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Martello e i suoi ascolti

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3.Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età
Dopo anni di concerti e gavetta i CCCP pubblicano il loro primo album ufficiale.Un paradosso totale, capirete perchè. Dopo la prima CCCP, un brano leggendario, Curami, frenetica cavalcata. E non è l'ultimo dei pezzi che sono entrati nella mente di tutti noi, come per esempio Io sto bene, anche questo brano leggendario, Allarme col suo incedere particolare, Trafitto, Valium Tavor Serenase, insomma un coronario di evergreen. E ancora non ho citato quella effettivamente più imponente e immortale di tutte, quell'Emilia paranoica che veramente rimarrà per sempre nella memoria della musica italiana. Sono stato un po' entusiasta ma credo si sia capito ciò che voglio dire:il disco è un must assoluto ed è per questo che ho voluto privilegiarlo nonostante preferisca dei CCCP Epica etica etnica pathos. E' anche paradossale, perchè tra i dischi dei CCCP è quello più immaturo e caciarone ma è proprio questo che lo rende il disco fantastico che è.
Voto pignolo:10
La gemma: Emilia Paranoica (Remiscelata)


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Da un po' è ricominciato un nuovo ciclo, un nuovo pugno di canzoni che potrebbero diventare un album (#forse ). Già il titolo del primo testo direziona tutto:Canzoon Politikon

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4.Epica etica etnica pathos
Dopo la pubblicazione di Canzoni preghiere danze avvengono due fatti fondamentali:crolla il muro di Berlino e i CCCP fanno una tournée in Russia coi Litfiba. Da quest'ultimo evento cominciò a prendere forma una nuova band, con Gianni Maroccolo al basso, Ringo De Palma alla batteria, Giorgio Canali alla chitarra e Francesco Magnelli alle tastiere. Disposti in cerchio in una casa campestre a suonare nuovi brani, così ha cominciato ad esistere EEEP. L'album si divide idealmente in 4 parti, ognuna nominata con le parole del titolo: la prima parte, ovvero Epica, comincia già meravigliosamente con Aghia Sophia, uno dei brani più riusciti del lotto, per poi approdare sull'orientale Paxo de Jerusalem e sull'intermezzo Sofia. Etica cambia già da subito le carte in regola, un basso distorto caratterizza Narko'S, per poi avere un momento da piano bar cantato dall'artista del popolo Fatur per poi riapprodare al basso distorto. Segue un brano ingiustamente minore nella discografia dei CCCP come Campestre e il funerale degli ideali comunisti di Depressione caspica. Etnica invece comincia con la sedicente cover Amandoti (introdotta da un intermezzo chiamato In occasione della festa), la cavalcante L'andazzo generale e l'intrigante Al Ayam. Chiudono la terza parte Mozzill'o re e la ripresa di Campestre. L'ultima e quarta parte, Pathos, si apre con la colossale Maciste contro tutti, vero e proprio manifesto del pensiero dei CCCP, ed infine accasciare il tutto sulla strappalacrime Annarella, brano che Ferretti ha dedicato a suo padre che non ha mai conosciuto, per poi chiamarla Annarella a causa di alcuni problemi di salute che Annarella ebbe durante la lavorazione del disco. Insomma, questo disco non meriterebbe assolutamente il quarto posto in classifica ne tantomeno il secondo tra i dischi dei CCCP, ma l'ago della bilancia stavolta ha voluto privilegiare un disco storico ed importante.
Voto pignolo:10
La gemma: Maciste Contro Tutti
(volevo mettere Annarella come gemma, ma non volevo inflazionarla ulteriolmente)


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5.Tabula rasa elettrificata
A solo un anno da Linea gotica i Csi ritornano da un viaggio in Mongolia con un pugno di grandi canzoni. Il sound si fa più duro, molto più rock rispetto ai predecessori. Già l'inizio orienta un po' tutto il lavoro, con la terzina formata da Unità di produzione, vero e proprio manifesto di resa, Brace con uno schema musicale molto particolare e la strafamosa Forma e sostanza. E il resto dell'album raggiunge vertici ancora più alti e particolari. Un esempio? La quasi completamente strumentale Gobi, con dei cori che fanno riaffiorare alla memoria quell'anima latina che Battisti ha voluto usare in un suo disco. Ma anche la potente Vicini, la spirituale Ongii, la cauta Bolormaa sono dei tasselli fondamentali per questo album. Chiudono il tutto la pregnante di filosofia Accade, la breve Matrilineare e Mimporta na sega, pezzo apparentemente leggero ma che leggero tanto non è. Insomma, questo TRE è l'ennesimo capolavoro a firma Csi, stavolta con più spinta e più attenti alla "forma" dei pezzi
Voto pignolo:9
La gemma: Brace


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Fedetz
La saggezza di @[Falloppio] certe volte è impressionante


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5 giorni, 4 rece copiate malissimo e poi cancellate nel nulla e ancora @[Clabber2001] è qvi tra noi...che bello, vn fake che è dvrato piv' di vn giorno

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6.Socialismo e barbarie
L'ingresso nella major Virgin porta nel sound CCCP una serie di novità. La potenza punk degli esordi rimane praticamente intatta ma a livello melodico si ha una vertiginosa evoluzione e i testi di Ferretti cominciano a maturare.
L'inizio è geniale:una cover con un testo differente dell'Inno dell'Unione Sovietica. Già con questo prologo si può catalogare Socialismo e barbarie come un capolavoro, ma per fortuna c'è anche il resto. Il lato A è una scarica punk degna dei migliori CCCP, una serie di classici che danno la carica:Tu menti e Stati di agitazione rimarranno per sempre tra i pezzi migliori della band ma anche Per me lo so e Rozzemilia hanno veramente tanto da offrire. Dopo la preghiera di Libera me domine altri pezzi-manifesto del gruppo:Manifesto, Sura e Radio Kabul coronano questo eccezionale album, seguono anche le ottime Inch'Allah - Ça va e Oh Battagliero. Però in questo album c'è qualche esperimento interessante ma che alla fine risultano poco riusciti:a parte la già citata Libera me domine, anche Hong Kong col suo andazzo da ninna nanna poteva avere uno sviluppo migliore, ma a parte queste piccole pecche Socialismo e barbarie scorre libero e potente, regalando un'altra ottima prova a firma CCCP
Voto pignolo:8,5
La gemma: Tu Menti


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7° posto:Canzoni, preghiere e danze del II millennio-Sezione Europa
Dopo un ottimo Socialismo e barbarie i CCCP svoltano in maniera sorprendente. Sfumature pop anni 80 compongono i nuovi pezzi, in maniera anche piuttosto blasonata e caotica. Vecchi pezzi come B.B.B e È vero (originariamente U.N) vengono stravolti e rovinati completamente da interpretazioni mediocri e basi musicali al limite del ridicolo. Ci si può sempre consolare con qualche piccola e grande gemma:oltre all'iniziale Svegliami che già preannuncia un po' lo stile dei CSI, possiamo trovare l'ironica Fedeli alla lira, la bella Roco, Roco, Rosso, la mezza punkettona Conviene, l'orientale e in stile Litfiba (con dedica alla @Ditta ) Palestina e la preghiera di Madre. In un battito di cuore si arriva al finale, con And the radio plays, brano pop che riesce perfettamente ad essere orecchiabile e di qualità dimostrando che ai CCCP la veste pop non sta poi così male, la leggermente inutile ma musicalmente buona Vota Fatur e i crediti di Reclame. È risaputo che Canzoni preghiere e danze è l'album meno riuscito dei CCCP ma ciò non toglie il fatto che contiene una bella manciata di colpi d'ala veramente impressionanti.
Voto pignolo:8-
La gemma: And The Radio Plays


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Coda di Lupo
Un po' per me un po' per lui


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Ferretti Lindo Giovanni - Barbaro
Sapete? Il Ferretti elettronico non è poi così malaccio...


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Oggi un altro anno che sono al mondo.Andando avanti così potrò competere con il sovrumano @[iside]

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Ci vediamo il 12 con i CCCP/CSI
(che bella grafica eh? @[JonatanCoe] viecce!)

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Vicini
C'è modo e luogo di scoprire che il confine è d'aria e luce


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Nel 2007 Carella ritorna ancora una volta. Inaspettatamente. Dopo 12 anni dall'ottimo Se non cantassi sarei nessuno ci troviamo davanti Ahoh yé nanà. Forse il disco di Carella più eterogeneo e pirotecnico, ci sono episodi che fanno ritornare alla mente il Carella degli esordi (Oggi non è domani su tutte) ma con una maturità che fa bene alla sua musica. Tanti sono i generi sperimentati nell'album:funk acustici (Basta il pane, Lavorare no), ballate soul (La spina), un pop zuccheroso mischiato agli stilemi dei primi tre album (Estrella misteriosa, Bagnino, Banalità), pseudo reggae (La canzone su di me) e piccole sviolinate rock (La vita è un'altra). L'ispirazione e l'originalità di Carella nella seconda parte della sua carriera sono decisamente scemate, bisogna dirlo ed è anche normale ad un certo punto. Ma Ahoho yé nanà regala molti episodi all'altezza del primo Carella e a stimolare la curiosità per un possibile disco successivo. Che non uscirà. Dato che Carella dopo questo disco non pubblicherà nient'altro. Seguiranno alcuni fatti di cronaca e la morte improvvisa nel febbraio 2017. Se ne andrà così, con Ahoh yé nanà a chiudere il cerchio in maniera assurda e originale. Come è solito di Carella

Voto pignolo:7 1/2
La gemma: Oggi non è domani


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Nel 95 Carella ritorna con un concept album sorprendente, musicalmente raggiante e zuccheroso e testualmente frizzante. Se non cantassi sarei nessuno è l'opera più ambiziosa e riuscita della seconda parte della discografia di Carella, dove vengono descritte le vicende d'un moderno Ulisse. Tutto comincia con la potente Odissea, pop corale che funge da prologo alle avventure di Ulisse cadenzato da un ottimo e semplice tempo di batteria. Trova posto una simpatica e tropicale canzone pop chiamata Solitudine vera che poteva avere un ottimo riscontro radiofonico, così come la successiva Cara al cuore, un funky intrigante assai. Seguono due brani leggermente più ostici, ovvero la battiatesca Parti nude e la scatenata Capebomma, che comunque hanno il loro ruolo nell'economia del disco. Ad aprire la seconda parte sono Solo cielo e mare, lungo brano dove Ulisse incrocia le sirene, e Tiempe croce doce, quasi hard rock dove in sintesi vengono trucidati tutti i proci. La sorpresa arriva però all'ottava traccia, My baby is back:una ballatona pop strappalacrime dove Ulisse si ricongiunge con la sua amata. L'album si conclude con le già edite su singolo La miseria e Partire che sanno un po' di bonus track però sono di ottimissima fattura. Con questo album Carella aveva la possibilità di ripartire come un tempo e di sfornare album di ottimo livello in maniera continuata. Purtroppo non andò così e di Carella per molto tempo non si rifece vivo (ancora)
Voto pignolo:8+
La gemma: My baby is back-Enzo Carella (testo)


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Dopo una pausa lunga ben 11 anni, Carella ritorna sul mercato discografico con una raccolta di pezzi nuovi e pezzi del passato chiamata Carella De Carellis. Nell'attesa sembra che Carella non sia cambiato musicalmente:ci sono i soliti pezzi tra il pop ed il rock (Aspetta e S.P.A) e altri con le carelliane sfumature funk (L'occhio nero), ma i nuovi brani hanno una forma diversa. Che combacia di più al periodo in cui sono state pubblicate. Questo può essere sia un grande pregio che un grande difetto. Nell'album trovano posto anche un esperimento acustico dal titolo di Bubbà, una danza di nome La pappa del cuore e la ballata cauta Pensa se una. La nota dolente di questo disco sono appunto i pezzi vecchi la cui qualità è decisamente scadente, proponendo mosce versioni alternative. Ciò nonostante qualche brano ne esce splendidamente, soprattutto Carmè che è diventata ritmicamente più rilevante (non che prima non lo fosse) e Barbara. Alla fine che si può dire di questo album? A parte per gli inediti assolutamente di ottima fattura non è un album indispensabile. Sembra che Carella stia preparando il terreno per qualcos'altro che effettivamente arrivò in breve tempo

Voto pignolo:7
La gemma: Enzo Carella-Aspetta e S.p.A.


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E così il buon Carella passò in un colpo solo dalla It alla leggendaria Rca, in cui ci resterà per poco tempo. In quel breve lasso di tempo verrà pubblicato soltanto un album, Sfinge. L'ennesimo gioiello firmato Carella si distacca molto dal precedente album, le sonorità s'avvicinano a un rock con contaminazioni tropicali. Già l'iniziale Stai molto attenta mette in chiaro il percorso intrapreso. Non mancano comunque episodi inerenti al passato, uno su tutti Si, si può, un geniale perculamento a Battisti e uno dei pezzi più commerciali di Carella. Nell'album possiamo trovare anche momenti più cauti come la stupenda Mare sopra e sotto e Che notte che facevano un po' presagire il percorso che Carella stava tracciando. In tutto ciò ci sono anche i soliti episodi carichi di sensualità come Sex show o Contatto e vere e proprie punte di diamante come Sfinge, quadretto contaminato da una brezza tropicale e Riflessione finale, qualcosa che è difficile definire canzone e uno dei capolavori strumentali di Carella. In conclusione Sfinge rappresenta la coronazione di ciò che Carella aveva prodotto fino ad allora, unendo musiche fresche a testi mai banali. Purtroppo dopo Sfinge ci fu una lunga pausa dove Carella non s'era fatto più vivo
Voto:10
La gemma: Riflessione finale


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Secondo album, seconda corsa, secondo classificato. Con la canzone Barbara, Carella gareggia al festival di Sanremo arrivando secondo. Dopo questo traguardo fa uscire il suo secondo lavoro, Barbara e altri Carella, dove il musicista evolve le grandi intuizioni di Vocazione in musiche pop e ben riuscite. A cominciare dalla famosissima Barbara, un funk trascinante all'ennesima potenza con un testo sensuale tipico di Panella. Il grande pregio di queste canzoni è che ancora oggi suonano moderne e azzardo dicendo che se questo album fosse stato pubblicato oggi avrebbe avuto un successo clamoroso. Esempio di questa modernità è la seconda traccia Foto che non stonerebbe con tutte le hit It-pop di Calcutta e compagnia bella (infatti sta gente come Calcutta prende ben più di uno spunto da Carella). Nell'album ci sono altri grandi frammenti pop come Amara e la già edita Malamore, la colossale gemma Carmè, l'inquieta Parigi e la strumentale Oh Rai! Insomma, in Barbara e altri Carella l'ascoltatore casuale può trovare materiale per tutti i gusti, brani pop ben architettati e pezzi più cupi, ballate, strumentali, danze al ritmo di funky e soprattutto tanta originalità
Voto pignolo:10
La gemma: Carmè


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All'insegna della musica e della qualità, da oggi per un po' di tempo comincerà la stagione delle classifiche (o, in casi come questo di Carella, guide) degli album di alcuni cantanti made in Italy. Negli scorsi mesi abbiamo visto la discografia di Ivan Graziani e di Vinicio Capossela offerte da me medesimo e quelle di Ivano Fossati e Antonello Venditti offerte da @[Alemarcon]. Quest'oggi per neanche una settimana affronterò quella del mastro Carella, cantautore considerato di serie B ma che non stonerebbe se fosse collocato tra i grandissimi. Direi di iniziare subito con il suo primo album e paradossalmente il più particolare della sua discografia:Vocazione
Un album rivoluzionario musicalmente, dove il rock si mischia con il "pop" formando strutture musicali impossibili con contorno i testi di Pasquale Panella.Il pezzo che meglio amalgama queste peculiarità è l'iniziale titletrack, dove vengono messe in campo parti testuali interessanti assai (la chioccia monsignore, scivolante limousine fa la barba all'erba croce con i bordi del picchè) e una base musicale folle e completamente assurda. In Vocazione ci sono anche dei veri e propri evergreen, come la celebre Malamore (che risulta essere uno dei pochi brani di Carella in cui la prima cosa ad essere nata è il testo) o la funkeggiante Fosse vero. C'è lo spazio anche per un paio di pezzi più leggeri come Ballatetta dove la protagonista è la scuola romana che vince in musicalità, la stupenda e circense L'anima pagliacciona e una piccola mina soft chiamata La serietà. A chiudere il cerchio l'interessante esperimento fotografico Guarda l'uccellino e i flashback dell'infanzia in Il sud è un'infanzia sudata, a coronare quello che si può definire un album unico dove testualmente e soprattutto musicalmente viene eseguito l'impossibile. L'album non ottenne grande successo però il nome di Carella cominciò a circolare e con ciò due anni dopo fu data a Carella una grande possibilità
Voto pignolo:10
La gemma: Enzo Carella - Vocazione


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DE-OROSCOPO DE-GENNAIO! TUTTI IN PE'! 📢
♈ (il capish universale @[Dr.Adder] e in parte il confuso @luludia ):l'inizio anno sarà un periodo di grandi esperienze. Una di queste è il ruolo dell'elfo Legolas nel musical del signore degli anelli
♉(il guardingo @[snes]):prova a guardarti dentro. Se ti serve un bisturi per guardarti meglio fammelo sapere
♊(il solo e unico @[Mojoman]):in amore ci saranno faville. Cerca solo di non mettere incinta la tua bambola gonfiabile altrimenti ci sarà un 2022 di fuoco
♋(il king @[lector] e il mastro fabbro @[MrDaveBoy73]): gennaio sarà un mese dedicato ai vostri sogni. Uno di questa è la parte di un nano qualunque nel musical del signore degli anelli dove recita anche @Dr.Adder
♌ (riprendendo la geniale idea di @[Alemarcon]):non sarà facile equilibrare lavoro e famiglia, però se ci riuscirai avrai un mese buono. Però dovresti smettere seriamente di mangiare gli avanzi del cenone di Natale
♍ (il veggente @[sergio60]):oh, che fortuna che hai! Vinci un'escursione sul monte rosa con @De...Marga...
♎ (but nobody is Bilancia):non farti ingannare dalle aspettative, punta su ciò che è raggiungibile. Il pandoro col mascarpone avanzato per esempio, quello è iper-raggiungibile
♏ (la peanuttissima @[Taddi]):sarà un mese dove avverranno cose che rimarranno per molto tempo. Per citarne una, condurrai per un annetto L'eredità
♐ (l'enediabile @[Eneathedevil], il guru @macaco la miaoissima @TataOgg e il mastro superiore @dsalva ):goditi le piccole gioie che vi capitano, soprattutto se riguardano le tue passioni. Tipo shanghai.
♑ (io me medesimo e il merdometro musicale @[Ditta]):nel tuo periodo astrale qualcosa di buono capiterà. Per esempio vincere all'eredità la cui conduzione è passata a @Taddi
♒ (il prode @[Dislocation] e @Mauro82 ):sicuramente arriveranno giorni migliori. Ma non ora. Verso l'estate #forse
♓ (il cavalier @[RinaldiACHTUNG], l'infernal @flame e per metà il sempre più confuso @luludia ):si potrebbe dire "un'ottima ripresa", dove magari poter ricominciare ad ingranare. Peccato solo per un'eventuale alluvione che colpirà soprattutto la zona centrale del salotto
BONUS
Tuorlo cosmico (il mai più @[sfascia carrozze]):sarà un mese molto UH con momenti molto Mah ma anche con momenti molto BEL

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Buon anno dal Valdarno a tutto il debaser e che il 2021 non ce lo metta rovinosamente in quel posto!
Del 2020 M'Importa 'Nasega


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Il 2020 in 10 album made in Italy, cioè 10 album italiani che m'han fatto dimenticare il 2020:
Parte 2:
-Cip! di Brunori sas: targa Tenco meritata. Dario Brunori sforna un album ottimo sotto molti punti di vista. Pur avendo molte pecche è comunque un lavoro di alto livello. Capita così
-Merce funebre di Tuttifenomeni: testi tra il colto e il demenziale e musicalmente indefinibile. Un album dove il maestro Battiato si sente molto. Marcel
-Cosa faremo da grandi di Lucio Corsi: il cantautorato made in Italy come Dio comanda non è morto e Lucio Corsi conferma ciò. Si sente molto Ivan Graziani in certi pezzi ma le influenze sono molteplici, assolutamente da sentire Lucio Corsi - Trieste
-L'ultima casa accogliente di The zen circus: il percorso di maturazione degli zen è davvero impressionante. Questo album dimostra che gli zen sono una delle band italiane più interessanti degli ultimi anni, passando in un decennio da un rock incazzato a un cantautorato rock coi fiocchi. Anche questo da ascoltare assolutamente The Zen Circus - Appesi Alla Luna
-Cinema Samuele di Samuele Bersani: l'album italiano più bello dell'anno senza ombra di dubbio. Un lavoro complesso ma catchy, personale e universale. Ascoltare per credere Il tuo ricordo


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Il 2020 in 10 album made in Italy, cioè 10 album italiani che han fatto dimenticare il 2020:
Parte 1
-Bestiario d'amore di Vinicio Capossela, EP d'ennesima Caposseliana fantasia. Vinicio Capossela - BESTIARIO D'AMORE (official video)
-Fuori dall'hype Ringo Starr dei Pinguini tattici nucleari: direi fuorviante nella mia playlist, però non mi è dispiaciuto soprattutto per certi riarrangiamenti di vecchi pezzi tipo questo Cancelleria (Live - RCA Studio)
-Che vita meravigliosa di Diodato: spero che non venga ricordato solo per aver vinto Sanremo perchè quest'album è molto più complesso di quel che sembra. Soprattutto per sviolinate quasi dance tipo questa Alveari
-Forever di Francesco Bianconi: inaspettato e imprevedibile. Disco a cui dedicare molti ascolti per comprendere tutte le sfumature al suo interno. Magari all'interno ci sono pure dei capolavori Zuma Beach
-I mortali di Colapesce e Dimartino:due cantanti buoni che fanno un buonissimo album un po' pop e un po' cantautorale. Musicalmente impeccabile e testualmente ottimo, che vuoi di più? Cicale