Forse non c'è bisogno di recensire questo capolavoro.
Forse non c'è bisogno di commentare questi 44'08" di pura estasi.
Forse c'è solo bisogno di ascoltarlo tutto d'un fiato per capire di cosa si sta parlando.
Ebbene sì, quando si parla dei Pink Floyd è un po' come parlare dei Beatles, si rischia sempre di cadere nel banale, di dire le solite cose, rischiando anche di stancare i lettori... Ma quando lo stereo inizia a trasmettere i 13'30" di puro rock psichedelico di "Shine On You Crazy Diamond (Part One)", quando passa all'epica "Welcome To The Machine", alla mostruosa "Have A Cigar", alla struggente "Wish You Were here" per terminare con l'apoteosi degl altri 12'22" di "Shine On You Crazy Diamonds (Part Two)", si capisce che qualche parola in merito va espressa...
E allora bisogna dire che in tre quarti d'ora sono racchiuse 5 tracce di rarissima perfezione, di psichedelia allo stato puro... Inutile dirlo, ma dopo il mega successo di "The Dark Side Of The Moon" (oggi ripubblicato anche nel formato SuperAudioCD) Waters e soci nel 1975 confezionano un'altra autentica pietra miliare della storia del rock...
NOTA: È stato registrato ad ABBEY ROAD nel luglio '75... non vi ricorda nulla questo nome?
I Pink Floyd sono un raggio di sole in una camera disordinata.
Solo quando senti le quattro note di "Shine On" capisci... di essere arrivato... e di aver solo iniziato.
Questo album può definirsi un concept album, dedicato a Syd Barrett.
Ditemi un po', non è questa la vera musica?
"Wish You Were Here si può definire un concept album sull'assenza: della parola, ma anche dell'individuo e del pensiero."
"I Pink Floyd furono, sono e sempre saranno il gruppo che raggiunse la pura perfezione, sia musicalmente, sia 'testualmente'."
È un album assolutamente da avere perché regala delle sensazioni uniche, come solo loro sanno fare.
La canzone "Wish You Were Here" dà i brividi anche oggi, senza dubbio una delle più belle di tutti i tempi.
Questo album, seppur bellissimo in alcuni punti, è infinitamente inferiore alle precedenti opere dei quattro.
Impressionanti e indescrivibili le emozioni che ci regala la chitarra di Gilmour. Da ascoltare all’alba.