Copertina di Korn Take A Look In The Mirror
Metal Man

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Per fan del nu metal, appassionati di musica alternativa e metal, ascoltatori interessati all'evoluzione delle band iconiche.
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LA RECENSIONE

Uscito nel 2003, "Take A Look In The Mirror" è un titolo emblematico: infatti questo è un album fondamentale per la discografia del gruppo più rivoluzionario dello scorso decennio. Dopo gli eccessi del precedente "Untouchables", i Korn hanno deciso di guardarsi allo specchio, di prendersi un momento di riflessione ed evidententemente, a giudicare dai risultati di questo lavoro, hanno riscoperto la motivazione, le idee, le intuizioni musicali che hanno reso "Korn" un lavoro fondamentale per capire le evoluzioni musicali del nuovo millennio.

"Take A Look In The Mirror" assume pertanto un importanza particolare per il gruppo di Davis e soci, affermandosi come una sorta di ritorno alle origini e di riscoperta del Korn sound più incontaminato. Basta sfogliare il booklet per accorgersi che i Korn di oggi si riflettono (attraverso lo specchio) nei Korn di ieri. Ovviamente da un gruppo geniale non è lecito aspettarsi una semplice riproposizione di schemi già ascoltati (e soprattutto copiati da migliaia di epigoni), per questo "Take A Look In The Mirror" rielabora le sonorità dei primi Korn caratterizzate da un mix di funky, hip-hop, death metal, violenza, brutalità ed estremismo alla luce di album come "Issues" e "Untouchables" che ci hanno invece mostrato il lato più melodico dei cinque californiani. A differenza di quanto accadde nel debutto (in cui l'inaccessibilità dei pezzi e la mancanza di una struttura melodica la facevano da padrone), queste tredici tracce sono caratterizzate da una perfetta fusione tra aggressione sonora e spunti melodici con un occhio di riguardo verso la forma canzone.
E' così che nascono pezzi imprescindibili come "Counting On Me", in cui balza immediatamente all'occhio il fatto che i Korn siano dei songwriter d'eccezione, o l'ottima "Right Now", dove viene riscoperto il gusto per riff killer ed immediatamente assimilabili. Tornano poi le cornamuse in "Let's Do This Now", ed anche i duetti con ospiti importanti come NAS nella cattivissima "Play Me", oltre alla voglia di stupire l'ascoltatore con canzoni ai limiti dell'ascoltabile come "Break Some Stuff". In tanta grazia la voce di Jonathan Davis torna a rifulgere di luce propria, riportandolo agli standard di "Korn" e facendogli ritrovare teatralità e capacità di emozionare nel suo districarsi tra passaggi melodici (che qui sono ancora più melodici) e momenti di furia incontrollata ed estrema (che qui sono ancora più estremi).

Con questo disco i Korn riacquistano lo scettro di portavoce generazionali, di coloro che sanno cogliere le emozioni, le frustrazioni, la rabbia e le paure di una generazione per poi convogliarle in un unico punto, in un'unica forma espressiva. La cover di "One" a chiusura del disco è una sorta di passaggio di testimone tra quello che rappresentavano i Metallica di "...And Justice For All" e quello che rappresentano oggi i Korn di "Take A Look In The Mirror".
In questo caso si può dirlo senza remore: intoccabili, sul serio.

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Riassunto del Bot

Take A Look In The Mirror segna il ritorno di Korn al loro sound originale, unendo aggressività e melodia con abilità compositiva. L'album riflette una ritrovata motivazione e ispirazione, riconfermando Jonathan Davis e la band come voci generazionali. Tra riff potenti e collaborazioni sorprendenti, il disco si impone come punto fermo nella discografia del gruppo.

Tracce testi video

02   Break Some Off (02:36)

03   Counting on Me (04:50)

04   Here It Comes Again (03:34)

05   Deep Inside (02:47)

07   Everything I've Known (03:35)

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08   Play Me (feat. Nas) (03:22)

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10   Let's Do This Now (03:19)

12   Y'all Want a Single (03:18)

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13   When Will This End / One (live) (14:23)

Korn

Korn sono considerati i padri del nu metal, nati a Bakersfield, California nel 1993, famosi per il sound rivoluzionario, la voce inquieta di Jonathan Davis, e testi spesso autobiografici e tormentati. Hanno innovato il metal mischiando funk, hip-hop e sonorità oscure.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  puntiniCAZpuntini

 "Se l'importante non è la caduta ma l'atterraggio, questa recensione è l'unica cosa degna di questo disco."

 "Nessuna azione da moviolone, ogni volta che 'atterro' dopo averlo sentito, non mi rimane nulla."


Di  TheSilentMan

 La musica che i KoRn suonano... è molto più pesante di death o black metal.

 'Y’all want a single' denuncia il music business in maniera eclatante.


Di  AR (Anonima Recensori)

 cazzo!che disco!sono veramente colpito da questo disco...COMPRATE!SPENDETE!SPUTTANATE i vostri soldi!

 Questo è un disco stupendo accompagnato dai singoli più belli right now e did my time...


Di  (sic)

 RIGHT NOW: Si inizia alla grande, cazzo!!! Basso a tutto gas, chitarre al massimo, batteria più che mai solida e voce perfetta.

 Dopo il brutto “Follow The Leader” ed i discreti “Issues” e “Untochables”, finalmente i Korn, nel 2003, si decidono a pubblicare un capolavoro degno del primo “Korn”.


Di  thetrooper

 Esperimento riuscito alla grande, non è certo alla pari del già citato e splendido album d’esordio, ma non presenta cedimenti e dimostra di essere uno degli album più compatti e aggressivi della band.

 Semplicemente un capolavoro è "Alive", canzone che risale al periodo di scrittura del primo disco ed infatti è molto in linea a quel leggendario album.