Un Capolavoro... L'album "Reign in Blood"... 20 minuti di puro thrash!
Gli Slayer dopo il primo successo con "Hell Awaits" nel 1986 pubblicano questo cd che oltre a dividere l'opinione pubblica per alcuni testi come quello di "Angel Of Death"... entusiasma incredibilmente i fan, la prima track dell'album è "Angel Of Death", tralasciando i problemi politici, la canzone è un capolavoro di musica thrash, quattro minuti che distruggono qualsiasi sentimento positivo, grande prestazione di Dave con la batteria, King e Hanneman sono spettacolari, Araya grandissimo anche lui. Dopo "Angel Of Death" potrete ascoltare "Piece By Piece" e "Necrophobic", due bellissime track. In seguito c'è "Altar Of Sacrifice", un altro capolavoro dell'album, ritmo velocissimo per una canzone brevissima ma potentissima. In seguito si passa a "Jesus Saves", un'altra bella canzone, a "Criminally Insane", splendida anche questa canzone. "Reborn", "Epidemic" e "PostMortem" sono tre poesie negative, malvagie, aggressive, vengono una dopo l'altra, il tema principale di tutto è la morte.
L'album si chiude con "Raining Blood", un capolavoro degli Slayer, mitica irresistibile, inizia con un ritmo veloce e potente, si sospende per poco tempo per poi ricomminciare di nuovo aggressiva e completare l'opera di distruzione dell'album. Se La Metal é una poesia in negativo allora questo cd è una preziosissima fonte, queste terribili track faranno nascere nuovi gruppi trash e accelereranno la nascita della Death Metal, in seguito con l'album "South Of Heaven" gli Slayer perderanno il velocissimo ritmo che aveva contraddistinto questo cd per oscurare ancora di più il suono e riusciranno a ripetere il successo di questo.
29min e 40 sec di velocità, furia e perizia tecnica mastodontica!
Dave Lombardo alla batteria crea di tutto: dalla barriera corallina alla muraglia cinese!
La rabbia è un’emozione umana molto onesta e se si riesce ad incanalarla nella musica, tanto di guadagnato.
Reign in Blood ha la sua perfezione... qualche minuto in più e sarebbe stato forse troppo da sopportare in una sola botta.
Il più grande manifesto di violenza e rabbia che la mente umana abbia mai concepito.
Tom Araya sembra un’anima dannata che urla tra le fiamme.
Uh-oh! Ci fanno notare che questa recensione compare anche (tutta o in parte) su truemetal.it e ci è stato chiesto di rimuoverla.
Gli Slayer non sono altro che 4 simpatici ragazzi (adesso signori) che nel 1983 si riuniscono e dicono: - Invece di andare a bruciare chiese e uccidere gente perché non sfoghiamo il nostro immenso odio con un gruppo?
Mitico questo Album, forse il mio preferito, ora sì che gli Slayer possono regnare nel sangue.