Copertina di Syd Barrett Barrett
charles

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, fan dei pink floyd, cultori del rock classico e curiosi della figura di syd barrett
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Che Barrett fosse un genio sregolato, lo si sapeva. Che Barrett fosse l'anima dei Pink Floyd di fine anni '60, anche questo lo si sapeva già. Ma che proprio quel "crazy diamond" di Syd Barrett riuscisse a realizzare un disco "semplice", non particolarmente ostico all'orecchio umano, questo non se l'aspettava nessuno.
Secondo e ultimo capitolo della discografia di Barrett (in cui le sessions durarono appena quattro giorni) fu prodotto interamente da due illustri ex-colleghi, David Gilmour (che qui suona il basso) e Richard Wright (alle tastiere), ed è un lavoro meno cupo del precedente, il debut "The Madcap Laughs".

"Baby Lemonade", che apre l'album con un bellissimo e lungo intro arpeggiato, sembra uscita direttamente da "The Piper At The Gates Of Dawn", così come la successiva "Love Song". "Dominoes" è forse la canzone che più di tutte ha delle notevoli incursioni psichedeliche, con nastri al contrario stile "Tomorrow Never Knows" e tastiera fissa su una nota che sono decisamente di marca floydiana. Con "Rats" ci si trova ad ascoltare un brano quasi folk, con parti chitarristiche particolarmente caratterizzanti. "Maisie" è un episodio blues di ottima fattura, con parti vocali tipicamente pazze "alla Barrett". Estremamente solari le conclusive "Wolfpack" e "Efferviscing Elephant", che fanno quasi dispiacere della scomparsa di Barrett dal mondo musicale.

Personaggio molto turbolento all'interno dei Pink Floyd, con i quali ha realizzato i primi tre album prima di essere cacciato per far spazio alla grande figura emergente di Gilmour, ha avuto diverse instabilità psicologiche che ne hanno seriamente compromesso il futuro all'interno della band ed anche come musicista solista, e questo è un vero peccato. Negli anni '70 ha intrapreso l'hobby della pittura, poi probabilmente abbandonato. Ora sembra si sia stabilizzato, ma ovviamente nulla è certo riguardo la vita di questo "pazzo diamante". In sostanza, il disco sembra una raccolta di b-sides di "The Piper At The Gates Of Dawn", con il quale i Pink Floyd debuttarono nel 1967. Sicuramente è una spanna sotto l'intera produzione dei Pink Floyd, ma non per questo è un disco da sottovalutare. Merita di essere ascoltato, su questo non ci sono dubbi. E fidatevi, vi stupirà per la semplicità con la quale vi entrerà dentro. Non saranno forse necessari dieci ascolti per comprenderlo ed apprezzarlo in pieno, ma ne potrebbero bastare due-tre al massimo. E non ve ne libererete più, garantito...

NOTA : E' stato messo in commercio un box contenente i tre dischi solisti di Syd Barrett, "The Madcap Laughs" ('70), "Barrett" ('70) e "Opel" (Uscito nell'88 e contenente inediti e b-sides di vecchia data. L'uscita fu spinta dalla casa discografica), con la tracklist originale più alcune outtakes.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Barrett', il secondo album solista di Syd Barrett, sottolineando la sua semplicità sorprendente e le influenze psichedeliche legate ai Pink Floyd. Nonostante le difficoltà personali di Barrett, il disco, prodotto da Gilmour e Wright, si distingue per brani variegati e coinvolgenti. Un'opera consigliata che si apre facilmente all'ascoltatore, mettendo in luce il talento unico del "pazzo diamante".

Syd Barrett

Cantautore e chitarrista inglese, cofondatore dei Pink Floyd e principale autore del loro debutto. Pubblicò due album solisti nel 1970 (The Madcap Laughs e Barrett) e in seguito uscirono raccolte come Opel (1988).
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  nikko89

 Questo non è un semplice disco, questo è un flusso di coscienza, è un soliloquio.

 Syd sta cadendo in un pozzo ma sembra trovarci godimento, dato che non fa niente per non cadere sempre più in basso.


Di  Valeriorivoli

 Stamattina ho passeggiato in un sogno: ero tra i crateri oscuri di una Luna fatta di ricordi...

 Un pugno di mosche in mano, come poche canzoni opalescenti e monocordi, come l'ultimo album di Syd.


Di  rabloto

 Grazie Syd per la diacronia buffa e umile e anarchica del tuo cantato.

 Ho Fiducia in Syd. E quel che canta adesso è mio. Di chi lo ascolta. Di chi è placido nel godere della vita che arriva senza danno.


Di  fuggitivo

 Musica stonata per gente stonata.

 La voce svogliata e stanca di Barrett coincideva alla perfezione con il mio stato fisico e mentale.


Di  luludia

 "Barrett è un disco avvolto in una specie di sonno e le canzoni sembrano quasi lottare per venire fuori."

 "Waving my arms in the air è un grumo di esile pazzia innocente che tenta di essere una canzone pop, senza ovviamente riuscirci e quindi riuscendoci al massimo grado."