire agli altri che scrivere e pubblicare? Non ci è dato). Gli editors Sfasciacarrozze e Bartleboom intervengono in maniera condivisibile per discettare sui confini della libertà di pensiero, di pubblicazione, e sul famigerato concetto per cui de gustibus non est disputandum. Intervengo io per esprimere educatamente la mia opinione, e per motivarla (Fidia da iureconsulto sa bene l'importanza del concetto di motivazione), e Fidia risponde con un paralogismo non degno dei modelli classici a cui si ispira: mi liquida infatti come un "idiota" (alla Dostoievskji?) e ribatte con la classica "ricovenzionale" che non c'entra nulla con la mia riflessione (discettando su Saviano e dimostrando di non aver letto con serenità il mio post, essendo pre-condizionato dalla mia "firma", chè se avessi firmato con altro nome...) e che non chiarisce per nulla la discussione, dimostrando anche scarsa tolleranza per il pensiero difforme. Tutto ciò è bellissimo, e tutto sommato spiega molto bene perchè su questo sito esistano "anche" Romeo1985, il Giustiziere, Birbabirba, Rivoli, Il_Paolo: un fatto di pluralismo e di ironia, ovvero dire una cosa scrivendo l'esatto contrario, e poi chi vuol intendere intenda, gli altri in camper. Ironicamente Tuo (ma anche benevolmente Tuo), Il_Paolo
Paolo Marcellini e Carlo Sbordone Elementi di analisi matematica uno
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Visto che ogni tanto mi sento chiamato in causa, lascio alcune riflessioni a margine di questo ulteriore scritto di Romeo1985. Scrivere, a mio sommesso parere, è esercizio di libertà, anche e soprattutto emotiva e mentale, così pure esercizio di libertà e commentare, in termini positivi o meno, quanto scritto e pubblicato sul sito. Il limite, almeno a mio avviso, potrà essere quello della liceità penale e quello del buon gusto, oltre che, ovviamente, quello dell’oggetto recensito, che qui su Debaser è musica, film/trasmissioni, libri; entro questi limiti (e sempre che la direzione del sito non la pensi diversamente), tutto merita di essere scritto, e, secondo le inclinazioni di ognuno, di essere letto. Il “bello” di Debaser, invero, non è tanto in quello che si scrive e pubblica, ma nel rapporto che si crea fra testo e “glosse” poste in calce dall’utente (Bartle e lo stesso Fidia capiranno a che alludo), in maniera tale che la recensione non vive più di se stessa, in maniera solipsistica, ma dei commenti e delle suggestioni che scatena, creando un “ipertesto” o un “testo circolare”. A volte, questi commenti e questi confronti possono anche dare il via a dialoghi più profondi che riservano sempre delle sorprese. Questo, ai tempi, era l’aspetto più divertente dello scrivere qui (poi per varie ragioni non ha più potuto esserlo), ed era la ragione per la quale scrivevo come Il_Paolo e non con altro avatar, e per la quale alcuni “insospettabili”, che avevano capito il gioco, gradivano. Mai però, caro Bartle, ebbi a magnificare Gegia come e più di Martina Colombari (citi probabilmente l’incarnazione del bello; e dello scemo, se si accompagna a quel pirlacchiotto che guidò per anni la difesa della tua squadra del cuore), proprio perché ciò avrebbe significato travalicare i limiti del Bongusto, recte buon gusto! Dico quindi al signor Fidia di non prendersela troppo e di vivere “free”, che la vita è breve, e giudicare è inutile (ah, Woodcock era un pm). Scultoreamente Vostro, Il_Paolo
Franco Simone I Grandi Successi Originali
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Caro Giustiziere, il talento c’è e non lo nego: come dissi ieri a Romeo, confermo oggi che la tua presenza sul sito rende superfluo il rimpianto per la mancata prosecuzione della mia originaria “mission”, che proprio per Franco Simone sarebbe dovuta passare (proprio ieri ammiccava con questo cd dallo scaffale del mio negozio di fiducia: quando si dice sincronicità). Per questo un ringraziamento. Ergendomi tuttavia, anche un poco controvoglia, a “padre nobile” del genere, consiglio sia a te che a Romeo1985, se passa di qui per un commento, di procedere per lente variazioni in maniera tale da accontentare pure i lettori più critici come il sempre stimato Bartle: Franco Simone va bene, ma occorre poi contestualizzarlo meglio, utilizzarlo come “exemplum” per vicende di vita più complesse: questo cantante, ad esempio, non ha mai accettato il limbo, il seminanonimato in cui è finito negli anni ’90, ed in lui scorsi, a tratti, il carico d’odio e revanscismo tipico degli sconfitti che non accettano di essere tali. Partendo da qui, descrivendo un lottatore ferito, domato ma non schiavo di chi la sopraffatto, avresti potuto allargare la prospettiva facendo dell’ipertesto Debaseriano qualcosa di diverso – anche quando si parla di “minore” – da una sequela di tipi umani ingenerosamente declassati nel fenomeno trash (a Bartle dico sempre cordialmente che non sempre i fake hanno vita propria...; quoto alla grande Iside su "Cara Droga") Umanamente Tuo, Il_Paolo