sylvian1982

DeRango : 0,65
DeEtà™ : 7768 giorni • Qui dal 4 marzo 2005
Lloyd Cole and The Commotions Rattlesnakes
Voto:
Sul Mucchio di questo mese c'è una breve, ma toccante recensione del buon Gianluca Testani sul nuovo lavoro di Lloyd Cole. Ebbeni si, ha appena pubblicato un nuovo disco. Pensare che i ventenni di oggi nemmeno sanno di chi sto (e stanno) parlando, mi fa sentire insieme superato e un pò nostalgico. Sono poche righe, ma sono talmente belle e intense che per chi ha amato Lloyd Cole, toccano le corde dell'anima.
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
Le riviste che citi sono tutte successive. Ad inizio anni 70 esisteva solo Ciao 2001. Non mi ci voglio fissare ma mi sembra proprio che sia così. Quelli che tu hai citato dovrebbero essere nati intorno alla metà degli anni settanta. Mi documenterò.
Badly Drawn Boy Born In The U.K.
Voto:
Ho scritto tre volte "altro" sulla stessa riga. Due ci stanno, ma una è un errore involontario. Sorry.
Badly Drawn Boy Born In The U.K.
Voto:
Mi dispiace che le tue orecchie percepiscono questo lavoro in maniera così scialba. Incasso e ringrazio per i complimenti, giacchè le mie recensioni sono sempre per pochissimi. @Jonh ma per fare una domanda del genere l'hai letta la recensione ? Badly Drawn Boy altro non è altro che lo pseudonimo scelta da tal Damon Gough che, fra l'altro, è quel signore con il berretto e il giornale aperto sulla copertina di cui sopra. E' solo lui. E poi affibbi 1 al disco che per tua stessa ammissione non conosci. La canzone che citi è su "About A Boy".
Badly Drawn Boy Born In The U.K.
Voto:
Mi auguro che l'1 di Bisius sia polemico, più in risposta al mio 4 che per l'effettiva bontà del lavoro. Anzi rileggendo(mi) la recensione penso di essere stato anche troppo severo. Questo disco non si può definire brutto. E' un pop di classe, raffinato che si ascolta volentieri. Se poi dai fuoriclasse ci si deve sempre aspettare il colpo di tacco e il gol in rovesciata, allora può essere che si resti un pochino delusi. @Mopaga. Se ti è piaciuta Nothing's Gonna Change Your Mind (che fra l'altro ha un inciso iniziale che ricorda addirittura Robbie Williams) ti direi che puoi andare a botta sicura.
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
@Manticore1962 ...Ciao 2001 non era la più quotata, semplicemente era l'unica rivista musicale italiana nel periodo d'oro del progressive. I gusti sono gusti, ma le inesattezze si possono correggere.
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
Mi fa piacere ci sia qualcuno che questi libri li compra. Magari, così anche solo per sapere cosa ne pensano gli altri. Comunque l'elenco dei partecipanti a questa graduatoria è lunghissimo e musicisti ce ne sono parecchi. Pensa che Thriller è nelle primissime posizioni, mi sembra 8° o 9°.
Ovvio che poi ognuno di noi ha una sua classifica personale. Più dettata dal cuore che dalla ragione, diciamolo. L'importante è imparare a rispettare i gusti e i giudizi altrui senza posizionarsi sempre in un'ottica gretta e oltranzista.
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
Io non prendo per oro colato nessuna classifica. Infatti David Sylvian nemmeno è menzionato. E poi a me il prog piace, tanto è vero che ho inserito due album del genere nei miei 25 all times. Però ritengo molto più giusto, sensato e democratico il commento di Bjork che non quello di Dave. Ma se io dovessi avvicinare mia figlia a circa 50 anni di musica rock, secondo te come dovrei fare ? Poi sarei a lei a scegliere e distinguere ciò che le piace e ciò che non le piace. Siamo democratici o siamo integralisti islamici ?
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
La mia non è affatto un'affermazione ridicola. E' un'affermazione che potete riscontrare presso qualsiasi critico musicale che si rispetti. Il progressive è un genere di musica da collocare in una ambito tempo-spazio ben preciso e che addirittura è stato in parte rinnegato da alcuni dei suoi stessi autori. Detto questo, rispetto i gusti di tutti, ci mancherebbe altro. Per vostra conoscenza (sempre che vogliate ampliare le vostre conoscenze e non considerarvi depositari della verità assoluta) è appena uscito un volume curato dalla gloriosa (forse la più gloriosa) rivista musicale americana Rolling Stones che s'intitola "I migliori 500 dischi di tutti i tempi". La classifica è stilata sul parere di circa (a occhio e croce) 200/300 addetti ai lavori, giornalisti, manager, produttori e artisti di spicco, in cui ognuno ha indicato la propria lista di preferenze e democraticamente sono scaturiti i 500 più votati. Ebbene in questi 500 dischi non figura neppure un disco del genere progressive. L'unico che si avvicina al prog (ma nemmeno poi tanto), in esso presente risulterebbe Dark Side dei Pink Floyd. Se vi interessa lo potete trovare in una qualsiasi libreria. Se poi essi sono dei deficienti allora ognuno si tiene le proprie idee e valgono le vostre quanto quelle dei fans di Toto Cutugno.
Emerson, Lake & Palmer Trilogy
Voto:
Mi viene da ridere a vedere tutta questa genuflessione verso gli ELP. Non che abbia qualcosa di particolare contro di essi, però se il progressive ad un certo punto è imploso e se gran parte della critica considera il progressive un genere minore nell'ambito dell'immenso calderone rock, penso che gran (de)merito vada proprio ascritto agli ELP. Sinceramente se qualcuno si volesse avvicinare alla scena progressive non gli consiglierei proprio di partire dalle smitragliate d'organo di Keith Emerson.