Copertina di Pink Floyd The Wall
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Per appassionati di musica rock, lettori interessati a recensioni critiche e non convenzionali, fan dei pink floyd, ascoltatori attenti al gusto personale e alle opinioni originali
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LA RECENSIONE

Signori, eccoci davanti al classico disco che chi non conosce un cazzo di musica ritiene il miglior disco della storia della musica. Ora, io non vorrei haterare aggratis, non ho nulla da rosicare riguardo a questi inglesi e alla loro retorica da concept album. E, cosa ancora più importante, non voglio nè offendere nè trollare nessuno. Non provo, in realtà, nessun sentimento di disprezzo per quest'album, se non fosse che per colpa sua il mondo è popolato da ottusi musicofili - che musicofili non sono - che si ritengono illuminati dalla luce della Verità nel momento in cui affermano che "The Wall è il più grande album di sempre". Il tutto, ovviamente, viene poi sostenuto dal classico tono autoritario di chi ritiene di saperla lunga, nel grigio brizzolato dei suoi capelli e nel nero lucido della sua t-shirt sbiadita e sudata, con su stampato il solito cazzo di prisma rifrangente (sì, lo so che quello è l'altro disco, ma in fondo chi cazzo se la mette una maglia con un muro bianco?).

Attenzione, prendete bene il respiro e accogliete ciò che sto per dire per il dato di fatto che è: non è vero che "The Wall" è il più grande album di sempre. È un disco gradevole, per qualcuno pure importante, capace sporadicamente anche di intrattenere in modo non ruffiano, e non con la solita faciloneria della vera musica, cazzo! Mica il pop commericiale dei Giornalisti. Che poi si chiamano Thegiornalisti, vabbè. Comunque, io vorrei tanto dirvi la verità riguardo a ciò che penso di questo disco, in modo soggettivo e lasciando perdere l'oggettività, che è la morte dell'uomo e di ogni moto dell'animo. Accade, però, che in un'epoca di conservatorismo renziano e reazionarismo grillino non si possa fieramente esprimere il pensiero per il quale questo lavoro è una siderale sviolinata di maroni, un disco tanto vecchio nelle forma e nella sostanza da puzzare di casa albergo rancida e ammuffita. Ma a quanto pare in questo spazio, in questo sito, non lo si può dire senza essere additato come uno scemo.

Quindi, sì, accodiamoci: discone immortale, pietra angolare nella musica rock (e non ruock, eh, che quella è musicaccia di merda, mica progredita e intellettuale come questa, come quella che ascoltiamo noi), incorrutibile diamante luminoso nel firmamento della Bella Musica, ecc. Le trame armoniche arzigogolate, il concept GENIALE, il disegno artistico che unisce questi 26 (sigh) brani: mamma mia, che cazzo di geni! Mica l'incisiva sobrietà degli Stones, la perfezione pop dei Beach Boys, il genio dei Beatles, l'avanguardismo dei Radiohead. No. Bravoni, eh, per carità, ma i Pink Floyd sono i fottuti migliori, unici. E lo sapete perchè? Be' ve lo spiego io: fanno... canzoni lunghe, geniali, davvero... e poi... e poi, ho letto... su un blog...ho letto su un blog che hanno inventato la musica elettronica!!!....Ah! e i Radiohead, sì, i Radiohead hanno dichiarato di essersi ispirati a loro per Ok Computer, quindi Pink Floyd>Radiohead!! I Radiohead sono loro fan, non tuoi, capisci? I Pink Floyd mica cantano "con i capelli lunghi e lisci". O forse sì...ma vabbe'. Ma vi devo davvero spiegare perchè i Pink Floyd sono la più grande band si sempre?

No, non c'è bisogno, e mi scuso con chi aspetta solo di perculare questa recensione, chè ora non gli offrirò più materiale da rigirarmi contro, ma a perseguire nella retorica si finisce col diventare antipatici, ancor di più dei pecoroni che ritengono che questo disco e i suoi autori siano lo zenit della musica. Non c'è n'è bisogno perchè non me ne frega un cazzo, e comunque non riuscireste a convicermi, dal momento che esiste una cosa chiamata gusto personale e un'altra chiamata cieca e conformista osannazione, che sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia che a dir tanto sarà di bronzo, ma forse anche di legno, o magari di un altro di quei materiali biodegradabili di merda. Va be', sono alla fine e lo dico esplicitamente: ascoltare questo disco mi deprime e, cosa ancora più grave, mi spacca i coglioni in due, con un precisione però notevole. Quindi, tutto sommato, bella pe' i Pink. L'ho detto, e vaffanculo, va'. Sono pronto per voi: giustiziatemi. Sempre che il fucile sia ancora carico. Sapete, col tempo si possono anche perdere colpi...

Imparate a pensare con la vostra testa.

"Niente dure per sempre / nemmeno la musica"

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Riassunto del Bot

Questa recensione ironica e caustica mette in discussione il mito di 'The Wall' come miglior album di sempre, criticandone la sovraesposizione e la retorica attorno all'opera. L'autore riconosce il valore dell'album, ma senza esaltazioni o fanatismi, esplicitando il proprio disagio personale nell'ascolto di questo disco spesso osannato. Viene invitato a riflettere sul gusto personale e sulla conformità del pensiero comune.

Tracce testi video

01   In the Flesh? (03:19)

03   Another Brick in the Wall, Part 1 (03:10)

04   The Happiest Days of Our Lives (01:50)

05   Another Brick in the Wall, Part 2 (03:59)

Leggi il testo

07   Goodbye Blue Sky (02:46)

10   One of My Turns (03:36)

11   Don’t Leave Me Now (04:16)

12   Another Brick in the Wall, Part 3 (01:14)

13   Goodbye Cruel World (01:15)

Pink Floyd

Formati a Cambridge nella seconda metà degli anni Sessanta, i Pink Floyd sono tra i gruppi britannici più influenti del rock, noti per le produzioni psichedeliche iniziali con Syd Barrett e per i successivi concept album guidati da Roger Waters e David Gilmour.
236 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 "'The Wall' è irrimediabilmente in ognuno di noi, e lo sarà sempre."

 "Con questo doppio album, sognare ad occhi aperti non è affatto un’impresa..."


Di  bogusman

 Una mastodontica opera di classic rock formato doppio lp, che di rock in realtà non ne contiene molto ma è farcita di seriosità come Alienazione e Depressione.

 Il risultato finale è una noiosissima e incolore accozzaglia di trito hard rock da stadio, disco music di seconda mano e finto cabaret anni 30.


Di  AngeloLecce87

 The Wall è lo sfogo di Roger Waters maturato tra la perdita del padre durante la IIª Guerra Mondiale e il logoramento del suo amico Syd Barrett.

 L'album è eccezionale perché le canzoni vanno apprezzate nel loro insieme e non singolarmente, come 'The Thin Ice' con l'inizio del pianto di un bambino.


Di  Francesco123

 "Sarà sempre una scelta non duratura: cambierà nel corso del film..."

 "The Wall è un mix di emozioni, pensieri e situazioni che riesce a colpire la nostra immaginazione."


Di  jimi

 È impossibile non farlo. Credo che ognuno di noi possa immedesimarsi in Pink, il protagonista di questa opera, nelle sue crisi, nei suoi stati d’animo.

 Mentre ascolti le note dell’assolo ti sollevi da terra... per ricominciare poi con la strofa, con i suoi effetti, le sue musiche, perfettamente in sintonia.


The Wall ha 10 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.