Copertina di Pink Floyd A Saucerful of Secrets
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Per amanti del rock psichedelico, appassionati di pink floyd, nostalgici della musica anni ’60, cultori di album storici
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LA RECENSIONE

Pink Floyd - A Saucerful of Secrets (Columbia 1968)

Genere: Psychedelic Rock

Questa non è una recensione vera e propria, ce ne sono tante in giro (forse anche troppe) è un ricordo, un atto di amore verso un disco veramente mitico. L’ho rimesso sul piatto (virtuale) del mio stereo, lentamente ne ho riassaporato la meraviglia e la grandezza, e ne ho ricordato mentalmente passaggi e invenzioni. Sì è vero, le cupe sperimentazioni del primo disco si sono attenuate e i suoni incominciano ad avere quel sapore dolciastro che caratterizzerà la loro futura produzione, ma la magia è la stessa e alcuni brani resteranno tra i più belli mai realizzati dal gruppo.

Syd Barrett, gran maestro del loro debutto, ha imboccato una strada maledetta e allucinata, compare in un solo brano, David Gilmour, con la sua chitarra ancora timida, ne prende lentamente il posto, traghettando il surrealismo barrettiano in un territorio più morbido e meno spigoloso.

Se qualcuno mi chiedesse: “Allora preferisci il primo o il secondo disco dei Pink Floyd?”, mi tornerebbe in mente quell’assurda domanda che mi facevano da piccolo: “Vuoi più bene alla mamma o al papà”.

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Riassunto del Bot

La recensione non è solo un'analisi tecnica ma un atto d'amore verso il disco "A Saucerful of Secrets" dei Pink Floyd. Si evidenzia la transizione dalle sperimentazioni iniziali verso sonorità più morbide, con l'ingresso di David Gilmour a sostituire Syd Barrett. L'album resta un capolavoro della scena psichedelica e un ricordo carico di emozioni.

Tracce testi video

01   Let There Be More Light (05:38)

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02   Remember a Day (04:33)

03   Set the Controls for the Heart of the Sun (05:27)

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05   A Saucerful of Secrets (11:59)

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07   Jugband Blues (03:01)

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
236 Recensioni

Altre recensioni

Di  Antonino91

 La chitarra, il basso e le tastiere... creano un irripetibile effetto di caos, grande e forte caos.

 Mi piacerebbe pensare a questo disco come un ricordo, un ricordo di Syd Barrett e della sua anarchica psichedelia.


Di  rebel1

 Un gruppo che ha dato vita al genere psichedelico, con suoni inquietanti e angoscianti che ti rapiscono nell'immensità dell'atmosfera del disco.

 Per creare una canzone come 'Set The Controls For The Heart Of The Sun' ci deve essere stato un minimo di follia... insaziabile la voce di Roger Waters.


Di  insolito

 Impossibile definirla obsoleta. Ascoltatevi la title-track.

 In religioso silenzio, al buio di una cameretta piccolina tenerina ciccina amorevolmente condita di tutte le vostre paure.


Di  orange77

 Sono stati dati tanti opportunità a Syd per riprendersi, ma non bastò.

 'Set Controls' sta a Waters quanto 'Astronomy Domine' sta a Syd.


Di  VinnySparrow

 "La title-track è un pezzo immortale, uno dei più alti momenti della musica scritta dalla band."

 "Syd vola via dai Floyd, e per i Floyd Syd diventa uno spettro che mai smetterà di seguirli."