Corteggiare una donna significa starle dietro finché lei non cade… Ma chi cazzo cade? Non lei, questo lo sai dopo tre giorni. Poi, nel 90% dei casi, sei già lì a pensare che è quella giusta e che avrai una famiglia. Immagini già di concepire un figlio e inizi a fantasticare su quanto sarà bello, intelligente, primo della classe e con tutte le ragazzine intorno.
Ma è solo una sensazione perché non hai ancora in mano nulla. E’ come prendere un gelato e fantasticare sulla sua bontà finché non lo porti verso la bocca e quello si stacca dal cono e ti casca per terra e tu gli hai dato solo una cazzo di leccata. Capisci che è solo energia potenziale. Ma se tutto fila liscio, ti trovi davanti ad un culetto rosa, con un pannolino in una mano e i fazzoletti pieni di merda nell’altra. E non hai capito ancora un cazzo di come, in quella situazione, ci sei finito.
Hai chiaro solo il punto di partenza: quel cazzo di corteggiamento e capisci, forse e finalmente, che l’inizio non ha niente a che vedere con quello che succederà dopo.
Non c’è una fessa di collegamento è come pensare al primo e al secondo volume di Ummagumma. E veramente, non sai scegliere se sia meglio il primo o il secondo. E se tutta quella sperimentazione della seconda parte sia proprio ciò che vuoi dalla vita. Probabilmente sì, l’importante è che, una volta compresa e digerita bene anche tutta quella fase sperimentale, non la si butti su uno scaffale pensando di rispolverarla chissà quando. Questo alla vita non fa bene.
Ummagumma è il caos! Il disordine, il genio e sregolatezza, è un suono ubriaco, limpido che danza leggero e confuso verso una luce, verso l'infinito, verso se stesso, verso la libertà!
Non adatto per chi crede che la musica è solo una semplice melodia da canticchiare!
La parte finale è il pezzo della svolta: il chitarrista riesce a dare al gruppo un nuovo suono che li caratterizzerà per il resto della loro carriera.
Questa è la prima opera del dopo Barrett, in cui i membri del gruppo non rinnegano la psichedelia del loro capostipite, ma sperimentano nuovi suoni.
“'Ummagumma' è il caos! Il disordine, il genio e sregolatezza, è un suono ubriaco, limpido che danza leggero e confuso verso una luce”
“Sono contrario alla sperimentazione, sono contrario alla musica brutta (secondo i miei gusti ovviamente).”
"Ummagumma è un album che vale la pena ascoltare, nonostante non sia semplice farlo."
"La terza parte di 'The Narrow Way' anticipa quello che sarà il Pink Floyd sound successivo."
È per me miracolistico ed inenarrabile questo vinilitico supporto, in quanto la compiutezza artistica è qui ai massimi livelli.
Qui non c'è Syd, ma c'è il soffio vitale, la dedizione e lo zelo dell'immaginativo, chimerico maestro di Cambridge: Roger Keith Barrett.