Copertina di Muse Black Holes & Revelations
Adil

• Voto:

Per appassionati di musica rock alternativa, fan dei muse, amanti di sperimentazioni sonore e nuovi ascolti
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LA RECENSIONE

Ad un primo ascolto superficiale verrebbe quasi voglia di ribattezzarlo “a night at the disco” questo quarto lavoro in studio dei Muse. Ciononostante neppure la storpiatura di un famoso album dei Queen, band molto amata dal frontman Matthew Bellamy, basterebbe a cogliere l’eterogeneità che anima e contraddistingue Black Holes And Revelations dai suoi predecessori.

Il crescendo techno dell’iniziale "Take A Bow", così come il groove quasi parodistico di "Supermassive Black Hole" spiazzeranno più di un fan del trio inglese. La quarta traccia "Map Of The Problematique" è il primo centro pieno di Black Holes And Revelations grazie ad una perfetta commistione tra elettronica e rock: l’incedere nervoso della batteria ben si amalgama infatti con l’imponente “wall of sound” di tastiera e chitarra ai quali ci ha abituato Bellamy. L’attimo di quiete assicuratoci con l’innocua parentesi acustica di Soldier’s Poem allenta fin troppo la tensione, soprattutto a causa della successiva (e soporifera) Invincible che non vince e non convince affatto, a dispetto del titolo e del finale gratuitamente rumoroso e confusionario. Il riff principale di "Assassin", tipico brano convulso à la Muse, sembra un palese quanto ironico omaggio alla sigla del telefilm Supercar. La conclusiva "Knights Of Cydonia" è un compendio schizofrenico dei gusti musicali di Bellamy: all’incipit spaghetti western segue un coro con annessa esplosione di chitarre degno dei Queen di Bohemian Rhapsody.

Black Holes And Revelations costerà forse ai Muse la perdita di qualche fan ma quando si rischia veramente a livello artistico, come in questo caso, si ha l’impressione che il gioco valga la candela.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il quarto album in studio dei Muse, sottolineando la sua eterogeneità e il rischio artistico intrapreso dalla band. L'album combina elementi techno, rock e elettronica, con alcuni brani di grande impatto e altri meno riusciti. Nonostante qualche caduta di tensione e momenti soporiferi, l'opera mostra coraggio creativo, anche a costo di perdere parte del pubblico.

Muse

I Muse sono un trio britannico fondato nel 1994 a Teignmouth, noto per un approccio eclettico: dal rock alternativo all’elettronica, sinfonie barocche e derive pop mainstream. Celebri per live spettacolari, contaminazioni e testi distopici e paranoici.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  santi_bailor

 È proprio roba da far rompere i vetri, da far urlare i gatti, da unghia contro la lavagna, da tiggìquattrro insomma sono proprio contento.

 COME DITE ???? LORO NON VOLEVANO FARE UN CIDDI' NOISE ??? FATEMI CAPIRE.. MA ALLORA QUESTO È RUMORE !!! RUMORE!!!! ALLORA STO ALBUM FA CAGARE: 0 STELLE


Di  Zerstorer

 “Supermassive Black Hole è il brano peggiore dell’album, e loro cosa fanno? Lo pubblicano come primo singolo.”

 “Knights of Cydonia è un ottimo pezzo, il migliore dell’album: lungo, veloce e con una vena 'Epic'.”


Di  just_a_dream

 “Take A Bow è splendida e intrisa dell’album precedente, un’esplosione sensoriale di suoni spaziali e catastrofici.”

 “Con queste due canzoni si concentra l’intero disco: riflessioni sugli avvenimenti della guerra, alternando tocchi emotivi e arrabbiatura.”


Di  Roberto De Filippis

 I Muse non deludono.

 You must pay for your crimes against the earth.


Di  Jack Darko

 Quelle chitarre distorte mi afferravano e mi trascinavano nell'oblio, mentre il canto in falsetto mi incantava come una sirena.

 Sono sceso dall’astronave e la mia vita non era più la stessa.


Black Holes and Revelations ha 10 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.