Mamma mia. Ma quanto sono mediocri e prevedibili gli Oasis?
Quando un mio amico sfegatato di questa band (e vorrei sapere perché) mi fece sentire "Standing On The Shoulder Of Giants" e "Heathen Chemistry" mi caddero le braccia. Dopo che ho sentito anche lo squallido "Don't Believe The Truth" mi sentivo svenire. Cioè, ma questo è un capolavoro come ho letto e sentito da qualche parte? Sì. Certo. Andatevi a sentire brani irrilevanti come "Part Of The Queue" o ballate assurde tipo "Love Like a Bomb" o "Guess God Thinks I'm Abel". Sentitevi il disastroso singolo "The Importance Of Being Idle", dove Noel Gallagher canta peggio di un sordomuto. Ascoltatevi il mal riuscito esperimento country-punk "The Meaning Of Soul". Cosa c’ è di decente? La sufficienza piena se la meritano "Turn Up The Sun", con un inizio molto interessante (e non è un caso che sia l’unico brano scritto dal bassista Andy Bell), e "Mucky Fingers", che sa tanto di Velvet Underground. Poi basta. Il nulla. "Lyla" non sarebbe neanche male, ma alla lunga ti fa storcere la bocca. L'unica ballata decente è "Keep The Dream", ma non è nulla di speciale, anzi. Meglio non parlare poi delle conclusive "Let There Be Love" e di "Bell Will Ring". Cantate senza il minimo pathos. Troppo sottovalutati gli Oasis: non suscitano nessuna emozione... niente di niente. Solo un gran vuoto di rabbia.
Oramai solo una categoria di persone giudicano la band inglese: la critica bastarda, che tende a smerdare l'album in questione. Ma in questo caso hanno pienamente ragione.
Il disco suona molto poco Oasis, e molto anni '70, stile Stones-Kinks -(ovviamente) Who.
Soddisfatti o rimborsati? Certamente soddisfatti, anche se non al 100 %, ma al 70.
Questo è una PIETRA MILIARE, gente, una PIETRA MILIARE.
Il miracolo è che gli Oasis erano morti, crocifissi e dopo tre dischi sono risorti.
Gli Oasis hanno colto nel segno partorendo un album in cui è racchiusa una sola cosa: il ROCK!
Don' T Believe The Truth è un album che ci riporta indietro nel tempo, ricorda sonorità degli Who, dei Beatles e metterà a tacere tutte quelle band che stanno riesumando gli anni 70.
Il disco è davvero buono, molto lontano dallo stile anni ’70 della band.
Don’t Believe... rappresenta anche una speranza per il futuro.
Don’t Believe The Truth è un disco bellissimo che ricorda la spensieratezza di Definitely Maybe.
Un album che rappresenta un vero punto di svolta con un’originalità inedita nella vena compositiva di Noel.