ajejebrazorf

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CCCP - Fedeli alla linea 1964-1985. Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi...
Voto:
(emmò mi auto-cito, non per narcisismo ma perlomeno mi ricordavo dove pescare) "Il rapporto tra il Significante e il Significato è simile al rapporto che c'è fra il recto e il verso di un foglio; non sono in alcun modo divisibili, ma sono diversi e distinti. Ad ogni Significato corrisponde un Significante e viceversa. Nello specifico il Significante è, possiamo dire, il mezzo fonico o grafico che veicola il Significato della parola in questione". Questo per dire che il simbolo di per se, che sia una svastica, che siano falce e martello non mi fa nè caldo ne freddo. Mi interessa come viene utilizzato, il contesto, lo scopo sono importanti. Nel caso dei CCCP l'utilizzo del simbolo lo trovo giustificato da quanto scritto da Ferretti (giustificazioni rintracciabili nel post messo da Kosmo): non parlerei neppure di cattivo gusto, perchè il cattivo gusto è sempre inconsapevole. Tantomeno di ruffianata: ho già detto del filo spinato, no? Il fatto che molte persone percepiscano i CCCP in modo superficiale e sbagliato, non è poi imputabile in alcun modo a Ferretti: uno non può mettere su un disco il disclaimer "attenzione concetti difficili: sconsigliato alle persone non dotate di ironia e di senso critico", una provocazione perde valore se si dichiara in partenza che è una provocazione, peggio che spiegare le barzellette (ogni riferimento a fatti o persone è puramente voluto). Aggiungo e ripeto come è stato già detto che non si possono equiparare nazismo e comunismo, perchè se i massacri sono certamente imputabili alle persone che hanno agito sotto ambedue le ideologie (certo che parlare di ideologia per il nazismo mi fa sorridere, quali sono le idee oltre l'immenso egocentrismo? Sono proprio curioso), c'è da dire che il comunismo nasceva da scopi molto nobili, utopistici quanto vuoi, ma decisamente distanti dai gulag dove sono poi finiti. Trovo che i fatti, le azioni, le motivazioni siano più importanti dei simboli: per questo io me l'ero presa con certo metal (non certo con i cannibal corpse, che mi fanno ridere di gusto e cui posso imputare solo il pessimo gusto, o un buffonazzo da mtv come marilyn manson che fa ridere i polli): certi gruppi metal fanno davvero un certo tipo di propaganda, e poi ci becchiamo le ottusissime "bestie di satana" a far macelli in nome di non so che. E non mi sento comunque di censurare neppure burzum e compagnia: la censura dovrebbe farla la mia testolina, non un censore che per giunta censura Pasolini o porta in tribunale Zappa salvo poi lasciare in giro cose realmente censurabili. Quanto alla parola negro, giusto per dire la mia sull'argomento: avrò la sensibilità di un elefante, ma a me certi giri di parole politicamente correttissimi non dico che mi disturbino, ma mi fanno sorridere. Lo chiedo candidamente: ma davvero un cieco trova indelicato essere chiamato cieco piuttosto che non vedente? D'accordo, per la parola negro c'è un'accezione spregiativa, ma non sempre è stato cosi (usata in continuazione da Argan, uno dei nostri più grandi critici d'arte, e da Polillo, grande storico del jazz, per dire), e io la preferirei decisamente a "nero" e "di colore"(ma che vor dì "di colore?"), almeno capisco al volo di che parlo, poi preferirei essere chiamato con una parola come negro piuttosto che con "caucasico"(ma parla come magni) o "bianco". L'ho buttata sullo scherzo ora per dire che la parola "negritudine" non aveva proprio nulla di discriminatorio, mi sorprend che tu Caz, e Kosmo non l'abbiate capito. Ok, ho finito. Però mi ha fatto ridere l'idea di Ferretti che si presenta da te per la cena e anziche il vinello si porta dietro il disco dei cccp: manco io l'avrei fatto salire:D
CCCP - Fedeli alla linea 1964-1985. Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi...
Voto:
Leggo sul libro a loro dedicato (quello di Stampa Alternativa), che sono andata a ripescare nelle retrovie della mia biblioteca, che:... "CCCP è la sigla in caratteri cirillici di Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, non è un nome facile e leggero da portarsi dietro di questi tempi in questi luoghi, ma è il nostro. Un anno fa quando decidemmo di usare questo nome ci muoveva solo la voglia di riportare un po' d'equilibrio in un'Europa sempre più e sempre solo filoamericana. Si badi bene il discorso non è mai politico, se non per conseguenza, è estetico ed etico. Siamo filosovietici non perché siamo di sinistra, se mai lo siamo stati, ma perché siamo legati all'esperienza umana da interessi che non esistono non sono contemplati nell'impero americano e quindi piano piano a volte con disappunto e sempre in maniera imprevedibile come solo le cose vissute realmente possono essere ci siamo lasciati affascinare dall'impero sovietico. (...) L'impero sovietico ci riguarda (invece) è anche la nostra storia la nostra cultura, il nostro rapporto con il mondo. FEDELI ALLA LINEA perché la linea non c'è più e il gioco è aperto..." --- ... "Filosovietico perché confonde le idee e obbliga a pensare, ma anche per motivi squisitamente musicali: detestiamo il rock, non ne possiamo più della sua vacuità della sua onnipotenza del suo essere musica dei giovani stupidi, dei giovani sfigati, dei giovani ribelli, dei giovani. Non ne possiamo più della disco, del funky, del rap, delle luci colorate, dei fumi, dei lustrini delle,paillettes, degli specchi per le allodole, sempre un po' nuovi, sempre uguali Non ne possiamo più delle onde no-onde onde e di questa mania di classificare, catalogare, dividere, unire che non serve alla musica ma a dare possibilità di parola agli ignoranti e un po' di fama ai critici e ai giornalisti che le inventano. Non ne possiamo più del jazz del reggae del blues perché non abbiamo nessuna negritudine da rivalutare nessuna nuova Sion da edificare siamo bianche unegritudine ropei colti, abbiamo responsabilità storiche accettiamo i sensi di colpa, ma questa non è la nostra musica è la musica di altri, spasso ci piace se la fa chi può e deve farla, spasso no. Facciamo musica moderna europea, aperta alle influenze arabe e asiatiche perché sono le due culture a noi vicine perché la cultura europea si scontra e incontra con queste due civiltà da sempre, perché questo è il nostro retroterra culturale e fisico facciamo quindi del punk filosovietico...... ecc." -- Sono un po' pignol, quando qualcosa mi prude (in questo caso la tua citazione Bogus) io vado a fondo. Per dovere di cronaca ho ritenuto goiusto postare il testo sulla "negritudine" per esteso. E non faccio commenti, E' MEGLIO.(post di kosmo, giusto per darti almeno un'idea di quel che si è detto sulla cover, aspetta il secondo post)
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Secondo me su Ayler con premesse cosi ci sbatteresti il muso di bbrutto, se ti aspetti tecnica salpa altri lidi. Il nostro era così amato che mori perchè gli spararono alla schiena, non si sa chi, non si sa perchè.
I pittori fiamminghi c'entrano assai col tipo di pittura fotografica di Ingres: tiè.
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Questo invece l'è la più famosa delle pitture nere di Goya, il Saturno. Nun me va di cercarle tutte, pensa che ce le aveva in casa, un posticino allegro. tiè.
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Come va con le lego?:D
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si, ormai per risponderti dovrei dirti "specchio riflesso senza ritorno":D
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ma no, ma no, e poi punisci pure me che non impazzisco per the wallz...la cazzata ci sta che sia una ogni mille o che sia ogni sessanta, mica stiamo a calcolare il residuo fisso dell'acqua! Per me è divertente, a me fa ridere, come fa ridere pure fegatofegatofegato spappolato, per citare una canzuncella che te piace senza grandi ambizioni: ma che sia addirittura scritta male, no, che ti piaccia o ti faccia vomitare (la seconda che ho detto) non è ti raserò l'aiuola, anche nel fare le cazzate ha stile Ferretti:)
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o poi non rimango stupito dal fatto che Caz, con cui miracolosamente concordiamo su tutto, non si concordi su sto disco: sarà solo il fatto che non l'ha ascoltato?:D è chiaro che non muori se non te lo ascolti Caz, e ti stimo uguale nonostante ti diverta a fare il rompiuollas a gratis, ogni tanto. Resto dell'idea anche io che sia un gran disco (per me la palma del mejo disco rock va al "live in punkow" comunque), e non vedo facili confronti. Mi fa pensare il fatto che qui i dissensi più netti li abbiano dati un Sardo e un Siciliano(quello di Palemmo, no l'altro), begli esempi di testardaggine (io sono mezzosangue dderoma, sarà quello), nonchè begli esempi di persone che sto disco non l'hanno ascoltato (Caz se mi dici ancora che l'hai ascoltato ti interrogo):D
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io poi non rimango stupito dal fatto che Caz, con cui miracolosamente concordiamo su tutto, tranne che su sto disco: sarà solo il fatto che non l'ha ascoltato?:D è chiaro che non muori se non te lo ascolti Caz, e ti stimo uguale nonostante ti diverta a fare il rompiuollas a gratis, ogni tanto. Resto dell'idea anche io che sia un gran disco (per me la palma del mejo disco rock va al "live in punkow" comunque), e non vedo facili confronti. Mi fa pensare il fatto che qui i dissensi più netti li abbiano dati un Sardo e un Siciliano, begli esempi di testardaggine, nonchè begli esempi di persone che sto disco non l'hanno ascoltato (Caz se mi dici ancora che l'hai ascoltato ti interrogo):D
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Per Caz: Mi ami è un brano molto minore, un piccolo "diversivo", ma tu giudichi Zappa da "tengo una minchia tanta"? Poi ti metto pure questo copia-incolla: Forse non tutti sanno che il testo della canzone "Mi ami?" ha un substrato "intellettuale" non indifferente!
II testo parte da un saggio di ROLAND BARTHES del 1972 dal titolo "Frammenti di un discorso amoroso". Ho letto il saggio solo pochi anni fa e leggendo i titoli dei vari capitoli del libro mi sono accorto che Giovanni Lindo ha utilizzato le medesime parole...
"affinità elettiva...orfana di futuro...accarezzati il sogno...con due dita di barbiere...atmosfera pesante...elogio alla tensione...tranquillità assoluta...sul punto delicato...questa non è una replica...facile leggera...mossa tattica..."
Ho avuto modo di chiedere personalmente a Ferretti, nel back stage di un concerto dei CSI se effettivamente il riferimento letterario fosse quello...mi ha confermato tutto.
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Caro Enea, quando ho sbagliato scrivendo una frase: dove c'era "Mi son fatto l'idea che tu molta arte moderna la consideri puro sensazionalismo ( e in parte concordo), ma non è cosi", metti pure un al posto di "ma non è cosi", un "credo che sia vero solo in parte", o qualcosa del genere che ne smorzi il senso, non sono proprio tipo da verità in tasca, poi sull'arte moderna che conosco molto marginalmente figurati se mi permetto pareri cosi definitivi...sui tagli di Fontana non mi esprimo, ma anche a me puzzano di presa per gli zebedei (soprattutto perchè ce ne sono migliaia, io a mio cugino che mi sta sui maroni e che si sta per sposare gli regalo un concetto spaziale di Fontana fatto da me), la merde d'artiste la vedo invece come una bella provocazione (non ho parlato di capolavoro, ma di bella provocazione, eh tipo il water di duchamp o qualsiasi altro ready-made). Comunque io con arte moderna mi riferivo al dopo Cezanne, anche per non incappare in grossolani errori eheh. Detto questo, cerco di rientrare nella questione CCCP per vie traverse e tornando dalla tangente dalla quale siamo partiti, citando un pittore che amo molto e che conosco molto bene : Goya. Il meglio del meglio della produzione di Goya è secondo me nelle pitture nere della "quinta del sordo", la casa di campagna dove si rifugiò in vecchiaia: sono dipinti grossolani e sgranati, e forse hai presente "Saturno che divora un figlio": quattro rozze pennellate in croce, ma di una potenza incredibile. Ci sono pittori di quel periodo dotati di tecnica mostruosa (Ingres, per esempio) che con questa tecnica non hanno toccato certo gli stessi livelli di questo ciclo di pitture. Ora, questo pippone orrendo per dire la ragione de punk, della sua brutalità e apparente (spesso non apparente, è vero) rozzezza, che spesso rende di più di tanti giri e rigiri di accordi e arrangiamenti e organici di trenta persone. Tu mi dirai che Goya sapeva dipingere, ma era solo un esempio. Ci sono grandi pittori e grandi musicisti che avevano una preparazione tecnica scadentissima e hanno tirato fuori opere eccezionali: non condivido assolutamente il fatto che bisogna dimostrare di aver studiato, eccheccacchio, un po' di indipendenza di giudizio! Io amo alla follia Albert Ayler (suonò al funerale di Coltrane), che aveva una tecnica misera, suonava con un sax di plastica, tutti lo pijavano per il culo (come e più degli altri del free). Se qualcuno mi dice Ayler fa schifo, non sapeva quello che faceva, doveva studiare di più, io continuo a essere sicurissimo del suo valore (io lo preferisco a Coltrane, ti dico tutto). Le credenziali mi sanno tanto di insicurezza nel giudizio, di "ah, ha studiato quindi è uno da ascoltare".
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Voto:
Enè grazie della dedica, sono commosso, non provocarmi con Malgioglio, sono sensibile a queste cose, soprattutto alla sua pettinatura degna della sagrada familia per audacia architettonica. Comunque io (IO) mi sono andato a leggere la recensione di Nyman. Mi son fatto l'idea che tu molta arte moderna la consideri puro sensazionalismo ( e in parte concordo), ma non è cosi. Come diceva Bogus, è cambiata l'idea del bello, soprattutto è cambiata anche l'idea che un'opera d'arte debba essere semplicemente trasmissione del bello, può essere pura riflessione critica (in musica John Cage dice nulla?). Detto questo, la musica dei CCCP non si spinge certo così in là concettualmente, però c'è sicuramente il brutto espressionista, che era poi un ideale romantico di bellezza. Per me Caz, non si può non tener conto del periodo in cui nasce un opera: per quanto "piacevole", oggi è abbastanza inutile riprodurre in pittura l'ideale di bellezza rinascimentale, oppure quella diversa di Caravaggio, c'è un percorso dietro, con corsi e ricorsi ma sono coglionazzo e progressista la storia va avanti, se uscisse oggi The Wall farebbe cagare anche a te