pier_paolo_farina

DeRango : 9,02 • DeEtà™ : 7140 giorni

 “In a Broken Dream è un gran pezzo, col miglior Rod Stewart possibile.”

 È il classico prodotto da tenere nella propria discoteca a ragione di un’unica canzone, peraltro suprema e cantata alla grande.

La recensione racconta la curiosa storia dei Python Lee Jackson e del loro album 'In a Broken Dream', reso celebre dalla voce di un giovane Rod Stewart. Viene esaltata la canzone omonima, considerata un classico evocativo della transizione anni '60-'70, mentre il resto del disco viene definito trascurabile. Il gruppo non otterrà altri riconoscimenti sostanziali, restando legato a questo unico successo. Riscopri il fascino blues di 'In a Broken Dream' e lasciati trasportare dagli anni d’oro del rock.

 Amen, è evidente a questo punto come Sadler nell’economia del suo gruppo sia indispensabile, ma non autosufficiente.

 ‘Clear’ risulta piacevole, ben fatto, ma scarsamente memorabile.

La recensione sottolinea la rinascita personale di Sadler e la sobrietà ritrovata celebrata in 'Clear'. Nonostante la piacevolezza dell'album, manca la forza dei lavori con i Saga e nessun brano spicca davvero. Il disco risulta soddisfacente per i neofiti, ma non entusiasma i fan storici della band. L'importanza del gruppo nel portare Sadler all'eccellenza è ribadita. Scopri come Michael Sadler si reinventa in 'Clear' e condividi la tua opinione!

 Imperfetta si, ma piena di cuore e di energia.

 Se vi è un gruppo adatto ad essere arricchito da un’orchestra questi sono i sinfonicissimi Procol Harum.

L'album live dei Procol Harum con la Edmonton Symphony Orchestra segnò il grande rilancio della band nei primi anni ’70. L’esecuzione sinfonica valorizza hit come 'Conquistador' e 'A Salty Dog', pur con qualche scelta di repertorio discutibile. La recensione ne riconosce energia, passione e meriti pionieristici nel progressive rock, pur rilevando alcune imperfezioni. Scopri il fascino e la potenza di uno dei più celebri live sinfonici del rock!

 Il nuovo millennio accoglie i Three Dog Night ancora sulla piazza, ma già da un quarto di secolo ridimensionati a gruppo estemporaneo e instabile.

 Un greatest hits semi-live con orchestra, escamotage tuttora di moda per 'allungare il brodo' e riciclare il proprio catalogo di successi.

La recensione analizza il tentativo dei Three Dog Night di rilanciare la loro carriera con un album orchestrale registrato separatamente dalla London Symphony Orchestra. L'autore evidenzia i limiti dell'operazione, tra nostalgia, revival e arrangiamenti pomposi, sottolineando la discontinuità con l'epoca d'oro della band e la decadenza della formazione originale. Scopri come i classici dei Three Dog Night rivivono (o meno) in versione orchestrale: ascolta e fai la tua scelta!

 Si respira anzi aria di smobilitazione, di appagamento.

 E allora si fermano qui, almeno nella produzione di nuovi dischi.

La recensione racconta la parabola discendente dei Three Dog Night con American Pastime, album segnato da abbandoni e cambiamenti nel gruppo. Le influenze disco non bastano a rivitalizzare un sound ormai al tramonto. L'album segna una pausa nelle produzioni in studio, mentre il gruppo continua tra defezioni e ritorni a esibirsi dal vivo. Scopri il percorso travagliato dei Three Dog Night e condividi la tua opinione sull’album!

 Three Stars for Three Dog Night, in questo caso.

 con tanto di panze, ondeggiamenti, vestiti lunghi chiesastici, mani alzate e tutto.

Il disco Coming Down Your Way dei Three Dog Night prosegue la loro formula di successo nel reinterpretare brani altrui con ricche armonizzazioni vocali. Meno incisivo rispetto ai loro lavori migliori, l'album presenta comunque spunti interessanti come una versione pregiata di You Can Leave Your Hat On e influenze soul e gospel ben valorizzate. Qualche azzardo tecnologico non sempre riuscito, ma il risultato generale va oltre la sufficienza. Scopri come i Three Dog Night reinventano il rock anni '70 con questo album!

 Registrare e pubblicare un album alle volte è quasi come un vero e proprio parto.

 Negron, a gargarozzo stretto e straccia tonsille, si esibisce per l’occasione in un raglio virtuoso degno del miglior James Brown, con in più tanta ironia.

La recensione analizza il disco 'Hard Labor' dei Three Dog Night, sottolineando il cambio di produttore e la svolta stilistica nel sound. La celebre copertina censurata rivela l’ironia visiva della band. Alcune tracce, come 'On the Way Back Home' e 'The Show Must Go On', emergono per qualità e originalità. Non mancano dettagli sul difficile periodo personale di Danny Hutton. Un album che sorprende e diverte, valutato positivamente. Leggi la recensione completa e riscopri un classico sorprendente dei Three Dog Night!

 Il disco non vale la vistosa copertina, ma si prende scioltamente tre stelle perché questi signori sanno cantare, alla grande.

 Da quest’opera in poi le dinamiche interne al gruppo cominceranno a ingarbugliarsi, ma non precorriamo gli eventi.

La recensione analizza 'Cyan' del 1973 dei Three Dog Night, evidenziando la svolta stilistica della copertina e le novità nella composizione interna. Vengono discussi i singoli di punta e il contributo dei vari membri, soprattutto Michael Allsup. Pur non essendo all’altezza dell’appariscente copertina, l’album è promosso grazie alle ottime doti vocali del gruppo. Scopri come 'Cyan' racconta la svolta dei Three Dog Night: ascoltalo e lasciati sorprendere dal loro sound.

 Un disco ben più rock blues e meno pop rispetto ai precedenti da parte dei Sette Sciocchi Separati, come il titolo insinua.

 Il riffone di chitarra in apertura vale assai.

La recensione analizza 'Seven Separate Fools' dei Three Dog Night, sesto album in studio del 1972. Viene sottolineato lo shift verso un sound più rock blues rispetto al passato, grazie anche a reinterpretazioni e collaborazioni di rilievo. Ottime alcune cover, come 'Black & White' e 'Going in Circles'. Il gruppo appare ancora compatto e in forma, guadagnando quattro stelle su cinque. Scopri il lato più rock dei Three Dog Night e ascolta Seven Separate Fools!

 “Harmony” è un bel titolo, centrato per un gruppo che fa delle armonie vocali dei suoi tre cantanti il pezzo forte degli arrangiamenti.

 Questo disco costituisce un passo indietro rispetto ai tre precedenti dischi dei TDN.

La recensione analizza 'Harmony' dei Three Dog Night, lodando le armonie vocali e la presenza dei tre frontman. Il disco si distingue per le molte cover, ma viene giudicato inferiore ai lavori precedenti nonostante la presenza di singoli di successo. Alcuni brani convincono, altri risultano poco incisivi, lasciando una sensazione di passo indietro rispetto al recente passato della band. Scopri se le celebri armonie dei Three Dog Night bastano a rendere memorabile questo album!