Piove. Una leggera pioggerellina penetra l'aria della città. Si è da soli, in una parte del mondo, e non si può fare a meno di sognare, mentre dal mio amplificatore Fender fluiscono le note di "Shine On You Crazy Diamond", e si continua a sognare...
Perché i Pink Floyd, cosa sono? Sono un raggio di sole in una camera disordinata. Sono un gioco di ombre in una soffitta polverosa e male illuminata. Sono le pagine di un libro lasciato a metà. Sono una Stratocaster bianca con due o tre corde in meno. Sono una porta socchiusa che dà sull'infinito.
Perché solo quando senti le quattro note di "Shine On" capisci... di essere arrivato... e di aver solo iniziato.
Ed è subito sera.
[Chiedo un favore: se la recensione non dovesse piacervi vi chiedo umilmente di non cominciare a darmi addosso dicendo che ho infangato un capolavoro ecc... ma preferirei che mi diceste cosa realmente va male nello scritto, così da migliorarmi nelle recensioni future. Grazie.]
Forse non c'è bisogno di recensire questo capolavoro.
In tre quarti d'ora sono racchiuse 5 tracce di rarissima perfezione, di psichedelia allo stato puro...
Questo album può definirsi un concept album, dedicato a Syd Barrett.
Ditemi un po', non è questa la vera musica?
"Wish You Were Here si può definire un concept album sull'assenza: della parola, ma anche dell'individuo e del pensiero."
"I Pink Floyd furono, sono e sempre saranno il gruppo che raggiunse la pura perfezione, sia musicalmente, sia 'testualmente'."
È un album assolutamente da avere perché regala delle sensazioni uniche, come solo loro sanno fare.
La canzone "Wish You Were Here" dà i brividi anche oggi, senza dubbio una delle più belle di tutti i tempi.
Questo album, seppur bellissimo in alcuni punti, è infinitamente inferiore alle precedenti opere dei quattro.
Impressionanti e indescrivibili le emozioni che ci regala la chitarra di Gilmour. Da ascoltare all’alba.