Lucio Battisti per la storia del pop, del rock e in genere di tutta la canzone italiana è stato importantissimo, anche in virtù di un lungo percorso artistico che lo ha portato a d imboccare strade diverse, toccando i generi più disparati, guidato da una passione innata per la musica e sempre alla ricerca della sperimentazione e di una nuova forma di canzone.
Partendo dai fine '60, passando per i '70, gli '80 e i '90, Battisti si allontana sempre più dalla canzone melodica radicata in Italia, prendendo le distanze anche dai cantautori più impegnati, dichiarandosi artista "disimpegnato", seppur di valore. In continua evoluzione, sempre con lo sguardo oltroeceano ed oltremanica e sempre più aperto ad armonie e stilemi non convenzionali. La sua passione per l'R&B, il beat, il prog, la psichedelìa, e poi per la dance, l'elettronica e la sperimentazione ermetica degli ultimi album, Battisti è stato fondamentale per smuovere qualcosa in Italia, per rendere la canzone sempre più discontinua e movimentata sul piano della struttura e della forma, proponendo un alternativa alla classica strofa-ritornello.
"Emozioni", del 1970, è il capolavoro del suo primo periodo, quello più lontano dagli sperimentalismi di album come "Don Giovanni" e più vicino alla canzone italiana, quello in cui interpreta i versi di Mogol, quello della sua ribalta nazionale. Eppure è in ugual modo rivoluzionario: innanzittuto è l'unico cantante pop di valore che si affianca con successo ai gruppi beat di solo cover che in quegli anni governavano il mercato discografico; poi vi è una cura strumentale basata più sul battito ritmico che sulla cantabilità fine a se stessa e tipica di certa musica italiana che ancor oggi purtroppo ha vita e che quindi ha rivoluzionato canoni ben consolidati; infine c'è quella voce non canonica e caratteristica, tagliente e unica che si pone come alternativa al bel canto all'italiana fatto di virtuosismi fini a se stessi.
A quest'album appartengono capolavori quali la scabra "Tempo di morire", la poetica e psichedelica "Emozioni", la bellissima "Fiori rosa, fiori di pesco" ed altre canzoni capaci di rimanere per decenni radicate nella memoria di tutti gli italiani.
Amici, debaseriani, Castaldo: questa è musica, tutto il resto, come diceva Shakespeare, è silenzio.
Chi non possiede questo bellissimo album non possiede, nel senso più alto del termine, la Leggenda.
"Questo cd è frutto del lavoro di un Mogol ispiratissimo e di un Lucio Battisti in un momento a dir poco straordinario."
"La canzone più bella della storia musicale nostrana, 'Emozioni', con questo dolcissimo brano Battisti e Mogol hanno raggiunto l'apice del successo arrivando a livelli vertiginosi."
Non si possono cambiare i sentimenti così, da un momento all’altro.
La tristezza di cui si parlava prima, se è quella che conosco io, non fa rumore. È soffice, come la neve.
'Emozioni' rimane ancora il meglio del meglio espresso da Battisti negli anni con Mogol.
Una miscela di Rock e Rhythm 'n' Blues, per cui la voce personale di Battisti era perfetta, e i testi che parlavano del quotidiano e dei sentimenti erano da manuale.
Porta in Italia sonorità mai sentite prima.
Testi ricchi di vicende narranti di poca fedeltà coniugale e amori fugaci.