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dado e i suoi ascolti

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At the Drive-In - "One-Armed Scissor" LIVE on the Late Show

L'apoteosi, raggiunto l'apice, uno stato pressoché divino, si sciolsero.


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At the Drive-In - Relationship of Command (Full Album)

Nessuna recensione sul debasio per questa bomba sonora?


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Una volta un re doveva morire. Era un re assai potente, ma era malato a morte e si disperava:
- Possibile che un re tanto potente debba morire? Che fanno i miei maghi? Perché non mi salvano?
Ma i maghi erano scappati per paura di perdere la testa. Ne era rimasto uno solo, un vecchio mago a cui nessuno dava retta, perché era piuttosto bislacco e forse anche un po' matto. Da molti anni il re non lo consultava, ma stavolta lo mandò a chiamare.
- Puoi salvarti, - disse il mago, - ma ad un patto: che tu ceda per un giorno il tuo trono all'uomo che ti somiglia più di tutti gli altri. Lui, poi, morirà al tuo posto.

Subito venne fatto un bando in tutto il reame: - Coloro che somigliano al re si presentino a Corte entro ventiquattr'ore, pena la vita.
Se ne presentarono molti: alcuni avevano la barba uguale a quella del re, ma avevano il naso un tantino piú lungo o più corto, e il mago li scartava; altri somigliavano al re come un'arancia somiglia a un'altra nella cassetta del fruttivendolo, ma il mago li scartava perché gli mancava un dente, o perché avevano un neo sulla schiena.
- Ma tu li scarti tutti, - protestava il re col suo mago. - Lasciami provare con uno di loro, per cominciare.
- Non ti servirà a niente, - ribatteva il mago.

Una sera il re e il suo mago passeggiavano sui bastioni della città, e a un tratto il mago gridò: - Ecco, ecco l'uomo che ti somiglia piú di tutti gli altri!
E così dicendo indicava un mendicante storpio, gobbo, mezzo cieco, sporco e pieno di croste.
- Ma com'è possibile, - protestò il re, - tra noi due c'è un abisso.
- Un re che deve morire, - insisteva il mago, - somiglia soltanto al più povero, al più disgraziato della città. Presto, cambia i tuoi vestiti con i suoi per un giorno, mettilo sul trono e sarai salvo.
Ma il re non volle assolutamente ammettere di assomigliare al mendicante. Tornò al palazzo tutto imbronciato e quella sera stessa morì, con la corona in testa e lo scettro in pugno.

Gianni Rodari, Favole al telefono

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Ben Harper - With My Own Two Hands

Troppa fiducia nell'umanità ultimamente, tornerà quella dolce misantropia di un tempo.


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dado | Facile da leggere
Giacomo di cristallo

"Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra
si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se
cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro
vasca.
Una volta, per isbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di
fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua
vita non disse più bugie.
Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che
rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e
indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca.
Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la
sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di
ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si
ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli
era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le
ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e
prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso
diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La
gente passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la
prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva
intorno una grande luce e il tiranno nel palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non
riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la
verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano."

Gianni Rodari, Favole al telefono

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Antonella Ruggiero - Matia Bazar " TI SENTO" LIVE ' 87

A proposito di grandi voci su palcoscenici internazionali: qualche italiana ha saputo dire la sua anche in ambito POP.


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Tim Buckley - I woke up ("The Show" 1970)

Bravissimo il figlio, ma, ahinoi, certi territori non è mai riuscito ad esplorarli.


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The Cranberries - No Need to Argue (Later Archive 1994)
Dolores, una Grace Slick in piccolo e senza i Jefferson Airplane alle spalle.


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Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.