unkle69

DeRango : 0,38
DeEtà™ : 6684 giorni • Qui dal 20 febbraio 2008
Joel & Ethan Coen Il Grinta
Voto:
@Sabinide: forse ti eri addormentato? (e fattela una risata ;)) comunque nella recensione dici che i Coen non suono nuovi a questo tipo di ambientazione, peccato che il "western", in nessuno dei tre film da te citati (forse in "Non è un paese per vecchi" c'è qualche richiamo al west, alla frontiera, ma in ogni caso con un film western poco c'entra) e neanche negli altri film del duo, non sia mai stato trattato.
Poi hai ragione quando dici che Pepper e Brolin hanno ruoli marginali, ma sbagli nel considerarli poco caratterizzati. Ned, il capobanda trasuda violenza, ripugnanza ma anche una sorta di codice "etico" nel trattare la ragazzina, mentre Chaney trasuda vittimismo ed infantilismo.
Difetti del film? forse i Coen per paura di appesantire troppo, hanno tagliato troppo, ed in effetti la prima parte del film è la migliore, mentre poi dalla cattura di Mattie il film accellera troppo e troppo velocemente arrivano i titoli di coda.
In ogni caso ce ne fossero di film così, magari.
Joel & Ethan Coen Il Grinta
Voto:
I fratelli Coen non hanno rifatto Il Grinta.
"True Grit" non è affatto un remake, infatti segue fedelmente il romanzo di Charles Portis del 1968, cosa che Hathaway non fece. Nel film dei Coen il personaggio principale è la ragazzina, con la sua forza e determinazione (grit), pronta a tutto pur di vendicare il padre. Nel film di Hathaway invece il ruolo principale lo ha lo sceriffo Cogburn (un Wayne sul viale del tramonto, in un ruolo ormai stantio, con un Oscar sicuramente meritato ma non per il film ma bensì per la sua lunga carriera). Sono due sceneggiature opposte.
Detto questo il film per le sue due ore scarse fila via bene senza intoppi o noia. Recitato benissimo, fotografia immensa, colonna sonora molto adatta e mai invadente. Certo manca il "solito" guizzo ironico dei fratellini, qui riscontrabile solo nella scena dell'impiccato e del dialogo surreale con il "dottore", ma a me il film è piaciuto molto, e i Coen si confermano abili artigiani, capaci di passare di genere in genere con naturalezza, ottenendo sempre ottimi risultati.
Consiglio per il recensore: prima di recensire un film, bisognerebbe vederlo.
Radiohead The King Of Limbs
Voto:
dov'è la recensione?
Brian Eno & Jon Hassell Fourth World, Volume 1: Possible Musics
Voto:
dopo "My Life In The Bush Of Ghosts" con Byrne, la collaborazione più importante di Eno.
dico "futurista-primitivista" come già detto, lavoro classico che può sfidare il tempo.
buona la recensione ;)
Radiohead The King Of Limbs
Voto:
TKOL è molto meglio di quel brodo riscaldato di "In Rainbows", sicuramente, ...e le chitarre ci sono (almeno che non abbiate ascoltato un fake).
Current 93 Where The Long Shadows Fall
Voto:
Recensione meravigliosa.
La "corrente" meriterebbe tutti 5 a prescindere dalle singole opere, una esperienza musicale-spirituale unica.
PJ Harvey Let England Shake
Voto:
Mi sono fermato a "Stories...", poi ho mediamente apprezzato "White Chalk", ma questo "Let england shake" proprio non mi dice nulla, se questa sarà la PJ del futuro allora ciao Polly, e grazie per tutto quello che mi hai dato...
Autechre Chiastic Slide
Voto:
MAGNIFICO
Earth Angels Of Darkness, Demons Of Light I
Voto:
è da HEX che fanno sempre lo stesso disco, sempre dei grandi, ma cominciano a scassare la minchia.