Fabrizio, eclissandosi in un tempo vagheggiato appena, cantava di come al cangiarsi tiepido della stagione ed al non bussar della Primavera, Maria giacesse come oggetto abbandonato, china e tacita, nel Tempio. E di come di metafora in metafora e di sogno in sonno si travasasse la vita.
Ma le stelle che, contendendosi la nerezza del cielo, guidavano un vecchio falegname col suo cammello dal passo sempr’eguale, guidavano ancora il gioco stesso di queste metafore lisce e perfette.
E con parola cesellata ed apofatica, mondata d'alterigia, della morte umana e della vita e del doloroso battere d'un cuore di di trucioli e di ferro e delle speranze ardenti e dell'emozione superna che a dirne le ragioni la voce s'impietra; di questo parla Fabrizio, e d'umana sembianza sono la gioia ed il dolore, sopra ad ogni cosa rilucenti in queste parole nitide e terse.
"La buona novella non è un atto di accusa contro la figura di Gesù, ma un pugno nel cuore della cristianità e non del cristianesimo."
"Colui che - forse - nessuno riuscirà a far ritornare, e che ci manca tantissimo."
"Non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio."
"Un'opera in cui si mischia perfettamente sacro e profano, denso di un messaggio universale di amore e fratellanza."
Senza dubbio ti rispondo: La Buona Novella, è quello più ben scritto, meglio riuscito.
La Buona Novella è uno dei massimi capolavori della Musica di ogni epoca.
Un uomo che ha cercato, un essere umano che ha vissuto, sofferto, viaggiato, sognato.
Questo disco mi ha fatto esultare, piangere, riflettere, bestemmiare. Mi ha insegnato un modo di amare.
La buona novella è una delle opere più difficili di Fabrizio De André; ostica non tanto per i propri contenuti quanto per la propria, radicale, scelta di forma.
De André fu capace come pochi di comprendere il segno del proprio tempo: nobile commentatore di un'epoca ferma a una concezione superficiale dell'uomo e del sistema.