Pink Floyd - A Saucerful of Secrets (Columbia 1968)
Genere: Psychedelic Rock
Questa non è una recensione vera e propria, ce ne sono tante in giro (forse anche troppe) è un ricordo, un atto di amore verso un disco veramente mitico. L’ho rimesso sul piatto (virtuale) del mio stereo, lentamente ne ho riassaporato la meraviglia e la grandezza, e ne ho ricordato mentalmente passaggi e invenzioni. Sì è vero, le cupe sperimentazioni del primo disco si sono attenuate e i suoni incominciano ad avere quel sapore dolciastro che caratterizzerà la loro futura produzione, ma la magia è la stessa e alcuni brani resteranno tra i più belli mai realizzati dal gruppo.
Syd Barrett, gran maestro del loro debutto, ha imboccato una strada maledetta e allucinata, compare in un solo brano, David Gilmour, con la sua chitarra ancora timida, ne prende lentamente il posto, traghettando il surrealismo barrettiano in un territorio più morbido e meno spigoloso.
Se qualcuno mi chiedesse: “Allora preferisci il primo o il secondo disco dei Pink Floyd?”, mi tornerebbe in mente quell’assurda domanda che mi facevano da piccolo: “Vuoi più bene alla mamma o al papà”.
La chitarra, il basso e le tastiere... creano un irripetibile effetto di caos, grande e forte caos.
Mi piacerebbe pensare a questo disco come un ricordo, un ricordo di Syd Barrett e della sua anarchica psichedelia.
Un gruppo che ha dato vita al genere psichedelico, con suoni inquietanti e angoscianti che ti rapiscono nell'immensità dell'atmosfera del disco.
Per creare una canzone come 'Set The Controls For The Heart Of The Sun' ci deve essere stato un minimo di follia... insaziabile la voce di Roger Waters.
Impossibile definirla obsoleta. Ascoltatevi la title-track.
In religioso silenzio, al buio di una cameretta piccolina tenerina ciccina amorevolmente condita di tutte le vostre paure.
Sono stati dati tanti opportunità a Syd per riprendersi, ma non bastò.
'Set Controls' sta a Waters quanto 'Astronomy Domine' sta a Syd.
"La title-track è un pezzo immortale, uno dei più alti momenti della musica scritta dalla band."
"Syd vola via dai Floyd, e per i Floyd Syd diventa uno spettro che mai smetterà di seguirli."