Copertina di Richmond Fontaine Don't Skip Out On Me
sotomayor

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Per appassionati di country western, amanti della musica strumentale, lettori di romanzi contemporanei, fan di willy vlautin e della narrativa americana
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LA RECENSIONE

Il lungo addio dei Richmond Fontaine si compie probabilmente con questo ultimo inatteso disco (El Cortez/Decor Records), una specie di appendice che il gruppo ha voluto aggiungere a "You Can't Go Back If There's Nothing To Go Back To" (2016) e che ha registrato in occasione della pubblicazione dell’ultimo romanzo del cantante, musicista e scrittore Willy Vlautin. Il vocalist e chitarrista dei Richmond Fontaine non è del resto nuovo a esperienze letterarie: la sua attività di scrittore è sempre andata di pari passo con quella come musicista. Il suo ultimo romanzo è "Don't Skip Out On Me" pubblicato negli USA un paio di settimane fa. La storia racconta le vicende di Horace Hooper, per metà indiano e per metà irlandese. Abbandonato dai suoi genitori cresce in Nevada adottato da una famiglia di allevatori. In cerca di riscatto lascia la sua casa per diventare un campione di boxe. Finirà a Las Vegas dove si scontrerà con la dura realtà e capirà che neppure la boxe lo aiuterà a superare la sua vita passata e cambiare il suo destino.

"Don't Skip Out On Me" è una storia americana o più semplicemente una storia che riguarda l’uomo nella sua finitezza e che non riesce a andare contro quelli che considera essere i suoi limiti perché egli è il primo a riconoscerli come tali e questi allora lo tengono attaccato alla dura realtà qualunque sforzo egli faccia. È una storia di persone sole con se stesse e che cercano la propria identità in un mondo che li opprime e che non li considera. È la storia degli Stati Uniti d'America come ce l'hanno voluta raccontare Sam Peckinpah e Bob Dylan in "Pat Garrett and Billy the Kid": passi tutto il tempo a scappare da te stesso e ricercare tu chi sei, poi arriva il momento della resa dei conti e il grande sogno finisce. Quello che resta dopo sono probabilmente gli Stati Uniti d'America oppure più semplicemente la vita.

Il disco esce il prossimo 16 febbraio. Praticamente è la colonna sonora del romanzo: "Don't Skip Out On Me" è un lavoro interamente strumentale, che contiene 16 ballads country western suonate con chitarre acustiche, basso, batteria, steel guitars e harmonica a bocca. Le canzoni sono ora più vivaci, quasi sfuggenti, ora dei veri e propri bolero elettrici, ora delle canzoni più malinconiche e cariche di un forte contenuto emozionale, ti gelato il sangue nelle vene e quando pensi che questo disco è già dopo quella che si può considerare come la fine della storia, in qualche modo già sai che da adesso in poi ti sentirai un po' più solo.

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Riassunto del Bot

Don’t Skip Out On Me rappresenta l’addio dei Richmond Fontaine con un album interamente strumentale che fa da colonna sonora al romanzo omonimo di Willy Vlautin. Il disco propone 16 ballads country western che esplorano temi di solitudine, identità e il difficile riscatto umano ambientato negli Stati Uniti. La musica carica di emozioni accompagna la storia di Horace Hooper, un uomo che lotta con il proprio destino e i propri limiti in un dramma intimo e universale.

Tracce

01   Horace Hopper (03:39)

02   Meeting Billy In El Paso (02:58)

03   Night Out With Diego (03:26)

04   Waking Up With Busted Ribs (02:11)

05   The Fight With Raymundo Figueroa (03:38)

06   Horses in Las Vegas (01:34)

07   Finding Horace On The Street (03:06)

08   We'll Be Cattlemen (01:28)

09   Back Of The Pickup (04:50)

10   Victor Gets On The Bus (00:58)

11   Dream Of The City & The City Itself (05:01)

12   Living Where You're Not Wanted (01:59)

13   Horace And The Trophy (02:57)

14   Rescue And Defeat In Salt Lake City (02:57)

15   Horace Decides To Go Pro (01:06)

16   Mr. Reese's Place in La Jolla (02:54)

17   Hector Hidalgo (04:36)

Richmond Fontaine

Richmond Fontaine è una band alt-country di Portland, Oregon, formata nel 1994 e guidata dal cantautore e romanziere Willy Vlautin. Celebre per la scrittura narrativa e le atmosfere dell’Ovest americano, ha salutato con You Can’t Go Back If There’s Nothing To Go Back To (2016), seguita dall’appendice strumentale Don’t Skip Out On Me (2018).
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