QUESTO NON E' UN DOPPIONE!! 

 Vuole solo essere una recensione, finalmente veritiera, di quello che, senza alcuna ragione, a mio avviso, è da decenni considerato come il simbolo della musica evoluta occidentale in genere.

Be', cosa dire per introdurre una cosa del genere, che mi ritrovo tra le mani e ascolto da tempo sempre più attentamente, nel (vano) tentativo di raccapezzarmi su quanto il 90% degli "intenditori di musica" affermano? Posso solo fare un'ipotesi su tale coinvolgimento spassionato - o morbosamente appassionato, giudicate da voi - in un'opera - e, più in generale, in un gruppo - fondamentalmente priva - e quindi, privi - di tutti gli elementi necessari al connubio artista/opera d'arte: i Pink Floyd furono un gruppo psichedelico nato in un'era psichedelica, nella quale il primo pensiero del 90% (oh! guarda le coincidenze!) di quelli che "vivevano la vita" era strafarsi di fumo e acidi, magari accompagnando le varie azioni quotidiane con musica scritta e suonata da chi era principalmente intento alle stesse occupazioni... apprezzandoli non tanto come musicisti, ma come persone da idolatrare e imitare. Un po' quello che avviene, se mi è lecito dirlo, in pseudo-generi come la psichedelia in generale ed il reggae.

Per quanto concerne i Pink, be', album quali UmmaGumma oppure Obscured By Clouds (si chiama così?) non possono essere considerate a tutti gli effetti opere musicali, derivanti principalmente dalla sovrapposizione e dal raffazzonamento di svariati suoni, da versi animali, a bicchieri infranti, urla più o meno insensate, fino a persone che fanno pipì... Tanto basti per descrivere ad un osservatore esterno l'"arte" che questi inglesini volevano propinare al pubblico, avido di sperimentazioni che però continuarono a sfociare ben al di fuori dell'ambito prettamente musicale, facendo sì degli album Pink-made album a 360 gradi, ma ciò andrebbe meglio inteso come rappresentazioni malsane di vita, di simbolismo sforzatissimo - in realtà un simbolismo non c'è proprio, chissà perchè la gente si sforza di trovarvelo... -, di rappresentazioni ben consce e dirette ad un pubblico ignorante.

Ritornando al disco preso in questione, che dire della melodia dozzinale di "Speak to Me/ Breathe in the Air", della banalità di un cantato diretto a teenager molto assenti con il cervello, e pronti a farsi trasportare lontano anche dal rumore del frigorifero? E della totale mancanza di senso della elettronico-casinista "On the Run", forse il peggior pezzo strumentale mai registrato, considerando anche i costi? (?)

"Time", che si apre con quell'osannatissimo pandemonio di sveglie e orologi, risulta essere la canzone più carina dell'intero pacco, scadendo tuttavia all'improvviso nell'assurdità della ripresa di "Speak to Me...".

E' incredibile, e triste, quanto possa venire esaltato un pezzo del tutto privo di grazia quanto "The Great Gig in the Sky", nel quale, a qualche nota variamente ripresa da "Speak to Me..." e "Time" (SI'! E' VERO!) si sovrappone un goffo quanto anticreativo urlo femminile, che chissà quali sensazioni voleva, nella mente di Gilmour e compagni, trasmettere.

Inutile parlare dell'inutile "Money", un jazz-funky-junkie-dunkie alla ricerca di sperimentazioni a base di registratori di cassa (!) e riff guidato da un basso degno del rap, contornato da un acuto tono vocalistico del tutto fuori luogo, giocherellone, pazzerello, stupidino... Il testo, d'altra parte, risulta essere la più grande contraddizione dell'intera storia della band - e, parallelamente, la più significativa dichiarazione della meschinità e falsità della loro intera vita e carriera.

Non mi dilungo oltre nella descrizioni di altri futili, insulsi pezzi da cassetto di qualche sfegatato rockettaro-fumatore-orsetto_danzatore, se non per citare la frase più abusata e mal costruita della storia della  musica - oh, sbagliavo, ciò non rientra nella categoria MUSICA -:

Bah, non c'è che dire... Questa frase si commenta da sola, nella sua totale mancanza di fantasia, e nel suo aggrapparsi a cavilli idioti quanto i rasta dei ragazzini pronti a giudicare un compact disc rappresentante la luce diffratta da uno spetttro newtoniano un'"opera d'arte", la "migliore", la "più irrinunciabile".

Ciao, e alla prossima. Per una nuova de-recensione di un'album recensibile.

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