Fetus 

Ritorno al Mondo Nuovo 

Interamente dedicato alla persona e all'opera di Aldous Huxley 

Prima prova sulla lunga distanza per Franco Battiato. Dopo una serie di singoli in umore beat, ecco il primo "esperimento" di una lunga serie di sperimentazione incise su disco tra il '72 e il '78 (gli altri dischi saranno Pollution, Sulle corde di Aries, Clic, M. elle le "Gladiator", Battiato, Juke Box e L'Egitto prima delle sabbie).

Gli 8 episodi dell' Lp (di cui ricordiamo la copertina, censurata all'epoca, con un feto ideato da Gianni Sassi, designer e ideatore dell'etichetta Cramps) sono tutti caratterizzati da una struttura musicale abbastanza ingenua, diremmo ora, ma che all'epoca suonava come un qualcosa di strano e assolutamente nuovo. Negli arrangiamenti il ruolo più importante è affidato al sintetizzatore VCS3, che insieme ad una strumentazione scarna composta da chitarre acustiche, batteria e violino, riesce a tessere originali e allo stesso tempo suggestive e allucinate trame sonore, in perfetta sintonia con i temi del disco.

Un battito di cuore, un delicato arpeggio di chitarra, la voce di Battiato che introduce al mondo di Fetus ("Non ero ancora nato che già sentivo il cuore che la mia vita nasceva senza amore, mi trascinavo adagio dentro il corpo umano già per le vene verso il mio destino"). Il viaggio ha inizio.

"...sarò una cellula fra motori, come una cellula vivrò...", la vita al microscopio di questa embrionale vita sembra già essere condannata all'infelicità, la malinconia segna la sua mutazione "contro il tempo che non vuole". Cariocinesi presenta un originale arrangiamento, una minimale sequenza di note di pianoforte per poi scivolare in un inconsueto country, il viaggio della nostra cellula è sottoposto al microscopio, dove si inizia a vedere la prima fase della metamorfosi. Energia parla di tutti quei figli mai nati per via della contraccezione mentre Fenamologia è il manifesto ideologico dell'album, l'emblematica frase "x1=Asen(omega t), x2=A sen(omega t + phi)" può essere considerata come l' enunciazione dell'intero disco. Un insistente riff di pianoforte introduce Meccanica, la traccia è divisa in due parti, la prima basata sul botta e risposta delle tastiere mentre la seconda è caratterizzata da un'agghiacciante e insistente sezione di sintetizzatore. Uno dei vertici del disco. La vita sta per vedere la luce. La fase finale del viaggio è dato da due tracce discordanti tra di loro, la prima, Anafase, è intrisa di speranza, di allegria nell'uscire e di aprirsi al mondo, la seconda e conclusiva Mutazione, rappresenta l'ipotetico pensiero che si ha una volta che siamo al mondo:sono stato voluto veramente da chi mi ha concepito o sono nato per errore?

 Le mode passano, i vari generi musicali sono destinati alla variazione, ma dischi come questo sono destinati a rimanere fissi nelle menti di tutti noi. Essenziale. Nient'altro da dire.

Carico i commenti... con calma