panapp

DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6612 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Lady Gaga Born This Way
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Cos'altro dire.
Björk Prayer Of The Heart
Voto:
L'ultima riga distrugge tutto il meraviglioso castello di pensiero costruito fin ad allora: no, Björk non merita una parolaccia nelle sue recensioni e questo brano così sognato tanto meno.
Boris Attention Please
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@nes: meglio così, allora.
Boris Attention Please
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@nes: non ti preoccupare, in generale non mi offendo per principio e tanto meno mi offenderei per i tuoi commenti, dato che ho imparato a conoscerti (beh, per quanto posso conoscerti tramite questo sito) e mi sei sempre sembrato una persona intelligente o comunque ragionante, che non scrive la prima stupidaggine che gli passa per la testa. ;) Sulla questione dei gusti hai perfettamente ragione e di certo non posso né voglio chiederti di farti piacere qualcosa che non ti piace: era solo per mostrarti che esattamente come nel resto del mondo anche in Giappone si produce musica negli stessi generi, nelle stesse modalità e con la stessa varietà rispetto all'Occidente, quindi continuare a dire in ogni recensione «eh, ma i giapponesi sanno fare di meglio: per esempio, ecco qui [link a musica del tutto diversa da quella recensita]» è molto poco corretto, tutto qua.
Boris Attention Please
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@nes: ti prego di non fare di tutt'erbe un fascio, se alla tua amica ed al suo giro piace la merda non vuol dire che a tutti piace la merda (ma questo sono sicuro che lo sai già). Sul look: è un tasto da affrontare con le pinze perché sono il primo ad ammettere che per i giapponesi stessi il look curato è un ottimo metodo per mascherare la mancanza di contenuto. Questo ha radici storiche: il modo in cui si confeziona e si dona un regalo era ed è tuttora più importante del regalo stesso; in questo sono molto vicini al discorso sul "non cosa, ma come" di cui si parlava nella recensione sulla Riefenstahl (attenzione, non voglio essere frainteso: ovviamente la cultura giapponese contempla anche in egual misura esempi di "non come, ma cosa", eh). Detto questo, ammetto che tranquillità che io snobbo l'80% della musica giapponese per questo discorso del look superiore al contenuto, ma sono anche il primo a combattere l'idea per cui se una band fa schifo non vuol dire che tutte facciano schifo, e gli esempi da te citati vanno proprio in questa direzione.
Boris Attention Please
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Io voglio sapere per quale motivazione ogni singola volta che si recensisce un qualunque disco di un qualunque artista giapponese ecco che spuntano fuori i discorsi sugli otaku, su quanto siano ridicoli, sul visual kei, sulla lingua, sui cartoni animati, sul sushi e su qualunque argomento pur labilmente collegato al Giappone. Questo è irritante oltre ogni dire, è come recensire un disco dei Led Zeppelin e poi scrivere nei commenti «ma che per caso questi sono simili alle Destiny's Child?» CHE C'ENTRA, dico io. Non riesco a non capire come sia possibile che vi risulti strano, bizzarro se non impossibile che i giapponesi producano ogni genere musicale: i giapponesi fanno speed metal, sono ridicoli; le giapponesi fanno pop, sono buone solo per il bukkake. I giapponesi sono strani e quindi sono accettabili solo quando fanno gli strani. Questo è indice di una chiusura davvero allarmante: è come dire che gli italiani devono fare o la lirica o al massimo tarantella & saltarello perché qualunque altro genere è non autoctono e quindi ridicolo. Mah. @nes: la tua amica evidentemente ha poco senso critico se si beve indistintamente tutto quello che il Giappone produce, e nemmeno molto spirito critico dato che i Dir en grey sono la prima o seconda cosa in cui ci si imbatte googlando musica giapponese o andando su un qualunque portale di musica giapponese (il più noto è JaME). Già gli artisti citati da te sono più ricercati e me ne onestamente complimento. Però ora voglio sapere il tuo parere su alcune cose che ti linko: questo è pessimo pop? Questo è pessimo rock? Questo è pessimo metal? Questo è pessimo pop-rock? Questo è pessimo alternative? Questo è pessimo symphonic? Questa è pessima dance? No, giusto per rendermi conto, eh, magari sono io che ho riferimenti sballati.
Boris Attention Please
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@ilTrattoreRagno: «il fatto che [...] usino il giapponese e siano giapponesi mi fa morire dal ridere. nel senso che li trovo ridicoli». La conversazione è finita, alla prossima.
Boris Attention Please
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@ilTrattoreRagno: no, i SEX MACHINEGUNS sono speed metal come puoi sentire con le tue orecchie. Toglimi una curiosità: quando inizia la parte divertente? No, perché se ti riferisci alle stupide fan lobotomizzate conosco roba occidentale molto, ma molto peggiore eh.
Boris Attention Please
Voto:
So di essere in minoranza e verrò pure sbertucciato, ma non mi piacciono. Ne riconosco il valore, ma non riescono a colpirmi. @nes: pensa che "Ryoujoku no ame", che hai linkato, è la mia canzone preferita dei Dir en grey. Prima erano visual kei e li amavo, ora decisamente non lo sono più, se ne sono calati e molto e vanno in tour coi Korn: i loro nuovi album non me li nemmeno scarico più. Ti prego di non dire che è roba da otaku perché diresti una sciocchezza: gli otaku, fidati, non li ascoltano.
Leni Riefenstahl Il Trionfo della Volontà - Triumph des Willens
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Recensione puramente descrittiva e (qui sono d'accordo con telespallabob) che non centra il problema del rapporto arte-potere. La Riefenstahl è stata una grandissima regista, questo è un fatto, per COME ha diretto i suoi film; se poi vogliamo andare a giudicare COSA ha diretto è un'altra storia; la disputa quindi è tutta sul confronto fra "non cosa, ma come" e "non come, ma cosa". "La nascita di una nazione" di Griffith è forse il film più agghiacciantemente razzista di tutti i tempi (foraggia il Ku Klux Klan, voglio dire, c'è di peggio?), eppure senza quel film oggi il cinema sarebbe diverso. Lo stesso la Riefenstahl: "Olympia" è stupendo, momenti di una commozione assoluta e di un amore per la bellezza insuperabile. Gli esempi di arte in cui "non il cosa, ma il come" è stato preponderante sono infiniti: pensiamo anche solo a tutta quell'enorme massa di artisti francesi che esponevano nel Salon di Parigi nel XIX secolo, tutti dotati, bravissimi ed accademici, ma che non facevano altro che riproporre le solite Veneri nude ed altre robe riviste mille volte. Per la Riefenstahl il discorso è diverso perché lei non è solo una maestrante tecnicamente dotata, ma una vera visionaria (aggettivo oramai più che inflazionato, quasi insopportabile). Esempi di "non come, ma cosa" sono pure numerosissimi, ed includono le spesso orribili pubblicità progresso, i b-movies italiani anni '70 come pure i cinepanettoni dove pur di strappare risate forzate gli sceneggiatori indugiano nelle più becere trovate. Ovviamente non sto dicendo che i film di contenuto siano inferiori ai film di forma, dato che ci sono capolavori e schifezze in entrambe le categorie: una bella cosa sarebbe trovare l'equilibrio, ma sappiamo bene che l'equilibrismo è la più difficile delle arti.