Dopo Kid A esce ‘sto coso...e già mi avete capito... Questo disco e la più grande miscela di capolavori e cavolate messe insieme. Da una parte abbiamo canzoni come Knives Out, I Might Be Wrong, Pyramid Song, You and Whose Army? e Packed like Sardins in a Crushed Tin Box; dall'altra roba tipo Pulk/pull revolving doors, Hunting Bears e Morning Bell/Amnesiac (molto più bella la versione in 5/4 di Kid A).
Il resto del cd non è male, anche se davvero troppo triste... I Radiohead in questo album hanno sperimentato così tanto da finire strozzati da queste innovazioni o si sono abbandonati troppo al jazz anni '50 (quello triste per intenderci), lontanissimi da i toni dei due lavori precedenti.
Questo disco non mi ha mai convinto del tutto, ma va detto che vi sono contenute canzoni veramente magnifiche, peccato per quelle due o tre c*****e. Comunque il cd merita di essere comprato e ascoltato con grande pazienza. I Radiohead per fortuna hanno capito di dover cambiare strada. Per non sentirmi troppo in colpa comunque assegno ad Amnesiac un 4 e mezzo, ma 5 proprio non lo posso dare.
Dilago in un oceano di suoni che nuotano dritti sino al cuore delle mie percezioni, allagandole di sublime malinconia.
Da ascoltare soli, tristi, ubriachi e tremendamente vivi.
Alcuni di questi brani sono delle vere e proprie perle compositive, come la meravigliosa "Pyramid Song".
Tutto l'album, come Kid A, è permeato dall'ossessione degli esseri umani di essere deformati dal mostro della globalizzazione, della manipolazione genetica.
Siamo presto “schiacciati come sardine in una scatola di suoni”.
Se sono queste le cose che come dice Thom “dimentichi e poi ricordi di nuovo”, allora che restino per sempre offuscate nella mente dei nostri amati Radiohead.
“Amnesiac si dimostra quindi più di un passo avanti rispetto a Kid A; ci sono più idee, più fiducia nei propri mezzi.”
“Un disco molto eterogeneo, a tratti troppo freddo; più che un’opera unitaria siamo di fronte a degli ottimi brani, senza collegamento fra loro.”