I Pink Floyd non ci hanno mai deluso.
E infatti ci regalano l'ennesimo capolavoro, intitolato "Wish You Were Here", tra i migliori capolavori in assoluto dei Pink.
Questo album può definirsi un concept album, dedicato a Syd Barrett, che andò a trovare i quattro durante le prove. Gli altri non lo riconobbero, pensarono che fosse un addetto alle pulizie. Quando Waters scoprì chi realmente si nascondeva dietro quell'uomo grassoccio, calvo e con sopracciglia rasate (guarda caso quest'ultimo particolare viene ripreso nel film di "The Wall"), scoppiò a piangere.

Il disco in questione ha cinque canzoni, tra le quali una canzone divisa in due parti,ovvero "Shine On Your Crazy Diamond": una parte all'inizio e un'altra alla fine.
Le altre tracce sono la maestosa "Welcome To The Machine", scandita da rumori elettronici e dalla voce grandiosa di Gilmour.
"Have A Cigar" è l'episodio meno riuscito dell'album, anche se siamo ancora su alti livelli.
La penultima canzone, "Wish You Were Here", resta tra le canzoni più emozionanti e famose dei Pink Floyd, circondata da un'ondata di malinconia.
Come già detto il disco si chiude con la seconda parte di "Shine On Your Crazy Diamond", che ricalca lo stessa tema tracciato dalla prima parte.

Ditemi un po', non è questa la vera musica?

P.S.: (Se ci dovessero essere errori, fatemeli notare cortesemente, senza insulti nè lagne. E poi, nessuno potrebbe commentare alla perfezione questo capolavoro)

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