Questa è la mia prima recensione, con cosa potevo iniziare se non con 'Reign in Blood' dei mitici Slayer?
Ma cominciamo: inizia la prima traccia, una chitarra suona un breve intro mentre l'altra suona solo un TA, poi un TATA, infine le chitarre si uniscono e si sente un terribile AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOOOOOHHHHH!!!!!!!!!!
Così inizia Angel Of Death, la canzone culto degli Slayer, che apre 'Reign in Blood'. Gli Slayer non sono altro che 4 simpatici ragazzi (adesso signori) che nel 1983 si riuniscono e dicono: - Invece di andare a bruciare chiese e uccidere gente perché non sfoghiamo il nostro immenso odio per l'intera umanità con un gruppo? - E infatti dopo Show No Mercy, Haunting The Chapel e Hell Awaits sfornano 'Reign in Blood', un concentrato di odio, rabbia e brutalità mai visto.
Tutte le canzoni sono sparate a mille con riff violentissimi, la voce cattiva e gli urli isterici di Tom Araya, gli assoli velocissimi e striduli, e la batteria di Dave Lombardo, uno dei batteristi più bravi e veloci del Metal. Tutto questo forma il disco Thrash Metal per eccellenza. A Angel Of Death segue Piece By Piece, in cui Kerry King (un mito) sogna di fare a pezzi la gente. Segue Necrophobic, la canzone più veloce che gli Slayer abbiano mai fatto, Altar Of Sacrifice, in cui Jeff Hanneman da il meglio di sè, Jesus Saves, in cui Kerry esprime il suo grande amore per la religione, Criminally Insane, una delle più belle dell'album, Reborn, che parla di una strega bruciata sul rogo, Epidemic, Postmortem e, per finire in bellezza, Raining Blood.
In aggiunta anche il remix di Aggressive Perfector, una loro vecchia canzone, e il remix di Criminally Insane. Mitico questo Album, forse il mio preferito, ora sì che gli Slayer possono regnare nel sangue.
29min e 40 sec di velocità, furia e perizia tecnica mastodontica!
Dave Lombardo alla batteria crea di tutto: dalla barriera corallina alla muraglia cinese!
Un Capolavoro... L'album "Reign in Blood"... 20 minuti di puro thrash!
"Raining Blood", un capolavoro degli Slayer, mitica irresistibile, che completa l'opera di distruzione dell'album.
La rabbia è un’emozione umana molto onesta e se si riesce ad incanalarla nella musica, tanto di guadagnato.
Reign in Blood ha la sua perfezione... qualche minuto in più e sarebbe stato forse troppo da sopportare in una sola botta.
Il più grande manifesto di violenza e rabbia che la mente umana abbia mai concepito.
Tom Araya sembra un’anima dannata che urla tra le fiamme.
Uh-oh! Ci fanno notare che questa recensione compare anche (tutta o in parte) su truemetal.it e ci è stato chiesto di rimuoverla.