Nick Cave & The Bad Seeds
Skeleton Tree

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Vi racconto una discussione (amichevole) avuta con un amico qualche giorno fa. Parlavamo dei miei problemi con la depressione e il mio perenne stato di ansia e di quanto io sia solito giudicare me stesso negativamente. Mi considero come se io fossi colpevole. Sono un peccatore, anche se non riesco ancora a capire esattamente quale sia esattamente il mio crimine.

Naturalmente lui ragionevolmente mi invitava a essere più indulgente con me stesso. Di riconoscere e accettare quelli che sono i miei limiti e che in fondo sono i limiti di ogni essere umano. Quindi mi ha detto qualcosa che non dimenticherò mai, sebbene io non abbia allo stato attuale quei mezzi necessari per comprendere appieno e fare mio questo suo 'insegnamento'. Insegnamento tra virgolette, perché del resto non è che egli si vanti o abbia la pretesa di essere un maestro o invece un professore. Mi ha detto semplicemente, 'Ascoltami. Pensi davvero che le nostre vite così ordinarie siano in fondo migliori della tua. Guardami, guarda quello che sono, ti parlo di me stesso. Sono sicuro che prima o poi capirai e riuscirai ad abbracciare te stesso e quello che sei e la vita intera. Io stesso ho perdonato me stesso perché non sono diventato un cow-boy, un astronauta, una fottuta rockstar... Tutto quello che avrei voluto diventare, quando ero un bambino.'

Faccio spesso un confronto tra quella che è la rock'n'roll musica e la figura della 'rockstar' e quello che è il pentimento, riconsiderare le cose, la redenzione. Questo perché penso che il rock and roll abbia un ruolo molto importante, centrale nella mia vita. Per me è lo stesso che per altre persone potrebbe essere la religione. Be', naturalmente non pretendo, non ho mai preteso di ricevere dal rock and roll regole di educazione etica e nessuna morale. L'unica cosa, la verità è che non vorrei essere lasciato da solo. Non voglio essere da solo, ma dall'altra parte avverto una spinta forte a distinguermi dagli altri e in un percorso identitario completamente scombinato, vorrei essere completamente me stesso e senza nessun condizionamento. Le cose sono complicate.

Che cosa, chi è veramente una rockstar? Il rock and roll può veramente salvare la nostra esistenza? Secondo Sonic Boom, ''Rock'n'Roll Is Killing My Life' ('Spectrum, 1990), per i Singapore Sling, 'Life Is Killing My Rock'n'Roll' ('Life Is Killing My Rock'n'Roll', 2004), Lou Reed molto più semplicemente diceva che la vita di Jenny fu salvata dal rock and roll.

Ecco. Lou Reed. Lou Reed per esempio secondo me è stato la più grande rockstar di tutti i tempi. Perché? Perché apparentemente aveva un ego gigantesco, e ce lo aveva sicuramente, ma in realtà era un uomo pieno di contraddizioni. Contraddizioni evidenti e che apparivano gigantesche e macroscopiche. Così gigantesche e macroscopiche che gli altri si rifiutavano di vederle. Andiamo, pensate davvero che Lou ci abbia raccontato sempre la verità in tutti i suoi dischi e le sue canzoni? 'Transformer', 'Berlin', 'Coney Island Baby', 'Rock and Roll Heart', 'Growing Up In Public' e ancora e ancora, quante cose contenute in questi dischi dicono veramente la verità su Lou Reed e quante cose ci dicono su chi egli fosse veramente. Nessuna e allo stesso tempo, paradossalmente, tutto. Lou Reed non è mai stato quell'uomo medio, quell'uomo ordinario e senza nessuna caratteristica speciale, uno che fosse semplicemente se stesso, come in quella canzone contenuta in 'The Blue Mask', ma in fondo non è mai stato veramente neppure quella rockstar dai comportamenti estremi e border-line che ha cercato di mostrarci per gran parte della sua esistenza. Era una persona solitaria, chiusa come un orso, il feroce e indomabile figlio di un ragioniere ebreo e che dichiarava che il suo unico dio fosse il rock'n'roll, quell'oscuro potere che aveva cambiato la sua vita. Quello che penso è che in fondo solo alla fine abbia veramente trovato la 'pace', il giusto compromesso all'interno del microcosmo della sua esistenza.

Nick Cave è stato probabilmente (sicuramente) la più grande rockstar degli ultimi trent'anni. È ancora probabilmente la più grande rockstar in circolazione. Lo è perché ha una grande personalità e un fascino magnetico e una presenza irresistibile. Ha costruito la sua figura mostrandocela come quella di un'anima dannata, canta di amore e di morte, di vita e di assassini e criminali. Si è posto su di un livello superiore a tutti gli altri, elevandosi a qualche cosa di irraggiungibile e nessuno può comunque in ogni caso negare due o tre cose: è un grande scrittore di canzoni, è un vocalist e interprete incredibile, ha un carisma come pochissimi altri nella storia della musica e anche per questo nel corso della sua carriera è sempre stato circondato da grandi musicisti che a loro volta avevano e hanno una grandissima personalità e carisma.

Ma chi è veramente Nick Cave. In fondo sappiamo tutto su di lui. Egli stesso direttamente a voluto a tutti i costi mostrarci tutto su di lui e le sue capacità come cantante, scrittore di canzoni, come scrittore e screenwriter, come attore. La sua immagine è quella di un uomo fiero, forte e dalla personalità oscura, una personalità dipinta a tratti marcati e dannatamente forti. È un lupo famelico, è uno stregone, che ulula alla luna e che nell'essere una divinità si oppone alla stessa figura di dio. In questo senso, con il documentario '20.000 Days On Earth' (scritto in collaborazione e diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard), presentato durante il Sundance Film Festival del 2014, una specie di dramma musicale in cui viene raccontata una 'finta' giornata di ventiquattro ore della sua vita nel periodo in cui registrava il disco 'Push the Sky Away', pubblicato nel 2013; da questo punto di vista, questo fu il momento più alto, il climax della sua autocelebrazione e della dimostrazione della sua forza davanti al suo pubblico. In questo stesso periodo scherzosamente paventò anche la possibilità di far erigere una sua magnificente statua completamente d'oro nella sua città natale, Warracknabeal, e che lo avrebbe visto raffigurato nudo a dorso di un cavallo ruggente.

Ecco che arriviamo a 'Skeleton Tree' (Bad Seeds Ltd.). Il suo sedicesimo album con i Bad Seeds uscito lo scorso settembre e il seguito del tanto acclamato, ma a mio parere mediocre e insufficiente 'Push the Sky Away'. Disco registrato in posto diversi, Brighton, Francia, Londra e prodotto dallo stesso Nick Cave con Warren Ellis (che ha scritto in pratica tutte le musiche) e Nick Launay.

Cosa dire su quest'album. In giro ho letto che non è stato molto apprezzato e che viene visto come un episodio a sé stante nella discografia di Nick Cave. Qualcuno mi ha detto che è la cosa più triste abbia mai ascoltato e questo è forse inevitabile, se consideriamo che in fondo le liriche dell'album parlino più o meno tutte della perdita e della morte (anche se lui non viene mai menzionato direttamente) del figlio di Nick, Arthur, deceduto tragicamente lo scorso anno.

Parliamo in questo caso di qualche cosa di molto personale e che in fondo è impossibile 'valutare', qualcosa a cui non possiamo dare un voto, come si pretende oggi di dare per forza un voto a tutte le cose. D'altra parte non possiamo non parlare di questo disco, perché è comunque un disco che Nick Cave ha voluto pubblicare, e pure alla luce di tutto quello che è successo conseguemente quella che possiamo definire una vera e propria tragedia.

Intanto il disco è per forza permeato da una certa atmosfera religiosa, un tema e un certo tipo di atmosfera comunque ricorrente nelle canzoni e nel pensiero di Nick Cave e anche nei suoi testi e in tutte le sue opere in generale. Il disco è poi accompagnato anche da un documentario, 'One More Time Feeling', che racconta della morte di Arthur e di tutto quello che è successo durante la fase di registrazione di 'Skeleton Tree', cominciata alla fine dell'anno 2014,

E sì, si tratta di un disco veramente differente da tutti gli altri dischi di Nick Cave. Molto più minimale e modulato con inserti di elementi della musica elettronica e ambient e l'uso estensivo di sintetizzatori, drum machine e loops. Un disco che definirei un mix tra la musica di avanguardia e la lunga tradizione della rock and roll music e di quelli che sono i contenuti storici del blues e della musica gospel. Le canzoni sono strutturate in una maniera anomala, che non segue nessuno standard particolare. L'album nel suo complesso è una vera e propria elegia in cui i contenuti fondamentali sono ovviamente i testi di Cave e la sua voce, meno feroce che in altre occasioni, ma forse ancora più espressiva e usata in una maniera che definirei 'ridondante', dove le parole rotolano e rotolano e scivolano l'una sulle altre, creando un effetto quasi ipnotico e coinvolgente, in modo tale da realizzare in questo modo una specie di 'transfer' e entrare in contatto con chi lo ascolta trasmettendo la propria sofferenza e i contenuti delle proprie canzoni in quella che invece che una commemorazione, cosa che probabilmente è anche, appare più una celebrazione. Una celebrazione della vita, fatta da un uomo che è sempre stato considerato come un eroe, qualcuno che pretendeva di essere un eroe egli stesso, ma che alla fine è sempre stato un uomo come tutti gli altri, e che in questo senso, qui e ora, cerca un contatto più umano con gli altri. Una persona che vuole toccare con mano se stesso e gli altri perché vuole sapere e sentire di essere vero. Che tutto quello che lo circonda sia vero.

Per l'occasione, i Bad Seeds sono Nick Cave (ovvio), Warren Ellis, Martyn Casey al basso e l'eterno capitan Thomas Wydler alle batterie. Completano il 'rost' Jim Sclavunos e il chitarrista George Vjestica. Ma ci sono anche altre collaborazioni. Tra queste, Else Torp, una soprano danese da Roskilde, che canta in 'Distant Sky', una delle canzoni più toccanti del disco e forse una delle più istituzionali, assieme alla grazie e l'eleganza di 'Girl In Amber' e la title-track. Anche se da un'altra parte dobbiamo considerare che in fondo in tutte le canzoni si avverte una certa dissonanza, le atmosfere sono sempre incerte e in qualche maniera volutamente indefinite. Sfumate.

'Magneto' comincia con una specie di monologo, una preghiera, un invito e finisce in una sfuggente confusione dove tutto è fluido e l'ascoltatore viene posto in uno stato di sospensione (vedi anche 'Rings of Saturn', il blues tribale 'Anthrocene'). 'Jesus Alone' (con alcuni eco dei primi Bad Seeds) e 'I Need You' sono due toccanti episodi nella storia della rock and roll musica di quest'anno e tra le migliori che ascolterete in questo ultimo periodo. Due delle più belle canzoni Nick Cave abbia mai scritto e cantato.

Sì, i giudizi su questo disco sono discordanti. Ovviamente ci sono sempre quella tipologia di critici che acclamano ogni nuova uscita dei cosiddetti 'big'. Penso ad esempio a roba tipo 'Rolling Stone' o simili. Dall'altra parte ci sono quelli che hanno voluto acclamare questo disco perché sono semplicemente dei grandi appassionati di Nick Cave tout-court o per l'interesse, più o meno morboso, per quelli che sono stati i recenti avvenimenti della sua vita e ci sono persone che invece proprio per questa ragione ritengono che Nick Cave non avrebbe dovuto comporre questo disco o che forse avrebbe dovuto fare un lavoro differente. Qualcun altro non vede continuità in questo disco per quella che riguarda la storia di NIck Cave come cantante e scrittore di canzoni e considerando i suoi lavori precedenti. Qualcuno avrà domandato a se stesso, 'Ma dov'è Nick Cave.' E immagino che a porsi questa domanda sia stato anche lui stesso medesimo, Nick Cave. Chi sono. Noi, tutti quanti e lui stesso per primo, vorremmo che lui fosse sempre e comunque per forza una rockstar. Ma essere una rockstar significa allo stesso tempo sia essere acclamato dalle folle, sia essere allo stesso tempo in qualche maniera sofferente. La croce è l'unica via. Come Gesù. Sei Dio e allo stesso tempo sei un uomo, ma la verità è che sei lo stesso che tutte le altre persone. Non ci sono competizioni e non ci sono confronti, ma deve esserci solo la ricerca di un incontro. Possiamo vivere la nostra vità in comunità e condividendo uno con'altro i nostri momenti di grazia e quelli di sofferenza.

Ritengo che molti non abbiano appieno compreso i contenuti di questo disco, io stesso magari potrei aver scritto solo un mucchio di cazzate,e perché questo disco sia il migliore di Nick Cave da un sacco di tempo a questa parte e un episodio speciale all'interno della costellazione della sua discografia. La grandezza di 'Skeleton Tree', del resto, sta esattamente nel fatto che è un disco nudo, che non ha solo a che fare con Nick Cave e la sua immagine e la sua storia e la sua vicenda personale, ma è qualcosa che ci tira in ballo e coinvolge tutti quanti.

È un disco che parla delle nostre esistenze. Ascoltatemi. Ieri sera ritornavo a casa dal lavoro. Camminavo da solo lungo la strada, avviandomi lungo la mia strada lentamente. Nella piazza dove c'è la chiesa, il giovane prete parlava al microfono davanti alla folla composta da donne e uomini di tutte le età sotto la grande ombra del Cristo Redentore. Un ragazzo moriva di overdose e il prete parlava del valore della vita e della morte e puntava il suo dito contro il consumo di droghe e contro chi isola e abbandona queste persone, rivendicando la centralità della famiglia e del contatto tra gli uomini. Ma io non faccio parte della sua chiesa. Dall'altro lato della piazza, gli spacciatori siedevano sulle loro motociclette fumando sigarette completamente indifferenti a tutto quello che stava succedendo. Un predicatore di Dio, all'angolo della strada, parlava di Gesù e cantava le sue canzoni di redenzione e di amore verso Gesù. Ma io non appartengo a Gesù. Anche se lo rispetto. Il vecchio era buttato a terra sull'asfalto, disteso e rannicchiato su se stesso e quasi completamente privo di sensi. Era ubriaco. Mi sono fermato, ho provato a scuoterlo e poi con forza l'ho tirato su, non è stata la prima volta, e l'ho aiutato a mettersi seduto con le spalle al muro. Non avevo nulla da offrirgli e tutti i negozi erano chiusi, ma mi ha chiesto una sigaretta. Gliel'ho accesa e abbiamo fumato assieme. Gli ho chiesto se andava tutto bene e lui mi ha risposto di sì, e l'ho lasciato stare lì anche se sapevo che in fondo non c'era proprio nulla che andasse bene. Un cazzo. Ho aperto il portone di casa e ho salito gli scalini piano uno alla volta. Ho aperto la porta. Mi sono tolto le scarpe e ho preso del cibo dal frigorigero, che ho consumato lentamente guardando distrattamente che cosa passava alla televisione. Mi sono sentito completamente solo e lo ero, ma per fortuna mi sono addormentato presto sulla poltrona prima di autocommiserarmi troppo e ho dormito di fila tutta la notte fino al momento in cui il sole è sorto di nuovo e è cominciata una nuova giornata.

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Commenti (VentiTre)

hjhhjij
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Oddio se è lunga. Me la leggo tutta per benino dopo, con calma. Questo deve essere bello. Il precedente lo era. Se l'ascolto confermerà le sensazioni allora avremo un Cave davvero tornato ad alti livelli (per alcuni qui sul Debbio non è mai nemmeno sceso, per me si, ma vabè).
BËL (00)
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aleradio
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Soto non ho ancora letto. Ti dico solo che avevo il bestemmione sulla punta della lingua perché ci ho messo centottanta secondo solo per scrollare la pagina. Per adesso vedo che hai riempito il disco di stellette quindi già tvb.
La leggo, e poi a Natale, quando ho finito, ripasso.
BËL (01)
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aleradio: secondi
sotomayor: Ti aspetto sul presepe, accanto al bue e l'asinello. Oppure al posto di uno dei due.
sotomayor
sotomayor Divèrs
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Chiedo agli editor di editare (per forza) il titolo del disco, che ho dovuto accettare di default dal Debasio. Il titolo è ovviamente 'Skeleton Tree' con la 'T' maiuscola.
BËL (00)
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sotomayor: Richiamo un'altra volta, rispettosamente, all'ordine gli #editors .
Pinhead: Non il cancelletto, la chiocciolina, @[editors]
sotomayor: Non ero sicuro quel profilo fosse ancora attivo e usato. Quindi pensavo di usare l'etichetta per richiamare l'attenzione. Oddio, non che la questione sia di vitale importanza. Beninteso.
Pinhead: Ma infatti, mi sa che non esistono più gli editors, dovresti provare con chiocciolina G o chiocciolina Flo.
sotomayor: Non volevo rompere le palle a Flo infatti. :) Se passa da qui e legge, ok, altrimenti fa niente. La 'quoto' troppe volte per delle seccature.
G: #fatto ci piace la precisione
sotomayor: Grazie maestro.
iside
iside Divèrs
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le considerazioni su questo lavoro sarebbero un po' troppo personali. se fosse possibile vi rimanderei ad un vecchio editoriale.
BËL (00)
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sotomayor: Credo di ricordare l'editoriale cui tu faccia riferimento. Qualcosa di sei oppure sette anni fa. Nel merito non saprei che cosa dire, c'è comunque uno staff nel merito che prende delle decisioni e può decidere giustamente di volta in volta se pubblicare una recensione, se non pubblicarla, se pubblicarla tra i DeCasi. Qualunque fosse stata la loro scelta, la avrei rispettata adeguandomi alle regole della community. Voglio solo dire, rispettando il tuo commento, che le considerazioni su questo lavoro sono per forza personali. Come potrebbe essere altrimenti? Nel caso, la prossima la faccio scrivere a qualcun altro.
iside: ascoltando il nuovo lavoro di Nick mi è venuto il mente il fatto che io non ho mai chiesto ai miei genitori: "com'è perdere un figlio di 16 anni?" sarà che quando son diventato padre non avevo più i genitori...ecco io ora a mio padre la domanda gliela farei ma non è più possibile...allora ho scritto la "non recensione" l'ascolto di iside: ho scritto una non recensione.… PS l'editoriale era: Luglio 77 di isidax.
sotomayor: Commento rapidamente che sto uscendo (non a fare una passeggiata, come mi suggeriscono un commento più giù). Conosco l'editoriale, se ricordi, ne parlammo lungamente anche su Facebook e sai bene quanto io ti rispetti e abbia rispettato e apprezzato i contenuti del tuo editoriale. Se in qualche modo i contenuti di questa recensione ti hanno toccato in maniera negativa, me ne rammarico, sinceramente penso che quello che sia accaduto a Nick Cave e come a tante altre persone, sia qualche cosa di terribilissimo. Non volevo essere o apparire sufficiente, ma se è successo e ho in qualche modo toccato la tua sensibilità, mi dispiaccio moltissimo. Spero tu sappia che non era affatto mia intenzione e che non banalizzo in alcun modo la tragedia personale di Nick Cave come quelli che possono essere i grandi e piccoli drammi di chiunque altro. Un abbraccio Dax.
iside: figurati, la tua recensine non l'ho letta, troppo lunga, è il disco di Nick che mi ha colpito profondamente nonostante io l'inglese lo capisca più no che sì. sarà l'atmosfera greve che crea...
sotomayor: Solo adesso ho capito il tuo commento. Non ti va di commentarlo e di parlare di questo disco, perché sarebbe una cosa troppo 'forte'. Perdonami, in un primo momento avevo completamente frainteso. Respect.
RIBALDO
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vatte a fa na passeggiata
BËL (00)
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assurdino: In effetti passeggiare è più salutare che scrivere recensioni...molto, molto di più.
sotomayor: Mo vado.
IlConte
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Caxxo avevo scritto un poema ho cancellato senza volere sarà destino avevo diviso in tre l'opera la figura della rockstar e le tue emozioni che rivivo - io le ho vissute e anche tuttora davvero pesantemente - ma la questione e' lunga e molto personale per ora un abbraccio chissà magari un giorno discuteremo di quello della figura della rockstar e di Nick Cave
Tornando al "tecnico" di DeBaser scrivi sempre molto bene per me alla grande... Il disco non l'ho sentito e non conosco così a fondo Nick Cave come tutti voi
BËL (01)
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sotomayor: Sicuramente capiteranno altre e altre occasioni per discutere della figura della rockstar e di Nick Cave e, perché no, anche di tutte queste emozioni più o meno turbolente che possiamo alla fine anche chiamare vita. Pure se questa a volte vuole essere chiamata amichevolmente, 'vita di merda.' Ciao conte. :)
IlConte: Ho appena letto sei anche interista?!? Troppe cose ci accomunano per fortuna tua non l'età io vado per i 50. Nella mia inutile ma goliardica vita ci sono stati anche 10 anni in curva nord in giro per Italia ed Europa ... Ovviamente come cane sciolto sono io il capo di me stesso folle fragile insicuro ma sono io...
sotomayor: Sei una specie di mio fratello gemello nato con una ventina d'anni d'anticipo. Sono anche interista, sì, un difetto che mi porto dietro da un bel po' di anni, anche se purtroppo per questioni logistiche e geografiche non riesco a seguire la squadra dal vivo: sono nato e abito a Napoli. Ultima volta a San Siro, quattro a zero nel derby con il Milan nell'anno del triplete. Spettacolo. Comunque, faccio un po' di spam e pubblicità, scrivo regolarmente di calcio (soprattutto e specialmente di Inter) su questo mio piccolo blog: FROSBILL 2.0
IlConte: Ti vado a leggere sicuro allora! Pensa che ho smesso di andare per l'ansia che mi veniva attacchi di panico tachicardia già sono così e come ogni cosa vivevo troppo le partite oppure dovevo alcolizzarmi non make vero ah ah io delle mie menate ormai rido ci convivo bene o male da trent'anni mi hanno bloccato in molte cose ma per assurdo anche insegnato tanto ... Le " maschere" di cui ti parlavo sapevo di piacere e mi sono fatto alcuni anni da spogliarellista oltre al resto che immagini insomma vita strana maledetta certo che troppa sensibilità porta insicurezza e questi Mali pazzeschi che ti fanno star da culo tanto mi ha aiutato fare sport ancora oggi tutte le mattine mi scarica un casino un abbraccio nobile ragazzo
sotomayor: Quello che dici sull'ansia durante le partite, mi fa pensare a mio fratelli (uno dei miei fratelli). Praticamente da anni, non guarda più le partite dell'Inter perché tutte le volte sta troppo male. Ha cominciato paradossalmente proprio nell'anno del triplete e man mano che si andava avanti in coppa. Non ha visto in diretta neppure la finale, chiudendosi in camera da solo con la musica ad alto volume. Era terrorizzato.

Anche io pratico sport tutte le mattine. Per anni ho corso più di venticinque chilometri tutti i giorni. Ho bruscamente interrotto a giugno a causa di problematiche molto serie. Comunque penso che c'era qualcosa di poco salutare nel mio eccessivo impegno (correre fa bene, ma effettivamente esageravo), ora sto in un periodo di stasi totale, ma sto cercando di riorganizzarmi e trovare una nuova via anche da questo punto di vista. Corro periodicamente e solo in compagnia, mi sono giustappunto iscritto in palestra, ho comperato una bicicletta. Ho bisogno di fare attività fisica per scaricare tutto questo stress e questa ansia, questa tensione, ma ho pensato di provare a diversificare. Gli effetti? Per ora zero, ma vediamo che succede nel tempo. Cerco di essere fiducioso.
IlConte: Ahahah scusa se rido ma lo faccio a che con me stesso per stemperare la cosa tuo fratello lo capisco benissimo anche io spesso non le guardo o le guardo dopo per verificare il gioco perché devo sapere comunque come caxxo giocano!!!
Spero che le problematiche serie siano o stiano passando lo sport e' super libera la mente e scarica adrenalina oltre a sentirsi in forma probabile per te sia un periodo così tranquillo vedrai che starai alla grande continua assolutamente ... Senza esagerazioni ah ah proprio io che ho zero il senso dell'equilibrio nella vita fa un po' ridere ma con gli amici sono sempre stato di grande aiuto molto meno vs di me!
sotomayor: Per tutte le problematiche varie, rimanderei a una sana conversazione in privato. Diciamo che piano piano sto ritrovando una specie di equilibrio, anche se ci sono dei temi esistenziali irrisolti e che devo riuscire in qualche modo a 'sciogliere' per evitare di continuare a farmi la guerra da solo.

A me comunque piace sempre guardare le partite di calcio, non sono particolarmente ansioso in questo senso e non mi importa se la squadra perde o vince. Non mi piace solo quando la squadra decide deliberatamente di non giocare, come hanno fatto giovedì, quando infatti ho spento la tv dopo il secondo goal dello Sparta. Non è tanto una questione di risultato, quanto proprio di vedere in una maniera così impavida, svergognare il gioco del calcio e una competizione storica come l'ex Coppa Uefa.
assurdino
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Nick Cave basta. Che gli costa andar in pensione e raccontare alle fanciulle quanto figo era?
BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor: Su questa storia della pensione non sono d'accordo. Ma è una questione veramente molto lunga e non riguarda solo quelli che si potrebbe considerare come dei 'vecchi musicisti' (che poi Nick Cave mica è tanto vecchio, non c'avrà manco sessant'anni). Per il resto, andare in pensione è qualche cosa di difficile per tutti, mi sembra che ne abbiamo già parlato di recente su di un'altra pagina recensorea, forse quella del film, 'Robot & Frank'. Ma lì parlavamo, chiaro, di casistiche più comuni di quelle che riguardano una rockstar, anche se poi alla fin fine molti meccanismi sono esattamente gli stessi.
SalvaDM
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Molto Lunghetta, appena ho un pò di tempo la leggo ma ammetto che l'ultimo Cave lo conosco pochissimo..
BËL (00)
BRÜ (00)

Buzzin' Fly
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Non la leggero mai, come probabilmente mai ascolterò un nuovo ennesimo disco di Cave.Sulla fiducia..
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Grazie per la fiducia capitano. Non ascolti più Nick Cave perché ti ha 'stancato'? Anche io ho considerato mediocri i suoi ultimi lavori, credo che 'No More Shall We Part' fosse l'ultimo che io abbia considerato degno di nota. Questo disco comunque è veramente diverso dai differenti però, eh, e un caso unico nella sua discografia.
Zimmy
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Bellissima questa recensione, peccato per la lunghezza che la appesantisce, ma forse è semplicemente carica di contenuti... ho faticato ad arrivare in fondo, lo ammetto, ma alla fine quello che ne esce fuori è una descrizione molto chiara e approfondita del disco, della sua storia e dei suoi contenuti (che è quello che davvero interessa, visto che si tratta di una novità), incorniciata da riflessioni molto personali che personalmente ho trovato davvero toccanti e mai pretestuose o retoriche. Mi è piaciuta, bravo. Nick Cave lo conosco poco, ma quel poco che conosco mi piace molto e mi fa venire voglia di approfondirne la figura e la produzione musicale. Questa rece, anche. :)
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Grazie per l'apprezzamento e la prova di resistenza nell'arrivare fino alla fine. Nick Cave devi proprio approfondirlo. Per forza.
lector
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Ho molta ritrosia nell'avvicinarmi a questultimo lavoro di Cave: temo che il dolore lo infetti troppo e temo che il mio ascolto possa essere "sporcato" da una sorta di voyeurismo. Che io lo voglia o meno non posso fare finta di non conoscere il terribile lutto che ha colpito Cave. Io non credo che l'Arte nasca dal Dolore, penso che nasca (anche) dalla comprensione del dolore. Comprensione che richiede tempo e "distanza", quella distanza che (temo) né Cave né io (ho un figlio piccolo, come potrei ascoltare questo disco senza sentirmi soffocare?) possiamo già avere.
Ma Cave mi piace, mi piace molto. Chissà prima o poi riuscirò ad ascoltarlo.
Bella recensione, come al solito.
E' lunga?
Se non avete voglia di leggere guardatevi la tv!
BËL (04)
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luludia: oh, bene, finalmente:se non avete voglia di leggere guardatevi la tv...
aleradio: mi accodo a tutto quello che dici fino a -Ma Cave mi piace-, lo dicevo proprio qualche giorno fa a miki
sotomayor: Capisco le tue difficoltà lector. Spero che prima o poi deciderai, riuscirai ad ascoltarlo anche se i suoi contenuti possono apparire spaventosi e forse lo sono, ma c'è anche tanta pietà e tanta umanità nelle parole e nelle atmosfere del disco. Un grande patrimonio.

Io comunque non ce l'ho la tv (non ho esattamente mentito nella recensione, sostituite la parola computer a tv in caso) anche se questo un po' mi dispiace. Tutte le volte che ho abitato da solo (questa ultima, da qualche mese, è la definitiva) e ho avuto la tv in camera, la tenevo sempre accesa tutta la notte per sentirmi meno solo. Ora invece non posso, ma ho cominciato da un paio di mesi a dormire con la luce accesa.
Pinhead: Guardatevi la tv o per punizione leggetevi quel mattone che è «L'Uomo Senza Qualità»: è da un anno che ci sto provando e devo ancora finire il primo capitolo.
Molto meglio certe pagine di DeBaser.
sotomayor: Dicci qualcosa in più su questo mattone però. Di che si tratta? Io sto leggendo 'Educazione siberiana' invece. Che poi nel complessola trama non avrebbe un cazzo a che fare con il film di Salvatores. Comunque è un bel mattone, perché alla fine sarebbe una trilogia. Il primo libro molto interessante, è andato via facile. Il secondo mi sembra veramente ridondante e ripetitivo, viene quasi voglia di saltare le pagine.
Pinhead: Il riassunto ... L'uomo senza qualità - Riassunto - wuz
... ed il terrificante integrale ... link rotto
sotomayor: Leggendo il riassunto, non sembra così terribile. Cioè, sembra qualche cosa che può essere allo stesso modo sia terribile, sia anche in qualche modo appassionante. Sembra comunque trattare di tematiche tipiche di quel periodo, qualcosa che può essere (per esperienza) affascinante oppure terribilmente noioso. la cosa che spaventa subito, a prima vista, e che lo rende molto molto difficile, sono queste più di 3.000 pagine. Ci vuole sicuramente molto coraggio per tentare una simile impresa. Non ti invidio. Ma nel frattempo hai letto, leggi anche altro, o ti sei solo ancorato a questa lettura qui nel frattempo?
Pinhead: Noooo, questo lo lascio a prendere polvere in libreria per l'eternità; adesso sto leggendo «I Buddenbrock» che, al contrario, è molto bello e scorre che è un piacere, nonostante siano un 700 pagine e rotte.
sotomayor: È brutto arrendersi, quando si tratta della lettura di un libro. È successo anche a me in passato e anche con autori che ero certo mi avrebbero appassionato e pure parecchio. In generale, poi, ti dico che cerco di stare lontano dai libroni con molte pagine, che mi spaventano un po'. 'I Buddenbrook' è tipo un super-classico della letteratura tedesca, vero? Mi sa roba di fine ottocento, non ne so molto. Io ieri sera ho comprato questo libro qui: Stoner (romanzo) - Wikipedia Non saprei se definirlo un grande libro, ma posso dirti che lo ho praticamente finito tra ieri sera e stamattina, scorre via che è un piacere. Mi sono lasciato da parte le ultime pagine per godermele più tardi.
Pinhead: Non mi do per vinto, prima o poi ci riprovo con quel mattone.
Mentre «i Buddenbrook» è davvero molto bello, sono circa alla metà e già mi sono innamorato di quella che sembrerebbe essere la protagonista, Tony.
Appunto pure la tua segnalazione, grazie, mi piace molto la lettura.
sotomayor: Confermo che 'Stoner' è veramente un bellissimo romanzo. Ora ne ho preso uno completamente alla cieca ieri sera in libreria al volo (mio padre rompeva il cazzo per tornare subito a casa). Ho il sospetto sia un mattone. Se confermato, ve lo comunicherò con tanto di titolo, per sconsigliarvelo.
algol
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Veramente ci hai parlato di te. Ho molto rispetto per i tuoi conflitti interiori. Posso solo dirti che ti stimo. E si ... dovresti imparare a volerti più bene.
BËL (03)
BRÜ (00)

sotomayor: Come sai, tifo pure Inter, più autolesionista di così, è difficile. Fammi sapere cosa ne pensi del disco e grazie per le belle parole.
algol: Si :-) ... Ben so. É bello condividere anche un po' di sano "autolesionismo"
sotomayor: Domenica abbiamo goduto però. :) Speriamo non sia stata una cosa tipo 'una botta e via'.
algol: Carissimo ... per me l'organico è da terzo posto. Poi non sono giocatori assemblati con un criterio o una qualsiasi idea tattica, la campagna acquisti è stata condotta dai procuratori. Sicuramente non dall'attuale allenatore. Ciò nonostante è una rosa di qualità, vedremo se De Boer riesce a farli giocare con un minimo di continuità. Io non sono stato così sorpreso della vittoria, proprio robe da Inter. Pazza ... :-)
sotomayor: Ho visto comunque una graduale evoluzione nel gioco dei nostri (come dicevo prima al conte, tengo personalmente un blog che mi permetto modestamente di linkarti: FROSBILL 2.0 Almeno per quello che riguarda tutte le partite di campionato e escludendo la gara con l'Hapoel, che merita un sacco di riflessioni a parte. Secondo me de Boer ha toppato del tutto la prima col Chievo, poi ha intrapreso un percorso che ha un suo senso, infine l'inserimento in rosa di un giocatore come Joao Mario ha ancora di più agevolato l'allenatore nel far prendere forma alla squadra. Vediamo... La mia speranza è che l'impatto di Joao Mario ora e nel prossimo futuro, sia lo stesso di Esteban Cambiasso dieci anni fa. :)
algol: ci sono segnali confortanti in tal senso. Appena riesco mi fiondo sul tuo dotto blog :-)
sotomayor: Grazie. Sarò contento di averti come lettore nel caso. Sui segnali confortanti ecc., ti rimando alla lettura del blog, perché in campionato si vede comunque una crescita costante e il lavoro del tecnico, ma quelle due partitacce in Europa League le trovo qualche cosa di vergognoso e di irrispettoso nei confronti dei tifosi e proprio del gioco del calcio. Che brutture.
luludia
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è uno scritto personale, e questo per me è sufficiente...mi è piaciuto, non mi è piaciuto? che importa?
BËL (02)
BRÜ (00)

luludia: non è che se chiacchieri con qualcuno gli dai il voto...
algol: Esattamente. Ma qua sembra di esser circondati da individui con l'intelligenza di un oloturia.
IlConte: Meno male pensavo di essere l'unico a cui non interessava la lunghezza ma ciò che voleva dirci buona Soto !
luludia: ti ringrazio, ho scoperto l'esistenza dei cetrioli di mare...
Zimmy: Belle parole luludia... io ho votato la recensione per il suo essere una recensione, cioè limitatamente alla parte di essa che adempie alla funzione di recensire il disco. Il resto non posso votarlo, posso solo dire che mi ha toccato molto...
lector: Penso di poter ribadire in questa sede il concetto che ho delicatamente espresso nell'altra recensione si Sotomayor (quella sui Wilco): Soto! Che bello vedere una tua recensione. Prima ti metto 5, poi la leggo. Fanculo chi non capisce il motivo
luludia: oh, finalmente, tu che mandi affanculo qualcuno!!!
sotomayor: Dare voti alle cose è una merda secondo me. Io ho più volte detto che darei, che dò direttamente cinque a ogni recensione che in qualche modo sia sincera e in cui il recensore esprime sinceramente il proprio punto di vista. Proprio perché, come dice luludia, non so se ironicamente oppure no, non puoi dare un voto a qualcuno per parlare con te e se proprio devi farlo, per me gli devi dare sempre il massimo dei voti perché la considero una bella cosa. Per il resto, è chiaro che dare i voti alle recensioni su deb sia anche una 'regola del gioco', quindi ci sta e la mia non è affatto una critica a chi vota le recensioni dandogli 1, 2, 3, 4, 5, nessuna stelletta.

E guardate che lo stesso vale per i dischi, per i film, per i libri. Dietro queste opere ci sono sempre delle persone e che nella maggior parte dei casi, in questi lavori cercano di mettere dentro tutto se stessi. O almeno ci provano. Ci sono anche persone che mentono e che lo fanno per puro mestiere e di cui non gliene frega niente, ci sono delle falsità in questi contenuti e alla fine in genere uno se ne accorge pure. Però quando uno cerca di dire qualcosa, dice qualcosa, in generale per me fa sempre bene. Poi uno chiaramente valuta nel suo complesso la cosa e gli dà un voto sempre secondo le regole del gioco-debaser. Anche se oggi si danno i voti a tutti e su tutto. Ci sono persino siti web dove danno voti alle prostitute. E io stesso personalmente dò voti a dischi, libri, film e ai calciatori quando scrivo su frosbill, ma cerco e non è detto che io sempre ci riesca, di contestualizzare sempre il voto in qualche modo, di dargli un qualche significato e anche quando dò un voto basso, francamente non me la sento mai di 'bocciare' quello che è il lavoro o l'esistenza di un individuo. Chi sono io per farlo. Chi siamo noi.

Scusate per la lunghezza del commento. Che è un po' un complemento a quello che dicevo l'altro giorno a @[madcat].
IlConte: Grande Soto!!!!
Pinhead: Ecco, appunto, il miglior commento letto finora da queste parti.
Hell
Hell Divèrs
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Ho visto il tuo scritto/recensione su rym e sono passato di qui. Mi sembra inutile piazzare un voto, posso solo dire di averti letto con piacere; nessun problema con la lunghezza, che comunque è un fattore soggettivo. L'album è tutta settimana che lo ascolto e anche questo lo trovo molto personale e sentito, oltre che inaspettatamente sperimentale in alcuni frangenti. Qualche perplessità sugli ultimi tre brani, che rispetto al resto suonano più zuccherosi, ma sono dettagli. A parte ovviamente Jesus Alone, Magneto è quella che mi è rimasta dentro per la nudità degli arrangiamenti e l'interpretazione disarmante del Re. Temo che nel complesso farà discutere, ma a Cave non fregherà un'emerita ceppa: aveva bisogno di scrivere un disco del genere, e si sente. Spero che la musica gli abbia lenito un po' il dolore...
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Quoto in tutto e per tutto il tuo commento. Non lo so quanto questo disco possa lenire il suo dolore e credo anche io che possa far discutere e che farà discutere, ma non ho dubbi sul fatto che averlo fatto, se sentiva di volerlo fare (ed è così), sia una cosa molto importante in ogni caso per se stesso e anche per tutti noi che lo ascoltiamo. Non voglio usare paroloni, ma in qualche maniera questa è anche una specie di 'lezione di vita'. Di vita comune. Condivisione. Non so bene come spiegarmi.
hjhhjij
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Molto lunga si, ma bella, bravo. Intensa come prevedo sarà il disco.
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Thank you hj.
mauro1101
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Ho scoperto solo da pochi giorni Nick Cave e ho concentrato la mia attenzione sul suo No More Shall We Part, un lavoro che mi dicono diverso dalla sua discografia precedente, un album che mi ha impressionato molto positivamente per il suo suono e la sua voce che scava profondamente nell'anima dell'artista e di conseguenza nell'anima mia. Adesso leggo questa recensione e contemporaneamente ascolto Skeleton Tree (su Spotify). Il suono è possibilmente più cupo e triste. Lasciati in disparte strumenti come il violino e chitarre, qui, dietro la triste voce di Nick, le tastiere morbide avvolgono il tutto quasi a suggerirci un ambientazione funerea. Riflessivo, disperato, amaro.
BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor: 'No More Shall We Part' anche è un disco particolare all'interno della sua discografia, spero che ti sia piaciuto, perché io lo considero molto bello e forse, dico forse, l'ultimo suo disco veramente bello prima di un certo declino o comunque di una svolta negli ultimi lavori che non avevo e che non ho apprezzato particolarmente. 'Skeleton Tree' è un disco ancora diverso e probabilmente per forza di cose unico. Io forse ho scritto troppo, ma francamente non mi 'cronometro' quando scrivo e preferisco andare a ruota libera invece che starci su a pensare troppo, anche perché non ho troppo tempo a disposizione da dedicare alla scrittura (non quanto vorrei). Le sonorità sono sicuramente una cosa particolarissima nelle produzioni di Nick Cave. Le musiche pare siano tutti di Warren Ellis, che qui ha fatto un lavoro diverso anche da quello che è il suo solito, e per me ha lavorato in maniera eccellente.
Pinhead
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Allora, la recensione l'ho letta, ti confermi uno dei miei preferiti e ti affibbio un cinque pienissimo (anche per evitare che qualcuno mi mandi simpaticamente affanculo).
Il disco mi hai invogliato ad acquistarlo, ho appena finito di scartarlo e quindi per il voto ripasserò tra qualche tempo. Però, dal poco che ho sentito dell'anteprima, mi pare nel solco di «Push The Sky Away» che mi piacque molto, come in realtà quasi tutto il Nick Cave a suo modo crooner degli ultimi tempi, per cui confido di non rimanere deluso. Certo, non sono più i tempi splendidi di «Kicking Against The Pricks» e di «Your Funeral ... My Trial» ma è comunque un gran bel sentire.
Ciao.
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Non so perché, ma questo commento mi era sfuggito Pinhead, sorry. Secondo me è qualche cosa di diverso da tutti i dischi precedenti di Nick Cave e secondo me non rappresenta neppure una strada che egli continuerà a intraprendere nel prossimo futuro. Un ascolto, da vecchio fan, glielo devi sicuramente e poi chissà che non possa colpirti e destare in te particolari emozioni, come è successo nel mio caso. Sì, i tempi cui accenni sono lontani, però forse è anche in qualche modo non dico giusto, ma naturale che le cose oggi siano diverse. Sempre ammesso che ci sono quelli irriducibili tipo Iggy Pop che più o meno non cambiano mai (se escludiamo quel merdoso disco di cover di due-tre anni fa).
Pinhead: Dio, che darei per vedere Iggy Pop in concerto, mezzo nudo, con quel fisico che è un fascio di nervi, a scatenarsi sul palco a 70 anni. Ho brividi solo ad immaginarmelo.
sotomayor: Io l'ho visto, credo, una decina di anni fa. Forse di più. Certo non sarà stato lo stesso che vederlo dal vivo nel suo periodo d'oro, ma posso dire che era ancora come lo hai descritto. Con tanto di tuffo sul pubblico. Al basso c'era Mike Watt tra l'altro. Bel concerto, cazzo.
Pinhead: La reunion degli Stooges, suppongo ...
sotomayor: Esattamente. Credo sia stata esattamente dieci anni fa.
PVC
PVC
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tanto mestiere e noia.
BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor: Devo dire che questo è il commento che avrei dato, che ho dato generalmente agli ultimi suoi lavori, però questo qui lo trovo veramente molto differente. Al di là delle liriche e delle atmosfere, dei contenuti per forza particolarmente profondi e dolorosi, anche musicalmente, mi sembra molto molto particolare e diverso da qualsiasi cosa Nick Cave abbia fatto in passato. Questo comunque non per contraddirti, magari volevo sapere di più sulla tua bocciatura del disco nel complesso.
PVC:
Musicalmente il disco è inconsistente: banali o ancor peggio brutti tappeti sonori su cui fluttuano le sue “recite”. Dal semplicistico fondale sonoro di “Jesus Alone” al trip-hop fuori tempo massimo di “Rings of Saturn” che pare una canzone di Babybird (qualcuno se lo ricorda?), dalla stucchevolezza di “I Need You” all’esangue organo chiesastico di “Distant Sky”.
sotomayor: Francamente non me li ricordo i Babybird, però ne parli così male, che la cosa non mi dispiace affatto!
j&r
j&r
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Sembrava interessante la recensione...ma mi sono fermato quand o ho capito il motivo della tua depressione:ossia il fatto che non sei diventato un cow boy o astronauta o rock-star...li mi sono fermato...nella vita ciò che conta è avere in testa uno scopo, un progetto ben preciso in testa per il futuro e lavorare affinché esso un giorno si avveri...la depressione è l'assenza di questo scopo, non il fatto di non averlo raggiunto... assenza è pericolosa perché è apatia e l'apatia e la non voglia di vivere, è la morte...e francamente quei progetti di cui parli (cowboy o rock-star) sono progetti che si abbandonano naturalmente all'età di 20 massimo 25 anni...il bello arriva ai 30 quando magari fai fatica ad avere un lavoro, non hai un soldo il banca e allora puoi ritrovarti a non avere un progetto per il tuo futuro...
BËL (00)
BRÜ (01)

lector: Caro amico, scusa se te lo dico, ma di quello che c'è scritto qui non ci hai capito un cazzo
j&r: Tu dici... sarà...ma nel primo paragrafo io leggo quello che c'è scritto...la solitudine nel mondo di oggi è normale per una persona che abbia un minimo di buon senso e di integrità morale...ripeto nel mio caso ciò che mi ha salvato è stato il fatto di avere in testa un ben preciso progetto da perseguire e lavorare per esso... così facendo ho perdonato me stesso per le tante colpe che mi davo e jo superato lo sconforto di una solitudine immeritata...oggi sto bene...il rock and roll non può salvare la vita a nessuno tranne a chi lo fa di "mestiere"...
Zimmy: Io mi limiterei a discutere la musica...
IlConte: Forse neanche a chi lo fa di mestiere ...
sotomayor: Oddio. Caro @[j&r], io credo che francamente non ci si sia affatto intesi su quello che volevo trasmettere e comunicare con questo mio [affatto] breve scritto. Magari se fossi andato avanti nella lettura ci saremmo pure potuti ritrovare. Comunque il rock and roll non salva la vita di nessuno e nemmeno di chi lo fa di mestiere come dice @[IlConte]. A parte questo non mi sembra di aver mai scritto di voler terminare la mia vita, ma se vuoi, di questo possiamo parlare lungamente in altra sede e privatamente. Per il resto nel paragrafo appena successivo scrivevo della difficoltà proprio nel trovare una mia strada e una mia identità ben definita.

'Faccio spesso un confronto tra quella che è la rock'n'roll musica e la figura della 'rockstar' e quello che è il pentimento, riconsiderare le cose, la redenzione. Questo perché penso che il rock and roll abbia un ruolo molto importante, centrale nella mia vita. Per me è lo stesso che per altre persone potrebbe essere la religione. Be', naturalmente non pretendo, non ho mai preteso di ricevere dal rock and roll regole di educazione etica e nessuna morale. L'unica cosa, la verità è che non vorrei essere lasciato da solo. Non voglio essere da solo, ma dall'altra parte avverto una spinta forte a distinguermi dagli altri e in un percorso identitario completamente scombinato, vorrei essere completamente me stesso e senza nessun condizionamento. Le cose sono complicate.'

Questo ovviamente esula dalla pretesa di diventare un cow-boy, una rockstar oppure un astronauta. Se tu hai trovato una tua via, un obiettivo da perseguire e sei riuscito a fare di tutto per muoverti in quella direzione e magari centrare gli obiettivi che ti eri proposto, io non posso fare altro che più che complimentarmi con te (mica è una gara), invece essere contento. E te lo dico sinceramente.
sotomayor: @[Zimmy] da una parte sono d'accordo con te, dall'altra mi sembra giusto che se io scrivo delle cose, queste possono, anzi devono, giustamente essere criticare da chi vuole e ritiene giusto farlo. È anche questa una maniera per confrontarsi. Per il resto posso dire che mi proponevo chiaramente di parlare di me e di parlare del disco e in qualche modo di quel processo di immedesimazione con l'artista di turno che per me è qualche cosa di naturale. Una specie di 'incontro'.
Fluttuo
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Mr. Cimmino, la recensione è insieme bella e "troppo" lunga. Ma la cosa più bella, il quid in più, è la passione. La passione fa la differenza. Si fottano gli apatici e gli atarassici.
BËL (02)
BRÜ (00)

sotomayor: Grazie di tutto. Soprattutto per avermi chiamato Mr. Cimmino.
Fluttuo: Per tutto c'è una spiegazione. Alla prossima recensione.
sotomayor: Mi hai incuriosito. Comunque, se sei un vecchio amico, sono felice di ritrovarti. Se sei un nuovo amico, sono contento di averti conosciuto. Non ti contatterò privatamente per saperne di più, ma tu sei e sarai sempre bene accolto.
highlande
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Un disco che spacca il culo alle nutrie.
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Non mi sono mai piaciute le nutrie. Se devono soffrire, se soffriranno, ne sarò compiaciuto.
hjhhjij
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A proposito, questo disco è ottimo. Bello, intenso, emozionante e con splendide canzoni. Nerissimo si, ma era ovvio.
BËL (01)
BRÜ (00)

templare
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Il disco è meraviglioso. Come una Bibbia nera e senza stelle.........
BËL (01)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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