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Julie's Haircut
In The Silence Electric

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Continua senza pause il percorso sperimentale dei nostrani Julie's Haircut che ritornano dopo due anni di distanza da “Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin”, primo disco per la britannica Rocket Recordings, e primo ad avere una diffusione pressochè mondiale.

“In The Silence Electric”, seconda prova pubblicata dall'etichetta inglese, continua il percorso intrapreso oramai un decennio fa con la pubblicazione di “Our Secret Ceremony” ; percorso che, dalla forma canzone indie rock degli esordi ha da tempo inboccato un viaggio interplanetario verso un (retro)futuro fatto di tastiere cosmiche, clangori metallici, ritmiche motorik a profusione, ipnotici passaggi quasi ambient e molto altro.

Rispetto al precedente, sono meno i passaggi percussivi, in luogo di oasi ipnotiche e amniotiche (“In Return”), e quando le percussioni compaiono, sembrano passate sotto un trattamento elettronico, metallico che ricorda lontanamente qualcosa fra la new wave e il jazz cosmico (“Pharaoh's Dream"). Per il resto si conferma sempre centrale il ruolo delle tastiere, che a volte ricordano contemporaneamente le folate verso la Via Lattea di Klaus Schulze e le istanze ambientali(ste) del Brian Eno solista (“For The Seven Lakes”), in altri brani accompagnano brani rock psych distorti e inquietanti come “Until The Lights Go Out” o riverberati e acidi come “Sorcerer”. Novità, rispetto ai dischi precedenti, un approccio quasi anni '80 alla psichedelia, riscontrabile in “Emerald Kiss” conclusa dal sax di Laura Agnusdei (entrata in pianta stabile nella line up dallo scorso disco), il blues siderale e caracollante di “Lord Help Me Find The Way” che ricorda tantissimo il gospel psichedelico degli Spiritualized.

E allora sembra logico chiudere il cerchio con un brano che invece ricorda prepotentemente la catarsi rumorosa ed inebetente dei primi Spacemen 3 (“Anticipation Of The Night”) suggello ad un disco coeso e conciso, che legittima ancor di più il ruolo dei Julie's non solo all'interno del panorama musicale italiano ma, possiamo oramai dirlo, internazionale.

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Commenti (Otto)

ALFAMA
ALFAMA
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gli ho sempre trovati non saprei come dire , "incompiuti ".
Proverò sicuramente anche questo sperando che come dire " Chiudano il cerchio?"


psychopompe: Non so Alfa se ti possano convincere, forse il precedente più di questo
JonatanCoe
JonatanCoe
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Un nome ricorrente nelle mie preferenze dopo la scoperta di quel gran bel disco intitolato "Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin". Curioso d'ascoltare quest'ultimo lavoro.


psychopompe: beh se ti piace Invocation prova pure Ashram Equinox del 2013
JonatanCoe: Ottimo, messo in ascolto. Portati prepotentemente alla memoria, una delle tante band che mi ero ripromesso di sviscerare per bene.
JonatanCoe: Whattafuck , finito d'ascoltare Ashram Equinox, cosa m'ero perso... etereo come pochi e supportato da una ottima produzione, come sempre. Poi l'incipit di "Ashram" ha un qualcosa di solenne.
psychopompe: Ashram è quello che preferisco di loro, se trovi ancora il vinile ha tra l'altro un packaging clamoroso
JonatanCoe: L'immaginavo, già dal sound si evince una cura maniacale dei dettagli.
lector
lector
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Italiani brava gente!


musicanidi
musicanidi
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Volevo darti sei per il caracollante ma l’inebetente ti riporta a un cinque cum laude.

Le tue proposte sembrano sempre interessanti.

Proverò qualcosa.

Sarei quasi più interessato ad assaggiare qualcosa del tuo lavoro (se non ricordo male e, soprattutto, se non hai cambiato lavoro).

Se esiste un sito o un e commerce...proverei volentieri qualcosa.


psychopompe: Su Tannico e Call Me Wine trovi molti dei ns vini. Cerca Marche e Verdicchio e un'azienda che inizia con la G
nangaparbat
nangaparbat
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non sono mai andato oltre "è quel lurido clerk!". bella recensione.


bacquit
bacquit
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Tutto in inglese, e questi sarebbero italiani?
Come disse il mitico Toto' ma mi faccia il piacere


lector: "Lei è un cretino, s'informi!" (Totò)
HOPELESS
HOPELESS
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After Dark, My Sweet, Our Secret Ceremony (il mio preferito) e Ashram Equinox grandi album. Dal vivo visti due volte, la prima bellissima con Gabrielli al sax, la seconda di una noia soporifera, francamente. Mi sono sempre cresciuti in modo sinusoidale, sempre interessanti, tra l'altro fecero una cover di Miles Davis sorprendente. Mi è piaciuto pure questo. Psycho.


nick65
nick65
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Preferisco ashram, che, come dici tu, ebbe un gran confezione: LP turchese, cd, libretto con foto molto interessanti, vinse un premio proprio per la copertina; ho comprato anche questo, vinile verde, che apprezzo però solo un filino meno
Cmq tutta musica di alto livello
Grazie


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