La lista d'ascolto


hellraiser

hellraiser : 1968 - 2018 Cinquant'anni e

| DeRango™: 18.34 Levitation   Isolabile

1968 - 2018 Cinquant'anni e non sentirli (49) #50enonsentirli... The Pretty Things - S. F. Sorrow [Mono Version]

BËL (09)
BRÜ (00)

zappp: ti becchi una belata al volo! Disco strepitoso, mai troppo chiacchierato e passato, meriterebbe assai di più.
Dislocation: Belo anch'io, eccheccacchio.
sotomayor

sotomayor : Una volta tanto propongo per

| DeRango™: 2.99 Levitation

Una volta tanto propongo per la rassegna #buzz un disco che già conoscevo ma che riproposto da @ALFAMA nei giorni scorsi ho riascoltato e riascoltato volentieri in questi giorni.

Dave Bixby - Ode To Quetzalcoatl (n-a, 1969)

"Ode To Quetzalcoatl" è chiaramente uno dei dischi culto della psichedelia folk degli anni sessanta. Uno di quesgli oggetti misteriosi e che per qualche ragione sono stati fortunatamente riscoperti nel corso degli anni. Dave Bixby viene dal Michigan, precisamente da Rockford nella zona dei grandi laghi. Influenzato sin da ragazzo dai Beatles e i Beach Boys si avvicina chiaramente alla cultura psichedelica di quegli anni, è solo un ragazzino quando si avvicina alle droghe, comincia a fare uso di LSD e finisce anche in prigione. Poi nell'inverno del 1968 si avvicina alla religione e questa cosa in qualche modo segna in lui una specie di rinascita dopo un periodo in cui la droga lo aveva davvero buttato giù. È in questo periodo che scrive "Ode To Quetzalcoatl" immaginando Quetzalcoatl come una specie di Cristone che cammina sull'America. Suona le sue canzoni nel suo gruppo di preghiera prima di registrare il disco. A differenza di quello che si possa pensare è un disco legato a tematiche di tipo religioso e che parla di rinascita. La sua genesi è tanto incredibile quanto la sua storia: chiaramente Dave non avrebbe mai immaginato che questo lavoro che racconta come sia stato registrato e concepito in un momento in cui i suoi amici morivano in Vietnam oppure ritornavano dal Vietnam completamente cambiati e di come lui cercava di aiutarli a evitare il suicidio dopo essere cresciuto con un padre profondamente ferito dalla partecipazione alla seconda guerra mondiale. Mentre l'uomo metteva il piede sulla Luna. Nel mentre anche lui scriveva un pezzo rilevante della storia della musica. Non lo sapeva. Non lo sapeva nessuno. Tutte le canzoni sono praticamente dei capolavori ma se devo menzionare quella che mi piace più di tutte: "Free Indeed".

DAVE BIXBY ~ Free indeed

#folk #psychedelia #quetzalcoatl

BËL (02)
BRÜ (00)

Lao Tze: è bello, anche se la prima volta mi sono mezzo addormentato prima della fine. E' un disco che forse andrebbe ascoltato in gruppo, in penombra, fra arazzi aztechi e incensi e decorazioni floreali. E fatti.
sotomayor: Confesso che in questi giorni lo ho ascoltato a basso volume anche durante la notte. Sia questo che quello ultimo di Linda Perhacs. Ovviamente volume molto basso... Però belle suggestioni proprio in quella atmosfera prima di addormentarsi.
sotomayor: "Confesso". :) Come se fosse un reato.
ALFAMA: "Free Indeed" è molto primo Velvet Underground, la immagino cantata da Nico
sotomayor: Vero. Mi colpisce comunque molto il verso "So then I changed my style, it took me a little while, but I made it." In realtà dischi come questo che hanno un contenuto diciamo sofferto rivelatore mi colpiscono sempre molto per ovvie ragioni personali, sentendo una certa vicinanza alle sofferenze dell'autore e provando a capirne i processi (sarebbe buono anche intraprendere lo stesso processo di rivelazione, ma sticazzi, non è così facile).
zig

zig : Tuxedomoon - In a Manner

| DeRango™: 20.70 Levitation   Consigliata


BËL (09)
BRÜ (00)

Dislocation: Stupenda e scura come si deve... bellissima anche nella versione di ML Gore.... Martin Gore - In a manner of speaking
zig: È vero, di cover ne hanno fatte diverse. Preferisco l'originale per una serie di ricordi personali non intercambiabili.
Dislocation: Non faccio nessuna fatica a capirti. Classe '63. Tu?
zig: Sono cresciuto ascoltando Punk e New Wave. Classe 1967.
Dislocation: Ed eccoci.
ALFAMA

ALFAMA : Beautify Junkyards "Rainbow Garland"

| DeRango™: 0.00 Levitation

ALFAMA

ALFAMA : Officer!- V.I.M. Sono innamorato di

| DeRango™: 0.85 Levitation

Officer!- V.I.M. Sono innamorato di questo disco. Io ti conosco, non so chi sei, ma lentamente ti adoro. Una sorta R.I.O in chiave pop, se si aprono bene le orecchie e si elimina ogni forma di pregiudizio, io elimino ogni forma di indicazioni e nel assoluto mistero è una cosa almeno molto interessante

BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA: Poverina cerca di fuggire, ma perchè fuggir lentamente con il piede sinistro con una fanfara di fiati sinistri ? DISCO MOLTO CONSIGLIATO
ALFAMA

ALFAMA : Friendsound - Joyride 1969 Ascolto

| DeRango™: 5.15 Levitation

Friendsound - Joyride 1969 Ascolto questo disco da un mesetto e tutto sommato sono arrivato alla conclusione che sia molto degno di nota. Cavolo quante cose esistono, cose molti interessanti, strane, affascinanti. Molto bello scoprire musica a caso e poi ti ritrovi fra le mani manufatti molto, molto e molto

BËL (02)
BRÜ (00)

ALFAMA: @[sotomayor] tu li conoscevi ?
sotomayor: No ma me lo sono procurato, lo ascolto sicuro in questi giorni!
ALFAMA: Più ascolto questi grandi lavori e più percepisco la grandezza deib Pink Floyd. Magari sbaglio, ma credo che un fondo di verità esiste. Per nostra fortuna molto in fonda,verità parallele. Bello, senza ulteriori commenti
Dislocation

Dislocation : Glenn Branca - The Ascension

| DeRango™: 8.29 Levitation   Isolabile

Glenn Branca - The Ascension

San Glenobranca, Maestro del Rumore, Gran Cerimoniere del Fidbec.

BËL (05)
BRÜ (00)

Battlegods: Album fondamentale per tutti e tutto. Anche "Lesson N. 1" merita!
Dislocation: Assaje.
Battlegods: Ascolto sempre anche i Theoretical!
ALFAMA: Ma anche la n° 3 non è male, invece di esplodere implode con cento chitarre Glenn Branca - Symphony No.3 (Gloria) - First Movement
Dislocation: Il vecchio Branca è sempre da ascoltare e con grande attenzione, a volte ci trovi persino dei barlumi di melodia, quasi dolcezza..... ma dipende anche da quale alcoolico hai in corpo nel momento dell'ascolto ed anche in che quantità ne hai assunto. Per tacer delle sostanze psicotrope.
ALFAMA: Ma guarda che la dolcezza esiste anche nel miglior noise, non devi cercarla è lei che si insinua lentamente nella tua mente e poi dimentichi quello percepito dal tuo vicino. La melodia non esiste,esiste solo che senti.
Dislocation

Dislocation : New Trolls - 3° tempo

| DeRango™: 11.36 Levitation

New Trolls - 3° tempo - moderato - Fare you well dove

SETTIMANA NEW TROLLS: Concerto grosso n. 2 - Moderato (Fare you well dove).... Sempre l'anima prog dei NT....

BËL (06)
BRÜ (00)

sotomayor

sotomayor : Oggi ho una bella proposta

| DeRango™: 3.00 Levitation

Oggi ho una bella proposta per la rassegna #zot2017 e che piacerà agli appassionati a una certa psichedelia Made In USA sperimentale degli anni sessanta riproposta oggi con un certo vigore.

Worthless - Barrel Of Barrows (Beyond Beyond Is Beyond Records, October 06, 2017)

Un dischetto molto molto interessante pubblicato su Beyond Beyond Is Beyond Records lo scorso ottobre. Si tratta di un mini album dei Worthless, collettico psych di Brooklyn, New York composto da una pluralità di musicisti e con una attitudine nei confronti del genere psichedelico che affonda le sue radici alle origini del genere e ai momenti più sperimentali negli Stati Uniti d'America degli anni sessanta. Composto da quattro canzoni, a parte "RIPPS", il pezzo diciamo più convenzionale e ispirato a una neo-psichedelia del tipo Night Beats oppure Psychic Ills con un certo sound beat che riprende il garage anni sessanta, le altre composizioni sono praticamente brani strumentali di lunghezza variabile dai due minuti di "End of the Beginning" (un breve scorcio di reminiscenze floydiane) agli otto di "5 and a Half Time I Left That Message" e i 12-13 minuti di "Song For Organ No. 1" e in cui il gruppo dà sfoggio di tutte le proprie capacità tecniche e della propria inventiva pescando a piene mani nell'immaginario USA degli anni sessanta e combinando sonorità western morriconiane con quella psichedelia fuori controllo degli United States of America. Molto interessante. L'unico peccato è che si tratti solo di un mini-album, quindi non ci resta che aspettare la prossima pubblicazione per poter avere un godimento ancora maggiore.

#vintage #psychedelia #nyc

Barrel of Barrows | Worthless
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor

sotomayor : Monento jangle-pop per la rassegna

| DeRango™: 2.27 Levitation

Monento jangle-pop per la rassegna #buzz con un disco che definirei, citando @[luludia] "un sacchettino di coloratissime caramelline psicopop". Disco, ovviamente, suggerito dal nostro John Peel, Mr @[ALFAMA].

Fapardokly - Fapardokly (UIP, 1967)

I Fapardokly furono uno dei tanti progetti del musicista Merrell Wayne Fankhauser (nato a Louisville nel Kentucky il 23 dicembre 1943). Le 12 canzoni che fanno parte del LP eponimo furono registrate ai Palmdale Studios in California e inizialmente diffuse a nome Merrell & The Exiles. In verità di fatto i Fapardokly non sono mai esistiti veramente, il disco è una raccolta di canzoni scritte da Fankhauser e registrate con diverse formazioni e musicisti tra il 1965 e il 1966. Tra questi vi furono anche John French e Jeff Cotton che si unirono alla Magic Band di Captain Beefheart. Il sound delle dodici canzoni è tipicamente sixties e influenzato dalle diverse correnti del pop psichedelico di quegli anni, il surf-rock, il jangle folk-rock. Fankhauser da una parte riprendeva il rock and roll più generico degli anni cinquanta e dall'altro rilanciava con le ballate folk psichedeliche tipiche degli Everly Brothers e la psichedelia dei Byrds. Possiamo riscontrare somiglianze con alcuni momenti del sound Beatles e magari con i Buffalo Springfield. Si tratta in ogni caso probabilmente di un disco forse elementare, in cui si era sviluppata solo una forma embrionale della pop psichedelia, ma non per questo poco soddisfacente. Al contrario oserei dire che in questo disco ci sono solo belle canzoni. Che cosa chiedere di più.

#janglepop #sixties #psychedelia

FAPARDOKLY full album - vinyl Psycho reissue (HD)

BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: pane per i nostri denti...
ALFAMA

ALFAMA : The Soundcarriers - Boiling Point

| DeRango™: 3.00 Levitation

The Soundcarriers - Boiling Point (by EarpJohn) Gran bel disco "Entropicalia" del 2014. La sperimentale psichedelia dolcemente acida di band fine 60 tipo i United States Of America abbraccia i paesaggi in Cinemascope dei Broadcast, Stereolab e affini.

BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA

ALFAMA : - Divine Soma Experiment -

| DeRango™: 0.00 Levitation

- Divine Soma Experiment - 02 - Somae disco dedicato albert Hofman che ci ha fatto da guida nella terra dei dragoni

BËL (00)
BRÜ (00)

ALFAMA: fra parentesi ho il vinile originale N. 01 della "Divine", metà anni 90
ALFAMA: ma non ho il piatto.
ALFAMA

ALFAMA : CA QUINTET-Cold spider Ecco un

| DeRango™: 3.00 Levitation

CA QUINTET-Cold spider Ecco un classico dimenticato semplicemente perché teneva due piedi in un sola scarpa. Credo che meriti molto.

BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA

ALFAMA : Jean Cohen Solal Algeria, 1973

| DeRango™: 5.44 Levitation

Jean Cohen Solal Algeria, 1973 Captain Tarthopom Disco fantastico. Canterbury sguazza nelle acque del mediterraneo dimenticando le terre verdi.

BËL (02)
BRÜ (00)

ALFAMA: Disco molto bello, dal sapore marinaresco e poi credo quello strumento basso , tuba fagotto, controfagotto? che marca il ritmo su percussioni esotiche. Insomma io trovo che sia un lavoro tutto da scoprire. Per dire io lo conosco per caso girando su YT e si fanno dei bei incontri.
ALFAMA

ALFAMA : Friendsound - Childsong ma che

| DeRango™: 3.00 Levitation

Friendsound - Childsong ma che cavolo di disco del 1968, per me una bella scoperta

BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA

ALFAMA : the gris gris - raygun

| DeRango™: 6.00 Levitation


BËL (02)
BRÜ (00)

sotomayor: Questi li conosco. Niente male. Chissà se sono ancora attivi.
ALFAMA: @[sotomayor] non credo., grandi dischi. Il tipo Greg Asheley ha fatto un paio di buoni lavori di sabbioso folk, flussi di coscienza Low -fi . Poi Ha cercato il salto di qualità è si è perso nel nulla Greg ashley - Medicine Fuck Dream
sotomayor

sotomayor : Una volta tanto propongo sempre

| DeRango™: 4.23 Levitation   Consigliata

Una volta tanto propongo sempre su suggerimento di @[ALFAMA] (che aggiorno sempre sulle mie considerazioni per quello che riguarda le sue proposte) un disco per la rassegna #buzz che è completamente "Made In Italy". Si tratta di un disco del collettivo The Braen's Machine, dietro il quale pare si "nascondessero" Piero Umiliani e Alessandro Alessandroni. Un disco che comunque è sorprendere per la qualità dei suoni e i momenti più sperimentali in bilico tra new age e musica progressive e krautrock. Buon ascolto.

The Braen's Machine - Underground (Liuto Records, 1971)

Un disco per molti anni considerato una specie di mistero. "Underground" usciva nel 1971 per l'etichetta italiana Liuto di proprieta di Piero Umiliani. Il disco, considerato da molti come una specie di esercizio di stile, è stato pubblicato a nome Braen's Machine. I brani sono firmati tutti da Braen e Gisteri, due pseudomini dietro i quali si suppone si nascondessero proprio Piero Umiliani e il suo collega e direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore Alessandro Alessandroni. Quello delle parti fischiettate nella trilogia del dollaro nelle colonne sonore di Morricone e che pare Fellini avesse soprannominato "Fischio". Come siano andate le cose comunque esattamente non lo so e non so chi siano tutti i musicisti che abbiano preso parte al progetto. Quello che è sicuro è che questo disco qui è qualche cosa di incredibile. Attingendo a piene mani dal patrimonio culturale musicale sviluppato negli anni nella creazione di colonne sonore di diverso genere e da esperienze sperimentali del Nord Europa e in particolare del kraut-rock tedesco, il disco è una sequenza di tracce in cui tutti i musicisti danno sfoggio delle loro capacità tecniche e della loro inventiva. Il sound del disco è fatto di chitarre rock acidissime, ritmi di batteria variabili e che alternano il 4/4 del Motorik kraut con sperimentalismi ambient, il basso che detta tempi funky e allo stesso modo si adegua a momenti più sincopati fino al jazz e al fusion e al progressive. L'uso delle tastiere è sempre fondamentale e centrale ma mai invasivo e non si impone mai sul resto della strumentazione. Tutto è perfettamente coordinato in un disco che a volere essere critici e cercare per forza qualche cosa che non vada bene, gli si può al massimo criticare la eccessiva perfezione.

The Braen's Machine - Underground (1971) [FULL ALBUM]

BËL (03)
BRÜ (00)

ALFAMA: Sempre utilissimo, io pesco i dischi in rete li ascolto per un periodo ma non mi prendo la briga di cercare notizie. Questi credo grande fonte per i Calibro..... qualcosa
sotomayor: Vero, i Calibro 35. Molto apprezzati dalla critica e dal pubblico tra l'altro. Sicuramente bravi ma non hanno diciamo inventato nulla di nuovo. Comunque disco veramente misterioso e particolare questo qui.
ALFAMA: Il classico unico e irrepetibile, ma che testa avevano i due presunti artefici ? Umiliani è uno dei più grandi di sempre e Alessandroni idem
sotomayor: Da quello che si racconta fu praticamente una specie di session. Non dico tutto frutto di improvvisazione ma sicuramente non qualche cosa di studiato a tavolino. Chissà. La verità non la conosce nessuno ancora oggi. Sarebbe curioso sapere tutti i retroscena.
ALFAMA: @[sotomayor] conosci questo ? Alessandro Alessandroni (Italia, 1982) - Light and Heavy Industry
ALFAMA: Industrial lounge !
sotomayor

sotomayor : Oggi #zot2017 vi porta in

| DeRango™: 0.88 Levitation

Oggi #zot2017 vi porta in Giappone con una delle band neo-psichedelica del paese del Sol Levante che stanno riscontrando più seguito nel mondo occidentale e che hanno pubblicato di nuovo un piccolo gioiellino su Beyond Beyond Is Beyond, una delle nostre etichette preferite.

Sundays & Cybele - Chaos & Systems (Beyond Beyond Is Beyond Records, February 24, 2017)

'Sundays & Cybele' è un film francese del 1962 (titolo originale: 'Les dimanches de Ville d'Avray') conosciuto in Italia come 'L'uomo senza domani' e diretto da Serge Bourguignon, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero. Interpretato da Hardy Gruger, il film è un dramma ambientato in Francia nel dopoguerra in cui un uomo che ha perso completamente la voglia di vivere, ritrova un senso alla propria esistenza prendendosi cura di una bambina rimasta orfana fino a un'inevitabile fine tragica tipica di una certa visione fatalista del cinema francese. Sundays & Cybele è anche il nome di questa formazione garage psichedelica di Tokyo, Giappone (Kazuo Tsubouchi, Yoshinao Uchida, Syota Mizuno, Eiichi Kageyama) che incamminatasi sulle orme dei Kikagaku Moyo e stabilmente nel roster Beyond Beyond Is Beyond Records, ha pubblicato l'ultimo album lo scorso febbraio. 'Chaos & Systems' è un disco sicuramente interessante e in cui il gruppo capitanato da Kazuo Tsubouchi combina sapientemente suoni psichedelici con la tradizione giapponese. Notevole la traccia introduttiva e che dà il nome all'album in particolare, con un uso di percussioni tradizionali, un potente sound del basso e un synth che ricorda gli Yellow Magic Orchestra e un cantato recital assolutamente ipnotico. Una fusione tra passato e tradizione e suoni psichelici che è una caratteristica di tutto l'album come nella 'sgangherata' psichedelia garage di 'Brujo' e la lunga 'Paradise Come' che ricorda una lunga session dei Pink Floyd anni settanta. Effettivamente una 'colpa' e un limite che riconosco a questo gruppo è quello di eccedere in alcuni virtuosismi e riferimenti a un acid rock anni settanta (limite che avevano anche i Kikagaku Moyo e che è legato proprio a una tradizione nella psichedelia giapponese, leggete pure Julian Cope per saperne di più) e che si ripetono in canzoni come 'Butterfly's Dream' e 'Tell Me The Name Of that Flower'. Canzoni belle per un gruppo che secondo me ha grandi numeri ma deve ancora fare quel definitivo salto di qualità.

Sundays & Cybele - Chaos & Systems

BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA: Secondo me è quell' equilibrio precario che li rende interessanti, se facessero il salto di qualità perderebbero molto del loro fascino in qualche maniera esotico.
sotomayor: Forse hai ragione. Mi sa che rischierebbero di diventare una band dream-pop. FOrse anche quegli eccessivi virtuosismi di chitarra acidissima sono fondamentali per rendere ancora più caratteristico il loro sound.
sotomayor

sotomayor : La rassegna #buzz questa volta

| DeRango™: 3.00 Levitation

La rassegna #buzz questa volta ci porta direttamente in California, Orange County, sulla bellissima west coast. Un disco che, se chiudiamo gli occhi, possiamo sognare il mare e le onde del pacifico alle ore del tramonto e viali alberati che costeggiano la spiaggia con un sacco di belle ragazze che pattinano in costume e che non aspettano altro di dedicarsi alle attività consuete del posto: assumere acidi e praticare sesso libero.

Discone ovviamente suggerito da @[ALFAMA], il migliore dj del Debasio.

Beat of the Earth - Beat of the Earth (Radish, 1967)

Un esemplare unico nella psichedelia della west coast anni sessanta a opera di Phil Pearlman, personaggio fondamentale nella scena californiana (Electronic Hole, Relatively Clean Rivers...) che qui è coadiuvato nella realizzazione del disco dal tecnico Joe Sidore. Come molti dei dischi dell'epoca (vedi i Cromagnon), questo capolavoro è stato riscoperto tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta e oggetto di diverse ristampe negli anni. Direttamente da Orange County nella California meridionale, l'ensemble guidato da Phil Pearlman dà vita a questo disco eponimo che si compone di una unica composizione divisa in due parti ("This Is An Artistic Statement"). Una sessione scatenata di musica psichedelica ossessiva e garage quanto e più della "Sister Ray" dei Velvet Underground ma allo stesso tempo intrisa di quello sciamanesimo psychedelic-blues tipico dei Doors, senza contare il ruolo decisivo dell'organo elettrico. Il sound è sicuramente caratteristico della fine degli anni sessanta, quindi dire che questa opera fosse in anticipo sui tempi non sarebbe corretto: quello che possiamo dire però è che è stata sicuramente "puntuale". Un'opera dal valore universale che di conseguenza possiamo ascoltare ancora oggi e stupirci per la sua grande bellezza e inventiva.

“The Beat of the Earth” (Usa, 1967) de The Beat of the Earth

BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte: The Doors - Orange County Suite (Subtítulado en español)
ALFAMA

ALFAMA : 1969 Friendsound - Joyride

| DeRango™: 3.00 Levitation