Copertina di Syd Barrett Barrett
fuggitivo

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, ascoltatori di folk e blues, amanti di atmosfere malinconiche e riflessive, fan di syd barrett e pink floyd
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LA RECENSIONE

Musica stonata per gente stonata.

Di solito durante la notte sto sveglio al computer, beh, quella notte presi degli anti-depressivi su consiglio dello strizzacervelli, verso le 5.00 o le 6.00 del mattino iniziai a sentirmi male e a vomitare anche se avevo lo stomaco vuoto, mi rimisi a letto senza prendere sonno e il vomito riprese.

Mi trovavo alle 7.00 del mattino con la stanchezza di una notte passata in bianco, lo stomaco sottosopra e la bocca che nonostante mi fossi lavato puzzava ancora di vomito.

Ero leggermente a pezzi e volevo sentire qualcosa di nuovo perciò misi su questo "Barrett" datato 1970 acquistato il giorno precedente.

Gente, che feeling! La voce svogliata e stanca di Barrett coincideva alla perfezione con il mio stato fisico e mentale, strascicava anemica di canzone in canzone come io strascicavo la mia veglia. Tutti e due senza una meta ben precisa; resistere più a lungo il motto.

La luca del sole filtrava verdastra ed acida dalle tende dando alla mia stanza un'atmosfera onirica. Così è l'atmosfera del disco, filastrocche ("Dominoes", "Gigolo Aunt", "Effervescing Elephant"), blues ("Rats", "Maisie"), folk (tutte le altre) immerse in un barile di salamoia

Su tutto troneggia un senso di ambiguo che è reso perfettamente in "It Is Obvious" la quale credo riassuma tutto il disco. È un continuo ripensarci, sembra che Syd stia prendendo una strada e all'ultimo momento cambia, di nuovo, di nuovo e di nuovo... per creare così un ritornello; questo può infastidire all'inizio ma il disco è così.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Barrett' di Syd Barrett come un album che si fonde perfettamente con stati d'animo malinconici e stanchi, creando un'atmosfera onirica e ambigua. Il disco, datato 1970, mescola folk, blues e filastrocche in un flusso musicale instabile ma affascinante, rispecchiando sensazioni di smarrimento e riflessione continua.

Syd Barrett

Cantautore e chitarrista inglese, cofondatore dei Pink Floyd e principale autore del loro debutto. Pubblicò due album solisti nel 1970 (The Madcap Laughs e Barrett) e in seguito uscirono raccolte come Opel (1988).
22 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 Fidatevi, vi stupirà per la semplicità con la quale vi entrerà dentro.

 Il disco sembra una raccolta di b-sides di 'The Piper At The Gates Of Dawn', ma non è un disco da sottovalutare.


Di  nikko89

 Questo non è un semplice disco, questo è un flusso di coscienza, è un soliloquio.

 Syd sta cadendo in un pozzo ma sembra trovarci godimento, dato che non fa niente per non cadere sempre più in basso.


Di  Valeriorivoli

 Stamattina ho passeggiato in un sogno: ero tra i crateri oscuri di una Luna fatta di ricordi...

 Un pugno di mosche in mano, come poche canzoni opalescenti e monocordi, come l'ultimo album di Syd.


Di  rabloto

 Grazie Syd per la diacronia buffa e umile e anarchica del tuo cantato.

 Ho Fiducia in Syd. E quel che canta adesso è mio. Di chi lo ascolta. Di chi è placido nel godere della vita che arriva senza danno.


Di  luludia

 "Barrett è un disco avvolto in una specie di sonno e le canzoni sembrano quasi lottare per venire fuori."

 "Waving my arms in the air è un grumo di esile pazzia innocente che tenta di essere una canzone pop, senza ovviamente riuscirci e quindi riuscendoci al massimo grado."