Nonostante gli scivoloni commerciali e gli alti e bassi ispirativi, Gianna Nannini ha saputo costruirsi una carriera piuttosto apprezzabile (se si considera il panorama italiano popolare e di successo), affermandosi come prototipo italiano di rocker femminile (anche se di rock c'è ben poco), grazie soprattutto alla sua urlante voce roca.
Dopo un esordio dai toni più cantautoriali, dove sin da subito si richiama l'attenzione sui problemi della donna, visti da un'ottica strettamente femminile, con ottimi spunti anticonformisti e coraggiosi, la Nannini, con "California", del '79, avvalendosi per i testi della collaborazione di Roberto Vecchioni e sempre attenta alle innovazioni e ai suoni internazionali, inizia ad elaborare uno stile dove il rock si fonde alla melodia della tradizionale canzone italiana.
Prima di incidere "Puzzle", l'album della definitiva consacrazione commerciale (grazie sopratutto al singolo "Fotoromanza") e, forse il suo miglior album, "Profumo" (quello di "Bello e impossibile"), la nostra dà vita ad uno dei suoi più spigolosi e cupi album (o forse è meglio dire il meno solare): "Latin Lover", del 1982. Affidandosi a Connie Plank, già in cabina di regia dei Kraftwerk in "Autobahn", la Nannini mette a punto un suono e un rock molto elettronico e sperimentale, con una voce però sempre attenta alla melodia.
Non sono un fan della Nannini ma questo album è molto diverso dagli altri di questa artista (che inoltre è da segnalare per la recente cover di "Amandoti" dei CCCP, che ne dimostra l'apertura musicale) forse non il più bello ma sicuramente il più interessante, specie per chi ama l'elettronica...
Ascoltatelo senza pregiudizi.
Saluti.
Latin Lover è un rock energico, caratterizzato da cassa dritta e da un testo che ironizza sugli stereotipi del maschio latino.
Ragazzo dell’Europa è un piccolo grande miracolo; semplicemente da lacrime.