JohnOfPatmos

DeRango : 1,37
DeEtà™ : 7588 giorni • Qui dal 31 agosto 2005
Tord Gustavsen Changing Places
Voto:
Disco di notevole spessore, con la solita, splendida copertina cerebral-ECM ;) Il freddo nord non ha solo Garbarek. Bravo Stefanet, as usual!
Chet Baker & Enrico Pieranunzi The Heart Of The Ballad
Voto:
Recensione splendida, non c'è che dire. Anche se quel "forse" finale immalinconisce un po', in tutta la sua verità. Io però mi autoflagello perché questo disco non sono ancora riuscito a recuperarlo. Però è come se gli dessi un 5 sulla fiducia. Pieranunzi è un grande e in quanto a Baker, per certi versi è anche superiore a Miles Davis, almeno nel mio gusto. Ciao ;) JoP
Franz Liszt - Leslie Howard I valzer
Voto:
Grandissimo acquisto di DeBaser, il Mullah ;)) Ellington, Evans, Bach-Glenn Gould e ora... Liszt! Mi inchino! Concordo perfettemente con te sulla "voglia di stupire" di Liszt. Forse è proprio questo che lo indebolisce nei confronti di altri grandi romantici come Chopin o Schumann. Una "sindrome", quella del virtuoso, che aveva colpito anche un illustre nostro connazionale come Nicolò Paganini. Non a caso del resto Liszt ne trascrisse alcune opere, come gli studi. Quanto a questi valzer... li conosco, ma non conosco l'interpretazione in questione. Mi fido però dell'Hyperion, ottima casa discografica. Qualche sample di questo disco lo si può recuperare qui Liszt, Franz (1811-1886) - Composer - Hyperion Records - CDs, MP3 and Lossless downloads Da questi piccoli assaggi, il suono di Howard mi sembra molto brillante e corposo. Bien, bien... muy bien.
Ludwig Van Beethoven Sinfonia No. 7
Voto:
Non mi fare arrossire, Nara... ;))
Natacha Atlas Gedida
Voto:
Beh, innanzitutto mi sembra di poter dire che i geni dei genitori meticci si siano mescolati a dare davvero un buon "prodotto"!!! Io purtroppo non la conosco, ma credo che in generale si dovrebbe dedicare maggiore attenzione alle sonorità orientali ed "arabeggianti", che del resto hanno dato linfa anche a molta musica europea e americana. Penso - ma è solo un esempio fra tanti - a quanto c'è di "arabo" nel concerto tenuto alla Scala da Keith Jarrett. Bravo sfascia carrozze! JoP
Eberhard Weber Silent Feet
Voto:
Non conosco il disco, ma le scelte di Manfred Eicher in genere sono sempre ottime! Mi fa piacere anche questa nuova "linea" economica della casa di Monaco di Baviera (bellissima fra l'altra la tua descrizione della ECM, Stefanet!), sperando ovviamente... che duri! Recensione e copertina molto, molto belle.
Ludwig Van Beethoven Sinfonia No. 7
Voto:
Hal, ti leggo adesso... E' vero, questa "recensione" ha avuto una lunga gestazione ed è stata tagliata e ritagliata... E' meno spontanea, su questo avete davvero ragione tu e Grass. Quanto alla Settima, e sempre in merito alle "polemiche", oltre a Wagner mi piacerebbe ricordare anche il giudizio di Carl Maria Von Weber (che pure non era l'ultimo arrivato). Ebbene, dopo aver udito la Settima, il buon Carl Maria dal suo beato scranno sentenziò: "Beethoven ormai è pronto per il manicomio... " ;)) Ciao a tutti!!! JoP
Ludwig Van Beethoven Sinfonia No. 7
Voto:
Many thanks, Nobody!!! Ne approfitto anche per rispondere a Boredoms. Difficilissimo dire da dove partire, con Ludwig! Adesso come adesso ti direi: Glenn Gould con la Sonata op.31 "La tempesta". O Karajan, con l'"Eroica" (che mi piacerebbe de-recensire, chissà... prima o poi...). Saludos, JoP
Ludwig Van Beethoven Sinfonia No. 7
Voto:
Sì, Nobody, ovvio che mi puoi dire che una mia (passata/presente/futura) recensione è tutta sbagliata, che non ti convince, senza che io mi offenda ;)) E lo stesso vale anche per Copernico, che per esempio ha definito questa sopra "modesto commento". Io leggo i pareri di tutti, accetto complimenti e critiche e da queste ultime cerco se possibile di imparare ;)) Per cui... tranquillo Copernico, non mi hai affatto offeso. Comunque alcune cose se vuoi te le posso chiarire: è un periodo dove ascolto spesso la Settima, in cui sto trovando in questa opera di Beethoven (qui letta a mio avviso splendidamente da Dorati) una "chiave di lettura" nuova, del tutto personale (vedi anche la poesia di Fortini), nella mia vita privata. Chi mi legge in DeBaser sa che propongo la musica sempre in modo "intimo" (forse un po' troppo, chissà), e così è stato per la Settima. Se sono "cascato male" è perché allora sono "cascato male" nella sensazione che questa musica mi trasmette in questo periodo, e che ho voluto comunicare con la mia recensione. Per quanto riguarda i direttori, poi, il mio preferito sulla Settima è senza dubbio Arturo Toscanini (come interpreta lui il Trio nello Scherzo... un gigante). O ancora il grande Bernstein, nella sua ultima esecuzione prima della morte. Ma ora come ora apprezzo, anche graficamente, questa possente "7" di Dorati. Ciao ;)) JoP
Bill Evans & Jim Hall Undercurrent
Voto:
La recensione è meravigliosamente bella e cesellata, come del resto lo è questo disco. Tutto è perfetto in questo album, concordo. Una sorta di dialogo tra cuore e mente fra i due grandi Maestri del jazz. Un dialogo, un confronto musicale che non scade mai né nel sentimentalismo né nel cerebralismo. Questa versione di "I Hear A Rhapsody" è una di quelle a me più care. Per il resto... lascio parlare i voti.