Copertina di Syd Barrett Barrett
Valeriorivoli

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica e rock anni '70, fan di syd barrett e pink floyd, ascoltatori di musica introspettiva e d'atmosfera.
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LA RECENSIONE

Syd Barrett-Barrett (1970)

Stamattina ho passeggiato in un sogno: ero tra i crateri oscuri di una Luna fatta di ricordi, ero nel bel giardino condominiale della mia vecchia casa , l e giravo facendo evoluzioni con il mio banana skateboard giallo; ero giovanissimo, ma dentro vecchio e saggio e non sapevo come spiegarlo...alla mia fidanzatina di allora. Sullo sfondo di uno strano sole astrale, irreale, c'era una colonna sonora cacofonica e lontana, generata da chissà quale dio dei sogni, piena di slide malinconiche e cantilene infantili  allucinate: qualcosa alla Syd Barrett insomma!  Poi mi sono svegliato. Ed è rimasta la strana sensazione di un mistero appena sfiorato e volato via. Le musiche di quel sogno...le avevo perdute come dentro una conchiglia: sparite. Un pugno di mosche in mano, come poche canzoni opalescenti e  monocordi, come l'ultimo album di Syd.

Ancora più intimista e svagato del primo album solo, apre le danze il gospel di Baby limonata: In the evening, sun going down, when the earth streams in the morning: nel nonsense circadiano e in mezzo ad orologi dentro le lavatrici- c'è una lontana risonanza con le cabale astronomiche e la radio nel cervello di Astronomy Domine del primo album, ma qui rimane solo una scarna bellezza triste e pervasiva, che fà da prologo al mood triste e nostalgico del resto delle canzoni. 
La smagata dichiarazione d'intenti scespiriani di Love Song, l'ipnotico blues Waving my arms in the air in medley con I Never Lied To You-dove vi è ancora un riferimento al suo atteggiamento da guru psichedelico durante le esibizioni di Astronomy, mixato con visioni di donna, capelli, e un finale telefonico che precorre i botta e risposta di Rino Gaetano di Nuntereggaeppiu; la surreale e struggente marcetta funebre di Dominoes, dove giocare e perdere tempo è la condizione esistenziale di coppia i sussurri estivi di calde slides nell'intimista Wined and dined ,  la filastrocca e le telepatie di It's Obvious-our minds shot toghether!! : tutte le canzoni, che in maggioranza parlano di donne, hanno la costante di un etereo distacco e un graduale ritiro dal mondo proprio di chi è andato sotto una depression irriducibile e a ruota con le droghe per obliare pesi viscidi ma poco sostenibili, come testimoniano i sussulti bodiddleyani di Rats-il negativo di Lucifer Sam- e il  walkie-talking-blues di Maisie-sposa di un bue!- e ne ho conosciute parecchie di spose di buoi dei paesi suoi! La chiusura è affidata ad una delle sue prime canzoni, Effervescing Elephant, facendo un'ultima conversione ad U verso l'infanzia, proprio dopo averci illuso con chissà quali misteriosi stormi di alieni ed alienati in waved formation su Wolfpack! A proposito potete mandare "Wolfpack" Ringtone to your Cell. Sarà possibile? Mah-- 

Tra obsessions adolescenziali, bizzarrie folk tardo psichedeliche, e le liturgie sommesse di Richard Wright,  le ultime canzoni ufficiali e "radiofoniche" di Syd Barrett, finiscono qui, come insetti  svolazzanti da un emisfero all'altro del cervello: ma senza pretese, senza messaggi particolari se non quelli di un elenco di sogni e rottami di poesie lunatiche, nella consapevolezza di arrendersi senza dolore  alla nostalgia e al rimpianto di chi non ha più molto da dire, se non le visioni di qualche proverbio al magnesio e luci miste a nebbia- (magnesium proverbs e light misted fog-da Wolfpack)

 Voto: deriva folle senza ritorno! Si consiglia l'ascolto in cuffia, magari una Sennheiser d'annata.Strictly for fans!

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Barrett', il secondo album solista di Syd Barrett, come un viaggio onirico e malinconico nelle atmosfere psichedeliche intime dell'artista. Attraverso testi visionari e sonorità rarefatte si evincono temi di nostalgia, isolamento e sogno. L'album è consigliato per un ascolto attento in cuffia, soprattutto per i fan. L'autore evidenzia uno stile fragile e poetico, capace di evocare sensazioni profonde e quasi misteriose.

Syd Barrett

Cantautore e chitarrista inglese, cofondatore dei Pink Floyd e principale autore del loro debutto. Pubblicò due album solisti nel 1970 (The Madcap Laughs e Barrett) e in seguito uscirono raccolte come Opel (1988).
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 Fidatevi, vi stupirà per la semplicità con la quale vi entrerà dentro.

 Il disco sembra una raccolta di b-sides di 'The Piper At The Gates Of Dawn', ma non è un disco da sottovalutare.


Di  nikko89

 Questo non è un semplice disco, questo è un flusso di coscienza, è un soliloquio.

 Syd sta cadendo in un pozzo ma sembra trovarci godimento, dato che non fa niente per non cadere sempre più in basso.


Di  rabloto

 Grazie Syd per la diacronia buffa e umile e anarchica del tuo cantato.

 Ho Fiducia in Syd. E quel che canta adesso è mio. Di chi lo ascolta. Di chi è placido nel godere della vita che arriva senza danno.


Di  fuggitivo

 Musica stonata per gente stonata.

 La voce svogliata e stanca di Barrett coincideva alla perfezione con il mio stato fisico e mentale.


Di  luludia

 "Barrett è un disco avvolto in una specie di sonno e le canzoni sembrano quasi lottare per venire fuori."

 "Waving my arms in the air è un grumo di esile pazzia innocente che tenta di essere una canzone pop, senza ovviamente riuscirci e quindi riuscendoci al massimo grado."