Ancora Yokota, con il suo disco più ambizioso

Susumu Yokota - Symbol (Full Album)

Descrivere il lavoro di un'artista che ha pubblicato oltre venti album nell'arco di una decina di anni non è mai un compito semplice, specialmente quando l'artista in questione è un personaggio di culto come Susumu Yokota, autore durante i primi anni novanta di alcuni lavori di notevole successo orientati alla musica techno ed attualmente riconosciuto fra i maggiori esponenti della musica elettronica contemporanea. In effetti, dalla seconda metà degli anni novanta Yokota si è avvicinato sempre più verso soluzioni musicali sperimentali ed impegnative, contaminando il proprio stile con elementi accostabili alla musica ambientale, al jazz, al minimalismo; proprio grazie a titoli come "Cat Mouse and Me" (1996), "Magic Thread" (1998), "Sakura" (2000) e "Grinning Cat" (2001), Yokota si è guadagnato la stima di grandi artisti come Philip Glass, Brian Eno e Thom Yorke. Il suo ultimo lavoro in studio, "Symbol" è uno stravagante ed ambizioso tentativo di fondere insieme l'elettronica con la musica sinfonica e le tendenze più contemporanee della musica classica attraverso una spericolata rilettura delle grandi opere di Beethoven, Mahler, Ravel, Debussy, Mussorgsky, Tchaikovsky... L'idea un po' blasfema e provocatoria di intrecciare tra loro le grandi sinfonie romantiche con la musica d'avanguardia ispirata principalmente alla scuola minimale di Philip Glass e Steve Reich, in un contesto di pura elettronica costituita da samples orchestrali e beats ritmici contemporanei, si traduce in un lavoro fortemente dominato da una componente decadente e romantica. L'eccellente ed illustre partecipazione vocale di Meredith Monk avvicina sensibilmente "Symbol" verso il neoclassicismo pagano di Dead Can Dance e Cocteau Twins, senza scadere mai in pretenziosi esercizi vocali, ed inoltre contribuisce a dare una precisa identità melodica ad un misterioso caleidoscopio sonoro forse talvolta un po' naif ma indubbiamente affascinante. Lo stesso Susumu Yokota ha definito "Symbol" come il suo capolavoro e difficilmente possiamo dargli torto, c'è solo da chiedersi quante persone siano disposte a lasciarsi catturare dalla bellezza di questo album...

Recensioni
 
#diecixlucio 10+1cover per Battisti. qualcosa che non hanno coverizzato cani e porci. Loredana Bertè - "Macchina del tempo"
 
Living For The City

Auguri Steve.
 
#minorcantores un album intero per artista, anche perché alcuni al secondo non ci sono mai arrivati. un ringraziamento particolare al canale youtube di Jack Beatrici ricco di cose inimmaginabili. Bravi, visto che mimmo lo conosciamo in tre passiamo a cose più semplici e leggere. #desarder - I BARRITTAS 1° - ( - ARIEL - LNF 201 - 1965 - ) - FULL ALBUM
 
 
Jethro Tull - We Used to Know oggi ho letto che Ian Anderson ha i giorni contati....lo ha detto lui stesso in un intervista tv inglese...affetto da una malattia incurabile che atrofizza i bronchi...prepariamoci a perdere un altra icona..https://www.debaser.it/main/playlist_item.aspx?IdPlaylist=216283
 
Trip - Rhapsodia
Metto il mio secondo ascolto mattutino, giusto per sostituire i Red rider, che riascoltandoli noto un disinnamoramento.
 
ACROSS THE RIVER - 1985 demo tape e proprio perché vi voglio bene posto pure gli Across the river; seminale band di Palm Springs formata da Mario Lalli, Alfredone Hernandez, Scott Reeder e Anderson (?) .. i Kyuss arrivarono qualche annetto dopo… Qui siamo alle radici
 
LO SOUND DESERT - The Story Of Desert Rock (FULL DOCUMENTARY) un bel docu/filmetto per voi amanti dei suoni desertici. E' in lingua originale ma voi ovviamente capire tutto. Ed il contrario di tutto. Buona visione polverosi!
 
Something In 4/4 Time

Daryl alla corte del Re Cremisi che gli produce un album, mammamia.
Un sogno mai avverato, Daryl Hall voce solista nei KC.
E non è che l'Alieno non l'abbia circuito, ma lui niente.
Evabbé.
 
Red Rider - Breaking Curfew
⚠️ 🚬 ⛔️